Turismo, flessione a luglio nel Salento. Federalberghi: «Manca una strategia»

Turismo, flessione a luglio nel Salento. Federalberghi: «Manca una strategia»
di Rita DE BERNART
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Giovedì 21 Luglio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 10:42

«Se una destinazione per anni registra un costante trend in crescita con picchi di over turismo, è normale che le aspettative siano alte e la percezione del calo delle presenze sia più evidente, non solo nei numeri, ma anche agli occhi della gente». È quanto sta accadendo nel Salento: in questa stagione, in particolare nel mese di luglio, alcune delle principali località balneari stanno registrando una flessione, se pur non brusca, degli arrivi. La frenata c’è, ed è reale, a dirlo sono gli stessi operatori turistici; le percentuali in lieve calo interessano soprattutto il target medio e medio basso e poi mancano i giovani. O almeno sono molti meno di quelli che ci si aspettava di vedere arrivare. Secondo Francesco Caizzi, presidente di Federalberghi Puglia e vice presidente nazionale, al momento i dati non sono allarmanti ma di certo occorre una riflessione.

L'analisi

«Questo lieve calo – spiega - si evidenzia di più nel Salento dove negli ultimi anni il trend in crescita costante ha portato ad una presenza massiccia di turisti sul territorio ed oggi, che ne stanno arrivando meno, e questo lo dicono gli operatori, la percezione comune è quella di un calo drastico, ma così non è. Contrariamente a quanto avviene, ad esempio, per altre località a nord di Bari dove fino a qualche tempo fa i numeri non erano così lusinghieri: oggi che, grazie al lavoro svolto, i turisti arrivano si registra una crescita maggiore e si ha l’idea del pienone. Il ragionamento di fondo però va fatto complessivamente sull’intera regione come destinazione per riuscire a capire le cause di ciò che sta succedendo. Lo dico da mesi: non esiste solo la Puglia. Tutta l’Italia quest’anno sta andando forte. Ci sono regioni che stanno esplodendo perché in questi due anni di pandemia hanno lavorato bene sulla programmazione e risolto alcune criticità, trovando risposte anche alla domanda turistica».

Le cause della flessione

Le cause dunque sono molteplici e vanno ricercate nel medio e breve periodo. La crisi economica, con la spinta inflattiva che ha ridotto la capacità di spesa delle famiglie medie e monoreddito, l’aumento dei prezzi in alcune località pugliesi a fronte di servizi non adeguati alle tariffe, problemi di collegamenti e logistica. le mode dei giovani che cambiano. Manca però di fatto un’analisi dei diversi fattori che consenta di dare una risposta precisa. «Oggi siamo di fronte ad un problema a cui non possiamo dare una risposta precisa- continua Caizzi- perché non è stata fatta una analisi di ciò che accade e delle dinamiche che si sono innescate nei vari territori pugliesi. Ci sono dei sintomi e dei segnali che bisogna evitare diventino patologici e irreparabili, attuando da subito una programmazione. Da febbraio aspettiamo la convocazione dell’assessore. Riguardo al Salento uno dei motivi che potrebbe aver generato un minor afflusso di turisti in questa fase è forse ciò che è accaduto a giugno: per arrivare nelle località più a sud si facevano 5 ore di coda. Chi ha fatto un weekend dalle regioni limitrofe magari poi alla luce di questo ha scelto di non tornare per la vacanza estiva. Qualcuno si è posto questo problema? E poi c’è la questione dei prezzi: ma anche in questo caso Pugliapromozione ha attuato un osservatorio delle tariffe pubblicate, dei prezzi dei servizi e della qualità offerta? Manca l’analisi di mercato che andava fatta a monte per pianificare una strategia. Ora che gli altri hanno lavorato meglio noi ci chiediamo cosa non va senza avere risposte precise».

Di certo l’over turismo e l’abusivismo hanno minato nel tempo il risultati ottenuti da tanti imprenditori. «Per anni alcune aree hanno registrato over turismo – spiega ancora Caizzi- senza contare tutti i danni creati dall’abusivismo, fenomeno che ancora non si riesce ad arginare.Che da un lato fa percepire una presenza antropica maggiore rispetto a quella delle cifre ufficiali ma allo stesso tempo, se c'è minor gente, la fa distribuire tra le strutture regolari e gli alloggi abusivi. Riguardo a Bari poi bisogna considerare altri fattori prima di tirare le somme: è vero che gli alberghi stanno andando bene ma bisogna anche tener conto del fatto che alcuni, fra cui il Palace tra i principali, sono chiusi e altri sono diventati alberghi Covid. Purtroppo in Puglia invece di affrontare seriamente alcune questioni in questi anni abbiamo pensato a fare i forum senza mettere in campo una strategia reale: basti pensare che l’offerta turistica alberghiera pugliese è ferma al 1999 con una legge in cui non si parla di Masseria che oggi è il modello iconico della ricettività pugliese».

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