Ex Ilva, sentenza storica sul disastro ambientale. Vendola: «Giustizia che calpesta la verità». Legambiente e Verdi esultano

Lunedì 31 Maggio 2021

«Mi ribello ad una giustizia che calpesta la verità. Io e assessato non fummo complici ma abbiamo rotto un silenzio di anni. È come vivere in un mondo capovolto, dove chi ha operato per il bene di Taranto viene condannato senza l'ombra di una prova. Una mostruosità giuridica avallata da una giuria popolare colpisce noi, quelli che dai Riva non hanno preso mai un soldo, che hanno scoperchiato la fabbrica, che hanno imposto leggi all'avanguardia contro i veleni industriali. Appelleremo questa sentenza, anche perché essa rappresenta l'ennesima prova di una giustizia profondamente malata.» Lo afferma l'ex governatore pugliese Nichi Vendola dopo la sentenza sull'Ilva di Taranto.Sentenza di primo grado al processo Ilva.

Bonelli (Verdi): «Dura sentenza a sistema economico-politico» 

«A Taranto, per decenni, si è inquinato senza che nessuna istituzione locale, regionale e nazionale facesse qualcosa: hanno chiuso gli occhi e legato le mani per non firmare atti a tutela della salute. La magistratura, purtroppo, è dovuta intervenire per fare quello che la politica avrebbe dovuto fare». Così, in una nota, il coordinatore nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, oggi presente alla pronuncia della sentenza per il processo "Ambiente svenduto" in cui i Verdi sono parte civile.

«Una giuria di tutte donne oggi ha emesso una dura sentenza. Eppure, – spiega, – nessuna aula di tribunale potrà risarcire del dolore versato dalle famiglie tarantine. Un sistema politico, amministrativo ed economico ha svenduto la città di Taranto. La vicenda tarantina è il simbolo del fallimento della politica italiana che ha gridato allo scandalo perché era la magistratura a dettare la politica industriale, quando il vero scandalo non era solo lei che nulla ha fatto contro i veleni, ma il dramma tarantino stesso. Alle istituzioni italiane, – conclude Bonelli, – è mancata, e manca, una visione strategica del futuro dal punto di vista industriale, a differenza della Spagna, dell’America, della Germania, dove, a Bilbao, Pittsburgh e nel bacino della Ruhr, sono stati realizzati imponenti progetti di conversione industriale in chiave ecologica, rilanciando occupazione ed economia».

Esulta Legambiente: «Ora risarciteci»

 Legambiente esulta: «Ecogiustizia è fatta. Mai più barattare la vita delle persone col profitto ottenuto nel totale disprezzo delle leggi». Per l'associazione ambientalista, la sentenza emessa questa mattina e che ha condannato i due fratelli Riva, l'ex governatore Vendola e l'ex presidente della Provincia, Florido, è «una sentenza storica per il popolo inquinato di Taranto che certifica che nel capoluogo ionico c'è stato un disastro ambientale, causato dalla proprietà dell’impianto, che la nostra associazione cominciò a denunciare già negli anni ‘80 quando lo stabilimento era ancora pubblico, e che ha procurato tanti malati e morti tra dipendenti e cittadini. Una sentenza così pesante - proseguono Stefano Ciafani e Ruggero Ronzulli, rispettivamente presidente nazionale e direttore regionale di Legambiente - conferma la solidità, da noi sempre evidenziata, delle perizie epidemiologica e chimica disposte dal gip Todisco. Con questa sentenza di primo grado possiamo dire che eco giustizia è fatta e che mai più si deve barattare la vita delle persone con il profitto ottenuto nel totale disprezzo delle leggi».

A Legambiente che era tra le parti civili al processo, sono state riconosciuti provvisionali di 20mila euro per l’associazione nazionale e 50mila euro per Legambiente Puglia e circolo di Taranto, tra le più alte disposte dai giudici.

Ultimo aggiornamento: 21:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA