«Un grave errore chiudere terapia intensiva a Scorrano: in difficoltà i malati no-Covid»: monta la protesta

Giovedì 26 Novembre 2020 di Maddalena MONGIò

Galatina in marcia, ma intanto montano le proteste per la chiusura momentanea della Terapia intensiva di Scorrano e il sindaco di Cutrofiano invoca l'apertura di ambulatori per garantire la possibilità di cura, in particolare agli anziani. Tutto questo ha contraddistinto, ieri, la giornata della sanità salentina. Intanto il direttore del distretto di Gagliano, Rocco Palese, ieri ha incontrato il sindaco di Galatina, Marcello Amante, per dettagliare gli interventi in programma per il Santa Caterina Novella. Un commissario di fatto anche se la Asl di Lecce, con una nota, ha inteso derubricare il ruolo di Palese a «funzione di raccordo tra la direzione generale e i singoli presidi ospedalieri interessati al piano Covid che sono il Fazzi (con l'articolazione del Dea e di San Cesario) e il presidio ospedaliero di Galatina». Un modo elegante per definire quello che in concreto è avvenuto a Galatina ferma in uno stallo che non trovava sblocco. E Palese si è subito messo in moto. Ieri mattina ha incontrato Amante che ha favorevolmente accolto la nomina del manager: «L'incarico al dottor Palese, dopo le rassicurazioni giunte anche sul fronte del potenziamento di offerta sanitaria dell'ospedale dall'assessore alla Sanità Lopalco e dall'assessore Delli Noci nella videoconferenza della scorsa settimana, è per noi la migliore garanzia sulle intenzioni regionali verso il nostro nosocomio che in questa fase ha una reale opportunità di rilancio, per questo intendo ringraziare il direttore generale Asl Lecce Rodolfo Rollo che si è dimostrato attento alle nostre istanze». In sintesi Amante ha apprezzato la salvaguardia del punto nascita che, una volta verificati sul campo i percorsi, dovrebbe essere attivo anche per le mamme no-Covid, ma anche la garanzia di una serie di servizi che dovrebbero essere riattivati.


Se Galatina gioisce, Scorrano piange. Il coordinatore di CittadinanzAttivaTribunale per i Diritti del Malato di Maglie-Scorrano-Poggiardo, Salvatore Andreano, sottolinea: «Ancora una volta la mannaia del sistema organizzativo sanitario è caduta su un ospedale già maltrattato, il Veris Delli Ponti di Scorrano. Mancava, la chiusura del reparto di Rianimazione, motivata dallo spostamento del personale mandato in aiuto ai colleghi impegnati nell'epidemia del Covid-19. Il nosocomio da anni è penalizzato per la mancata copertura dei posti di dirigenti medici e mancano ancora reparti per un ospedale di primo livello. Per ultimo la Regione ha inventato il direttore sanitario a scavalco, il dottor Osvaldo Maiorano, che si divide tra un piccolo ospedale come il Fazzi e il modesto Veris Delli Ponti. Ogni giorno riceviamo lamentele per esami fissate in date impronunciabili. Se non si muore per Covid, si muore per patologie che un anno fa erano curabili».

E fa sentire la sua voce anche il consigliere regionale di Fratelli d'Italia, Antonio Gabellone: «La chiusura della rianimazione di Scorrano, per spostare gli anestesisti al Dea, è l'ennesimo fallimento delle politiche sanitarie del presidente della Regione. Nei mesi scorsi Emiliano chiedeva di evitare le elezioni a settembre perché certo di una nuova ondata Covid. A circa sei mesi dalla riapertura si è costretti a chiusure dolorose, come quella della Rianimazione di Scorrano, privando un presidio di primo livello e determinando l'azzeramento di una serie di attività che in assenza di anestesisti non si potranno realizzare. Se da un lato bisogna fronteggiare il ritorno del Covid dall'altro non è concepibile sguarnire un'intera fascia di territorio, da Otranto in su, perché è evidente che insieme alla ferocia del Covid da fronteggiare, ci sono anche altrettante situazioni di difficoltà per quei pazienti no-Covid che hanno bisogno di ospedali attrezzati. Fratelli d'Italia chiede al presidente della Regione, all'assessore alla Sanità di rivedere una scelta non in linea con le esigenze e le necessità del momento, in campo sanitario». Infine il sindaco di Cutrofiano, Luigi Melissano, su proposta dell'assessore al Welfare, Aldo Tarantini, ha chiesto al direttore generale dell'Asl, Rodolfo Rollo, e al direttore del distretto socio-sanitario di Galatina, Cosimo Esposito, la riapertura e il potenziamento degli ambulatori medici «da collocare nei locali di proprietà dell'Asl, adibiti a guardia medica e consultorio familiare».

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