Alta velocità sulla linea adriatica: da Lecce a Bologna in 6 ore e mezzo

Alta velocità sulla linea adriatica: da Lecce a Bologna in 6 ore e mezzo
di Pierpaolo SPADA
4 Minuti di Lettura
Martedì 13 Luglio 2021, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 21 Luglio, 09:16

Primo passo verso l’alta velocità/alta capacità ferroviaria tra Lecce e Bologna. Rfi ha approntato il primo studio preliminare per la dorsale Adriatica. Lo ufficializzerà nei prossimi giorni. E se sono rose fioriranno. L’ha annunciato la viceministra alle Infrastrutture e alla mobilità sostenibile, Teresa Bellanova, durante la conferenza stampa svolta al porto di Brindisi, dove ieri si è recata in visita. «È un lavoro che Rfi, dopo la mia sollecitazione, sta elaborando già dalla fine di maggio e che conterrà ipotesi degli interventi da realizzare con i relativi costi, tempi di percorrenza e incremento della capacità». È una risposta alle istanze dei territori pugliesi, Salento in primis.

I nuovi tempi di percorrenza: 2 ore in meno tra Lecce e Bologna

In realtà la dorsale Adriatica è dal 2018 oggetto di interventi funzionali alla velocizzazione della tratta. Il primo lotto (Lecce-Brindisi) - già realizzato - è infatti percorribile a 200 km/h. Il completamento dell’intera opera è previsto nel 2024. L’eventuale realizzazione dell’alta velocità (che porterebbe a 250 km/h la velocità massima) consentirebbe di percorrere la tratta Lecce-Bologna in circa 6 ore e mezza invece che nelle attuali 8.45.

I tempi potrebbero accorciarsi fino a 5 ore e mezzo

E si tratta solo della durata media. Nel migliore dei casi infatti la percorrenza si ridurrebbe anche a 5 h e 30, visto che con il Frecciarossa è già attualmente percorrere la tratta in 7 h e 10 minuti. 

E non sarebbe poco. Analogo risparmio di tempo è previsto tra Lecce e Napoli non appena sarà completata l’alta velocità/alta capacità. Lo spiegò su queste pagine il commissario Roberto Pagone, direttore Area Sud investimenti di Rfi, il 15 marzo scorso: «Se, ultimata, la Napoli-Bari sarà percorribile in 2 ore, da Bari a Lecce - linea da 200 km/h per 149 chilometri - ci vorrà meno di un’ora. Quindi, nel 2026 andremo da Lecce a Napoli in meno di 3 ore e da Lecce a Roma in 4».

Procedono i lavori sulla Napoli-Bari

E sulla Napoli-Bari i lavori procedono spediti. È la stessa Bellanova a riferirlo: «Entro dicembre 2021 tutti i cantieri saranno aperti. La conclusione è prevista, invece, a giugno 2027. La dorsale Adriatica velocizzata, ebbe a spiegare lo stesso Pagone, rappresenta il naturale prolungamento dell’Alta Velocità Napoli-Bari fino a Lecce e Taranto, considerato che su entrambe le linee si viaggerà a 200 km/h, con punte di 250 in alcuni tratti di nuova costruzione, in galleria, tra Napoli e Foggia. La realizzazione dell’Alta velocità tra Lecce e Bologna ridurrebbe, dunque, ulteriormente i tempi di percorrenza. L’obiettivo generale è ridurre la distanza tra il Nord e il Sud del Paese, con evidente vantaggio anche in termini di competitività economica. Un gap ravvisabile, paradossalmente, anche all’interno degli stessi confini regionali, che le istituzioni stanno provando a contenere attraverso la realizzazione di ulteriori opere. Il collegamento tra l’aeroporto di Brindisi e Lecce è tra questi.

Trasporto di persone e merci: ecco tutti i cantieri pugliesi

Nella stessa ottica - anche in chiave di ammodernamento - s’inserisce l’elettrificazione della linea Martina Franca-Lecce, per mano di Ferrovie Sud Est. I lavori sono in corso da gennaio 2021 sui lotti 2 e 4 (Lecce-Zollino e Maglie-Otranto). Fse prevede l’ultimazione dell’opera entro il 2024. Fondamentale, ai fini della maggiore velocità, sarà, tuttavia, la dotazione del sistema Scmt (Sistema controllo marcia treno), prevista sulla linea Bari-Taranto-Lecce entro il 2025. La sfida del futuro parla anche di idrogeno. Il Pnrr ne prevede la sperimentazione, come in Valcamonica, anche nel Salento. Cinquanta i treni che entro qualche anno dovrebbero inaugurare la nuova dimensione. Non solo persone. Anche le merci potrebbero presto essere accomodate su mezzi e itinerari più agevoli. La svolta per il Salento sarebbe lo Scalo di Surbo. Si attende a settembre la pubblicazione del bando di vendita della piattaforma logistica di Fs chiusa dal 2009. Con l’adeguamento della tratta Bari-Lecce alla sagoma P/C 80 (entro il 2021), sarebbe possibile allacciare il Salento al corridoio Scandinavo-Mediterraneo e far viaggiare la merce da Lecce a Helsinki in modalità “autostrada viaggiante” (tir sui treni). Lo chiedono a gran voce gli autotrasporti per godere di un’alternativa alla gomma. Quelli del Salento hanno già chiuso un accordo col vettore foggiano Lotras. E dal 13 settembre inizieranno a far viaggiare semirimorchi di merce dallo Scalo Porta Lecce di Brindisi a quello di Villa Selva (Forlì), dando corpo alla prima “autostrada viaggiante non accompagnata” della dorsale Adriatica.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA