Tensioni nel centrosinistra pugliese. Il rebus del “campo largo”

Tensioni nel centrosinistra pugliese. Il rebus del “campo largo”
di Alessandra LUPO
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Mercoledì 27 Aprile 2022, 04:55

Mentre nel centrosinistra si giocano varie partite in contemporanea, anzitutto quella degli equilibri nella maggioranza in Regione e quella per la segreteria regionale del Partito Democratico, le amministrative si avvicinano a grandi passi rischiando di travolgere i territori dove le alleanze sono più problematiche. 
Il caso pugliese che racchiude in sé tutti gli elementi critici della nuova stagione resta ovviamente Barletta che nelle ultime ore ha anche registrato la sorpresa Sinistra Italiana alle primarie, portando a una terza candidatura nell’agone già piuttosto complesso del Comune. Dopo la spaccatura in casa dem creata dalla discesa in campo contro il sindaco uscente Michele Cannito di Santa Scommegna, sua ex capostaff, sostenuta da Michele Emiliano e da una parte del partito contro una nutrita schiera di esponenti in netto disaccordo, nella città della disfida si sono infatti celebrate le primarie tra Carmine Doronzo (sostenuto da Sinistra Italiana e Coalizione civica) e Francesco Mazzola (sostenuto da una compagine più moderata con riferimento in Italia Viva e Azione di Calenda). 

L'incognita del M5s


La terza candidatura di Doronzo fa inevitabilmente saltare il cosiddetto “campo largo”, ovvero l’intesa nazionale tra Pd, sinistra e M5s che ha come banco di prova proprio le amministrative che si celebreranno il 12 giugno. Il dubbio di molti è come si regolerà adesso il M5s. Appoggerà il Pd o SI? Oppure correrà da solo con una quarta candidatura? «A Barletta ci sono interlocuzioni con i vertici del M5s e i parlamentari del territorio - spiega il senatore pentastellato Mario Turco, che coordina la partita delle comunali -. Ascolteremo gli attivisti e i nostri sostenitori territoriali. Tra i temi centrali di una possibile alleanza progressista poniamo il rispetto dell’etica pubblica, della trasparenza amministrativa, della transizione energetica, la tutela dell’ambiente e più in generale della buona amministrazione che pone al centro dell’azione politica le politiche giovanili, di inclusione sociale e di rilancio economico e culturale dei territori. In linea di principio, il Movimento 5 Stelle si sta facendo promotore sui diversi territori di creare un fronte progressista, privilegiando il dialogo sui contenuti e sulle prospettive con le forze politiche che hanno sostenuto il Governo Conte II». 

A Taranto lavori in corso per il programma condiviso di Melucci


I casi in cui il tandem sembra funzionare infatti non mancano. A Taranto, per esempio, dove le tensioni hanno riguardato il centrodestra nella scelta del candidato Walter Musillo (ex Pd e sfidante del sindaco uscente Rinaldo Melucci) il senatore dei 5s Mario Turco aveva lanciato a Enrico Letta e a Giuseppe Conte l’invito a presenziare alla sottoscrizione del programma e proprio ieri il movimento ha inviato a Melucci la sua bozza. E anche a Galatina, piazza calda del Salento, il M5s è rimasto saldamente al fianco del Pd anche di fronte alle polemiche sul mancato appoggio del consigliere Donato Metallo che da esterno appoggerà Fabio Vergine, avversario della candidata Pd Sandra Antonica. 

L'altra faccia dell'anomalia regionale

Casi eclatanti come quello di Barletta sembrano ai più la conseguenza diretta del “liberi tutti” in Regione, dove il centrosinistra continua a incassare le decisioni di Michele Emiliano senza eccessive alzate di testa. Tranne Pier Luigi Lopalco e la sua uscita da "Con" sbattendo la porta per approdare in Articolo Uno (da ieri anche nella direzione nazionale), anche i più critici hanno le mani legate. Lo stesso segretario regionale di Sinistra Italiana, Nico Bavaro, pur nono condividendo gran parte delle recenti evoluzioni della maggioranza Emiliano ha deciso di tenere aperta la porta del “confronto sui temi”. Al momento unica strada percorribile nell’anomalia del centrosinistra pugliese. Per tentare di ritoccare palla il Pd lavora per ripristinare i suoi organismi dopo lo stop al congresso e il commissariamento affidato a Franceco Boccia. Anche su questo piano tempi e modi si prestano a molte ipotesi mentre da settimane si lavora a un nome alternativo a quello di Marco Lacarra come candidato alla segreteria regionale. 
Il segretario uscente è infatti candidato a succedere a se stesso ma lo strapotere di Michele Emiliano all’interno del quadro regionale ha finito e la consolidata vicinanza politica tra i due si è rivelata un boomerang. In attesa che il commissario Boccia definisca con la sua squadra regolamento e confronto sul documento condiviso, infatti, il partito vede già diverse delle sue anime porre un veto alla candidatura unitaria cui si andava incontro mesi fa proprio se a correre ci sarà Marco Lacarra. L’ipotesi di una seconda mozione è quindi sempre più concreta e stando al peso politico in Puglia degli orlandiani potrebbe portare dritto a un’alternativa foggiana, quella di Michele Bordo. 

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