La domenica nera dei voli: oltre 60 collegamenti cancellati in Puglia. Viaggio in aeroporto: «Undici ore di ritardo? Purché si parta...»

La domenica nera dei voli: oltre 60 collegamenti cancellati in Puglia. Viaggio in aeroporto: «Undici ore di ritardo? Purché si parta...»
di Giuseppe ANDRIANI
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Lunedì 18 Luglio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 14:19

Oltre 60 voli cancellati, tutti i collegamenti in ritardo. Il caos della domenica dei trasporti aerei non ha risparmiato né l'aeroporto di Bari né quello di Brindisi. Lo sciopero di quattro ore del personale di alcune compagnie low cost (tra cui Ryanair e EasyJey) e quello del personale Enav, ha restituito ai passeggeri una giornata drammatica sotto tanti punti di vista. Un giro in aeroporto, a Brindisi, per raccontare cosa non va: ore lunghe, ma al contempo frenetiche, quelle dalle 14 alle 18. E dopo non è che vada poi tanto meglio.

Il viaggio in aeroporto

«Almeno non è stato cancellato». La prendono così, con filosofia e invidiabile capacità di guardare sempre il bicchiere mezzo pieno, due ragazzi, fidanzati o sposati, che avrebbero dovuto raggiungere Milano per passare qualche giorno con amici che vivono lì. «Avevamo paura di non partire», raccontano dall’uscita del gate dell’Aeroporto del Salento. La situazione paradossale si registra attorno alle 14, quando il volo di Wizz Air per Milano, previsto alle 14 e spostato alle 14.13, viene nuovamente rinviato. Ma questa volta l’orario è per cuori forti: 1.15 della notte. Un turista inglese, chiede: «1.15 anti meridian?». «Yes, of course». Il dubbio che quell’aereo possa partire è rimasto a tanti fino a notte fonda, un po’ come una puntata di un thriller psicologico. «In coda, per ore, senza sapere neppure se ce la faremo a partire», dice un uomo che passa, a passo svelto ma senza una meta. I due ragazzi, invece, l’hanno presa bene: «Siamo di Brindisi - raccontano -, andiamo a casa, riposiamo e torniamo. Poi si vedrà, comunque non è cancellato. Poverini, loro - proseguono indicando un gruppo di ragazzi - non sanno dove andare». Sono presumibilmente turisti che dovranno rientrare a Milano. Non raccontano, la rabbia è troppa. Un uomo sulla quarantina, però, si lascia scappare un «domani (oggi, ndr) lavoro». Gli sfortunati passeggeri costretti ad aspettare per 12 ore li riconosci dal fatto che, dopo aver imbarcato il bagaglio e raggiunto il gate, escono da un corridoio laterale e scendono le scale nervosamente. Alle 14.15 circa piuttosto che sull’aereo sono tutti fuori, per un po’ d’aria e per fumare. Nessuno ha il coraggio di far notare loro che l’area fumatori sarebbe leggermente a lato. 

«Mamma, non torniamo a casa?»

Le storie si incrociano in una giornata caotica e frenetica allo stesso tempo. «Il nostro aereo, per ora, è confermato», dice una mamma di circa quarant’anni ai due figli. Uno dei due bimbi chiede: «Perché? Non è sicuro che torniamo a casa?». L’innocenza dei bambini. Quel volo è in effetti l’unico previsto da Brindisi dalle 14 alle 18. E parte davvero. Si tratta di un collegamento garantito dalla compagnia italiana Neos. Schedulato per le 17.10, fa un’ora abbondante di ritardo ma poi decolla per Milano Malpensa. Ed è così pieno che per fare il check-in, complice l’inefficienza del sito (raccontano i viaggiatori), è servita un’attesa di oltre un’ora. Ma si fa anche questo, anzi: ci si sente quasi fortunati, perché il personale aeroportuale apre tre postazioni per controllare i documenti e per l’imbarco dei bagagli. 
Il variegato mondo dei passeggeri in attesa comprende una lunga coda per Zurigo. Aereo previsto alle 14.50, rischedulato alle 18.25, partito poco prima delle 21. In attesa una ventina di persone, già dalle 13. «Sapevamo dello spostamento ma la compagnia (Swiss, ndr) ci ha chiesto di essere comunque qui a quest’ora, così da fare il check-in». E poi? «E poi leggiamo un libro». Stessa sorte per i viaggiatori diretti a Londra Gatwiick (EasyJet, una delle compagnie in sciopero). La protesta inizia alle 14, ma il volo delle 13 viene rinviato alle 18.14.

Turisti e non. «Ma andate tutti a Zurigo?»

Una ragazza si siede per terra, sul proprio zainetto, accende il Mac e inizia a guardare una serie tv. Potrebbe sedere su una delle tante poltroncine gialle, molte delle quali libere, ma anche lei sembra aver paura di saltare il check-in, è da sola, non parla in italiano e quando un signore di mezza età le chiede un’informazione, non riesce a farsi capire. La fila è unica: per Londra e per Zurigo. «Ma andate tutti a Zurigo?», chiede un ragazzo stupito. Si crea un po’ di confusione, mentre accanto i “fortunati” passeggeri della Neos sfilano con il bagaglio e poi ordinatamente salgono le scale mobili per passare gli ultimi controlli. 
Nessuno resta a terra senza saperlo, vengono annullati soltanto i voli già annunciati. Gli altri, partono, ma con ritardi a volte mostruosi, a volte contenuti. Dalle 14 alle 18, per il resto, agli arrivi è il mortorio. La fila c’è soltanto per chi deve prendere un caffè o un gelato al bar. Non si può pagare con il bancomat e periodicamente qualcuno va a prelevare all’Atm all’ingresso. 
Il via vai prosegue fino a tarda sera e chi riesce a prendere il volo ripete: «Per fortuna non è stato cancellato». E c’è anche chi già guarda avanti: «Speriamo per il ritorno». Novelli Ulisse in un aeroporto qualunque nella domenica nera degli aerei. 

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