Trasporti scolastici in bus, per il distanziamento servono 350 mezzi in più

Giovedì 15 Ottobre 2020 di Vincenzo DAMIANI

Per potenziare il trasporto pubblico ed evitare assembramenti servirebbero, solamente in Puglia, 350 autobus in più e almeno 450 autisti. È quanto emerge da uno studio di Asstra, l'associazione nazionale delle aziende di Tpl sia pubbliche che private, una ipotesi, ovviamente, irrealizzabile in questo momento per almeno due motivi: il primo, non ci sono le risorse; il secondo, pur avendo a disposizione i soldi necessari, non ci sarebbe il tempo per espletare i concorsi e le gare d'appalto. Nemmeno con i poteri commissariali.
E quindi? Ieri c'è stata una riunione in videoconferenza convocata dalla ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, con le associazioni rappresentative delle aziende del Trasporto Pubblico Locale, i rappresentanti della Conferenza delle Regioni, di Anci e di Upi per un confronto sulle misure di contenimento dei contagi sui mezzi pubblici. L'incontro, in realtà, non ha individuato alcuna soluzione immediata: è stato deciso di lasciare inalterata la misura dell'80% di capienza massima sui mezzi ed è stata presa in considerazione l'ipotesi di un ulteriore scaglionamento degli ingressi a scuola, insieme alla possibilità di misure analoghe anche per gli uffici pubblici.

«È la proposta che abbiamo fatto noi come Asstra già lo scorso marzo e crediamo che, al momento, sia l'unica praticabile», commenta Matteo Colamussi, presidente Asstra Puglia e Basilicata. Al vaglio ci sarebbe anche la possibilità di istituire tavoli regionali di coordinamento sul trasporto pubblico, al quale far partecipare gli assessori competenti e gli enti locali. Probabile un nuovo aggiornamento tra le parti la settimana prossima.
Le associazioni del trasporto pubblico locale hanno presentato i risultati del monitoraggio nell'ultimo periodo, secondo il quale l'utilizzo del mezzo pubblico da parte degli studenti si è attestato in media a livelli inferiori all'80% del riempimento, registrando un valore di circa il 55,60% della capienza consentita. «Il trasporto pubblico locale non è a domanda, ci sono linee e orari fissati, chi fa i controlli alle diverse fermate?», incalza Colamussi. Il presidente di Asstra pone anche un'altra questione: «In Puglia le aziende hanno visto ridurre i ricavi del 50%, quindi qualcosa non torna: o sono aumentati gli evasori, ma è difficile ipotizzarlo, oppure è evidente che i limiti alla capienza vengono rispettati». Per evitare gli assembramenti in determinate fasce orarie, «l'unica soluzione è diversificare gli ingressi e le uscite da scuola», conclude Colamussi. Ma dall'altra parte c'è il muro dei presidi: diversificare gli orari e, quindi, dilatarli vuol dire aver bisogno di maggiore personale, sia docenti che dipendenti Ata. Ma, come per i trasporti, non c'è tempo e risorse per assumere lavoratori. Insomma, il cane che si morde la coda.

«Posticipare l'orario di apertura delle scuole superiori potrebbe essere possibile, ma in alcune realtà sarebbe molto difficile riuscire a coprire le cattedre», avverte Maddalena Gissi, che guida la Cisl Scuola. «La ripresa delle attività produttive e la riapertura delle scuole hanno evidenziato alcune criticità nel trasporto pubblico locale. Le linee guida indicano una capienza massima dell'80% su autobus, tram e metro ma per evitare sovraffollamento nelle ore di punta - e quindi a maggior rischio di contagio - ho chiesto alla ministra De Micheli, in una interrogazione a mia prima firma, quali misure si intendono adottare per evitare tali criticità», incalza il deputato pugliese del M5S, Diego De Lorenzis, in Commissione Trasporti alla Camera. De Micheli ha, però, assicurato, durante il question time alla Camera, che «nella prossima legge di bilancio si provvederà a stanziare ulteriori risorse per il sostegno del settore del trasporto pubblico locale, verificando la possibilità di incrementare l'offerta del servizio anche attraverso il coinvolgimento degli operatori del settore del trasporto di persone non soggetti ad obbligo di servizio pubblico». «Attualmente ha aggiunto - rispetto a 16 milioni di viaggi effettuati giornalmente durante il periodo pre-covid il monitoraggio eseguito nello scorso mese di settembre a seguito della riapertura delle scuole, ha rilevato che l'utilizzo dei mezzi di trasporto si attesta intorno al -50% rispetto allo stesso periodo dell'anno 2019 e che generalmente viene rispettata, anche durante le ore di punta mattutine e pomeridiane, la percentuale di riempimento dell'80%».


Gli esperti mettono in allerta: «Se i bambini rispettano il distanziamento a scuola, ma non sugli scuolabus, sui mezzi pubblici, nei supermercati, mi chiedo che senso abbia», è l'allarme di Giorgio Palù, past president delle Società italiana ed europea di virologia.

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