Trasporti, è ancora caos: «Col distanziamento a terra 325mila studenti»

Trasporti, è ancora caos: «Col distanziamento a terra 325mila studenti»
di Paola COLACI
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Venerdì 28 Agosto 2020, 08:37 - Ultimo aggiornamento: 29 Agosto, 13:26

Trasporto scolastico: il tempo scorre, l'incognita resta. Alla riapertura delle scuole - prevista per il 14 settembre in tutta Italia - mancano circa due settimane. E poco meno di un mese alla data del 24 settembre fissata per la ripartenza dell'anno scolastico anche in Puglia. Ma il braccio di ferro tra governo e Regioni prosegue. E in sede di Conferenza, il nodo cruciale relativo alla capienza dimezzata a bordo dei mezzi prevista dal Comitato tecnico scientifico e alla deroga chiesta dai governatori per scongiurare il caos non è ancora stato sciolto. Il tavolo di confronto è aggiornato a oggi alle 10. La nuova convocazione straordinaria della Conferenza unificata Stato-Regioni-Enti locali porta la firma del ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia. E all'ordine del giorno della discussione che vedrà Boccia collegato in videoconferenza dalla Prefettura di Taranto c'è il documento unitario elaborato dall'Istituto superiore della Sanità sulla sicurezza nelle aule e sulla gestione di casi di contagio nelle scuole.

Ma su input dei governatori, il confronto verterà anche e soprattutto sul rebus del trasporto scolastico. E su questo fronte la posta in palio è alta. Con la regola del metro di distanziamento a bordo e le attuali misure sanitarie previste dagli esperti del Cts e cristallizzate attraverso il Dpcm di agosto, bus, pullman e treni regionali e locali potranno riempirsi solo al 50-60% della capienza. E al momento non sono previsti fondi per acquistare nuovi mezzi e implementare le corse. Il rischio, dunque, è che la metà degli oltre 8.5 milioni di studenti italiani - dei quali 740mila residenti in Puglia - da qui a qualche settimana resti a terra. E a certificarlo nei giorni scorsi è stato lo stesso assessore regionale ai Trasporti Gianni Giannini. Ma lo hanno ribadito anche e soprattutto le aziende del trasporto pubblico. Quelle pugliesi e aderenti all'Asstra regionale che hanno lanciato l'allarme per voce del presidente Matteo Colamussi. Ma anche quelle nazionali che nelle scorse ore hanno rimarcato dubbi e perplessità attraverso Andrea Gibelli, presidente nazionale dell'associazione che raggruppa i trasporti pubblici locali. Netto e trasversale il messaggio al governo: «La riapertura delle scuole metterà sotto pressione il sistema dei trasporti locali e, nelle ore di punta, il 25-35% degli studenti rischia di rimanere a piedi». E ovviamente, non saranno gli unici: lo stesso destino potrebbe toccare, infatti, a milioni di pendolari in tutta Italia che si preparano al tornare al lavoro in presenza negli uffici dopo mesi di smart working. Dunque, le istanze delle aziende condivise con le Regioni: il consolidamento dello smart working, sì. Ma anche e soprattutto la diversificazione degli orari di avvio delle attività scolastiche oltre, naturalmente, alla richiesta pressante da parte dei governatori di derogare alla regola del distanziamento a bordo. Allentamento delle misure nella cui direzione spingono anche alcuni ministri del governo di Giuseppe Conte. E lo stesso premier ne starebbe valutando la fattibilità. Ma tant'è.

Il Cts per parte sua sembra intenzionato a tirare dritto: «Se si vuole riempire lo scuolabus deve essere ben predisposto un tempo al massimo di 15 minuti per il contatto stretto - ha ribadito il coordinatore del Cts Agostino Miozzo anche ieri in sede di Commissione Istruzione della Camera - Sul trasporto pubblico locale abbiamo dato alcune indicazioni che stiamo formalizzando: necessità di aumentare il numero corse, riorganizzazione degli orari di ingressi e uscite per dilazionare gli orari di punta, disinfettanti a bordo dei mezzi di trasporto, sollecitazione all'uso della app Immuni». Si vedrà.

Intanto sempre nella giornata di ieri la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha dato il via libera alle Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di Sars-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell'infanzia, predisposte dall'Istituto superiore di Sanità dai ministeri della Salute e dell'Istruzione e dall'Inail. Nuove misure che saranno applicate a tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado - dai nidi alle superiori, comprese le scuole paritarie - su tutto il territorio italiano. A partire dalla gestione dei casi di uno o più sintomatici in classe. Ma fra i compiti degli istituti scolastici, oltre all'individuazione di un referente per il Covid adeguatamente formato, c'è anche quello relativo al monitoraggio delle assenze, indice di una diffusione del virus e che potrebbero necessitare di una indagine mirata. È richiesta, infine, la collaborazione dei genitori per misurare ogni giorno la temperatura dei figli e segnalare eventuali assenze per motivi di salute riconducibili al virus. «A parte una modifica per renderlo più coerente con gli altri documenti - ha spiegato la coordinatrice all'Istruzione per le Regioni Cristina Grieco - il protocollo dell'Iss è stato condiviso». E il via libera ufficiale è atteso per questa mattina in sede di videoconferenza con Boccia.

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