Posti letto in Terapia intensiva, Pneumologia e Malattie infettive: in Puglia superate le soglie critiche

Posti letto in Terapia intensiva, Pneumologia e Malattie infettive: in Puglia superate le soglie critiche
di Massimiliano IAIA
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Mercoledì 17 Marzo 2021, 08:41 - Ultimo aggiornamento: 08:42

Soffrono le terapie intensive, soffrono gli altri reparti destinati ai pazienti Covid. La Puglia supera la soglia critica su entrambi i fronti, effetto della terza ondata che continua a presentare il conto anche dal punto di vista dei decessi: nelle ultime ore altre 30 vittime, per un totale complessivo di 4.333 morti dall'inizio dell'emergenza a oggi.

IL BOLLETTINO. Nella giornata di ieri, ci sono stati 1.126 nuovi casi positivi su 10.963, per un tasso di positività che scende dal 15,2% di lunedì al 10,3%: 445 nuovi casi nella provincia di Bari, 60 nella provincia di Brindisi, 131 nella Bat, 94 nella provincia di Foggia, 195 nel Salento, 189 nella provincia di Taranto, 4 casi di residenti fuori regione, 8 casi dalla provincia di residenza non nota. Dei 30 decessi, ben 23 sono della provincia di Bari. Secondo il bollettino regionale, i morti a Taranto nelle ultime 24 ore sono 5, uno in più secondo il bilancio di ieri pomeriggio tracciato dall'Asl di Taranto. Altri 1.005 guariti, mentre il numero degli attuali positivi sale ancora, passando a 39.214 (sette giorni prima erano 35.805).

L'ALLARME. In Puglia è stata superata la soglia critica di occupazione dei posti letto da parte dei pazienti Covid sia nelle terapie intensive che nell'area Medica (pneumologia e malattie infettive): lo rileva il report di Agenas, l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Nelle rianimazioni il tasso di occupazione è salito di due punti percentuali, e ora si attesta al 33%, mentre il limite fissato dal ministero della Salute è del 30%. In area Medica il tasso di occupazione è pari al 42%, due punti sopra la soglia critica stabilita al 40%.
Da quando è iniziata la campagna vaccinale, intanto, sono crollati i contagi nelle Rsa, strutture che nella prima e nella seconda ondata hanno fatto registrato un numero molto alto di vittime: in provincia di Bari, ad esempio, secondo uno studio dell'Asl non si sono più registrati nuovi casi. Si è passati da 1500 contagi nella fase più acuta della emergenza nel periodo compreso fra settembre e dicembre 2020 alla situazione attuale di assenza del virus nelle strutture.


IL QUADRO NAZIONALE. Anche a livello nazionale, balzo dei morti con Covid nelle ultime 24 ore: sono 502; per trovare un numero più alto bisogna risalire allo scorso 26 gennaio, quando le vittime furono 541. Dal Viminale è intanto partita l'indicazione ai prefetti di stringere sui controlli contro il rischio assembramenti; in vista delle vacanze pasquali, poi, attenzione mirata sulle strade extraurbane per intercettare gli spostamenti illegali di chi non vuole rinunciare alle feste fuori. La curva dei decessi è in salita continua dallo scorso 1 marzo, quando si toccò il punto più basso dell'anno, 191. Dall'inizio della pandemia i morti sono diventati così 103.001. I contagiati di giornata sono tornati sopra i 20mila (20.396), ma il tasso di positività è sceso al 5,5%, un calo di ben 3 punti rispetto a lunedì. Continua invece ad aumentare l'occupazione delle terapie intensive: sono 3.256 i pazienti ricoverati, 99 più di lunedì nel saldo tra entrate e uscite. Nei reparti ordinari ci sono invece 26.098 persone, con un incremento di 760 nelle ultime 24 ore. Proprio per frenare la terza ondata in corso, il Governo, con il decreto legge del 13 marzo firmato da Mario Draghi, ha introdotto misure più restrittive che hanno ridisegnato l'Italia, con la Puglia che da lunedì è in zona rossa. La circolare inviata ieri dal capo di Gabinetto a tutti i prefetti offre le indicazioni a chi ha il compito di applicare quelle misure, le forze dell'ordine. A queste ultime, segnala il documento, è richiesto «un particolare sforzo operativo che incida significativamente sul dispositivo dei controlli», che vanno svolti «con accuratezza» e concentrati «specificamente nelle aree urbane più sensibili, potenzialmente interessate da fenomeni di assembramento, specialmente in corrispondenza delle giornate festive e prefestive».

I CONTROLLI. Nel periodo pasquale, poi, servono «mirati controlli lungo le strade di scorrimento extra-urbano, potenzialmente interessate da flussi di traffico più intensi». Uguale attenzione andrà rivolta «alle stazioni aeroportuali e ferroviarie, come pure agli altri snodi della mobilità urbana». Il comandante generale dell'Arma, Teo Luzi, ha tenuto comunque a sottolineare che i controlli vengono svolti «con equilibrio e sensibilità»: c'è «un'opera di persuasione nei confronti del cittadino, poi c'è anche il momento repressivo».

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