«In 20 giorni 14 treni soppressi e 352 in ritardo»: la Regione scrive a Trenitalia e Rfi e minaccia sanzioni

«In 20 giorni 14 treni soppressi e 352 in ritardo»: la Regione scrive a Trenitalia e Rfi e minaccia sanzioni
Troppi ritardi dei treni e la Regione minaccia sanzioni a Trenitalia. L’assessore regionali ai Trasporti, Giovanni Giannini, ha scritto a Trenitalia e a Rete ferroviaria italiana una lettera dopo i disservizi che si sono verificati lo scorso 28 dicembre sulla rete ferroviaria gestita da Rfi ed in particolare sulle tratte Bari Zona Industriale - Bari S.Spirito; Barletta - Trinitapoli; Bari - Lecce e Bitetto - Taranto che hanno ridotto sensibilmente la disponibilità dell'infrastruttura e la conseguente circolazione dei treni, causando gravi disagi all'utenza soprattutto sulla linea Adriatica. Giannini scrive che “con l’entrata in vigore del nuovo orario invernale, i servizi ferroviari regionali sono stati oggetto di una preoccupante quanto sistematica sequela di ritardi e soppressioni di convogli senza precedenti. Solo negli ultimi 20 giorni registriamo (fonte Picweb) 14 treni regionali soppressi e ben 352 treni con ritardi superiori ai 10’ (181 treni con ritardi dai 10’ a 20’, 54 dai 20’ ai 30’, 37 dai 30’ ai 40’, 30 dai 40’ ai 50’, 34 dai 50’ agli 80’ e 16 treni con ritardi superiori agli 80’). I ritardi, di cui solo il 16%  è da attribuire ad eventi atmosferici avversi, hanno generato nell’utenza un diffusissimo disagio, le cui cause non trovano giustificazioni accettabili ed una vibrata protesta assolutamente legittima e condivisibile”.

Dal vecchio al nuovo orario. Inoltre si tratta - ricorda Giannini - di "anomalie e inconvenienti, accaduti proprio nel passaggio dal vecchio al nuovo orario, hanno generato nell’utenza il convincimento che gli stessi fossero conseguenza del nuovo modello cadenzato con interscambio. Percezione questa infondata, ma di difficile rimozione se dovesse perdurare il disservizio".

Sanzioni e penali. La Regione Puglia, pertanto, a tutela dei pendolari e dell’utenza tutta, "intende per un verso far valere in modo rigoroso le proprie prerogative contrattuali e per altro verso esigere il rispetto delle regole e dei principi di gestione della circolazione, previste nel Prospetto Informativo di Rete e nell’Accordo di Programma Stato-Rfi, che attengono non solo alla regolarità del servizio, ma anche alla sicurezza della circolazione ferroviaria. I servizi di trasporto pubblico non assumono rilievo solo per il fatto di essere considerati di pertinenza di un’amministrazione pubblica, quanto anche per l’essere idonei a soddisfare in modo diretto, esigenze proprie di una platea indifferenziata di utenti nel rispetto di norme di continuità, regolarità, capacità e qualità. Per questo è necessario uno sforzo di attenzione e reazione da parte vostra - scrive Giannini nella lettera - che vada al di là del reciproco scarico di responsabilità degli eventi, ma che si orienti verso un rinnovato approccio, che prevenga i guasti e ponga rimedio alla debolezza di apparati e materiali evitando per il futuro il ripetersi di ulteriori disagi. In ogni caso si fa espressa riserva di applicare le sanzioni previste per gli inadempimenti occorsi”.
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Mercoledì 2 Gennaio 2019 - Ultimo aggiornamento: 17:36