Appalti covid e tangenti, nuove perquisizioni negli uffici della Regione: acquisita documentazione su gare a 12 società tra 2019 e 2021

Le fiamme gialle cercano documenti di aziende "legate" a Lerario

La nuova sede della Regione Puglia
La nuova sede della Regione Puglia
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Lunedì 7 Febbraio 2022, 11:55 - Ultimo aggiornamento: 14:47

Nuove perquisizioni negli uffici della Regione Puglia sono in corso da parte della Guardia di Finanza su disposizione della Procura di Bari nell'ambito dell'indagine sugli appalti della Protezione civile regionale. Perquisizioni necessarie, spiega la Procura, dopo la mancata esibizione dei documenti richiesti. Le fiamme gialle hanno acquisito la documentazione su gare affidate a 12 società tra 2019 e 2021.

Le perquisizioni

Il procedimento è quello a carico dell'ex capo della Protezione civile Mario Antonio Lerario, in carcere dal 23 dicembre scorso dopo aver intascato due presunte tangenti e indagato per falso ideologico, turbata libertà nella procedura di scelta del contraente, corruzione e turbativa d'asta con riferimento a dodici appalti affidati nel 2019, 2020 e 2021 ad altrettante ditte, tra i quali quello per l'ospedale Covid nella Fiera del Levante di Bari. In particolare i finanzieri hanno acquisito «tutti gli atti e documenti esistenti presso gli uffici della Regione Puglia o degli enti eventualmente da questa incaricati, relativi all'intero procedimento per l'affidamento e l'esecuzione di appalti, dalla fase istruttoria riguardante la selezione del contraente sino all'esecuzione del contratto».

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Le società dei cui appalti si chiede la documentazione sono: Dmeco Engineering, Edil Sella, Illuzzi Antonio Unipersonale, Costruzioni Barozzi-Cobar, Demetrio Zema, Sigismondo Zema, G. Scavi, Agrigirardi di Girardi Francesco, GFG, Leo Impianti, La Pulisan - pulizia e sanificazione immobili, Neos Restauri, Sistemi Medicali. 

Di questi appalti la Procura ha disposto ora il sequestro dei documenti riguardanti «progetto tecnico, perizia, computo metrico, indagine di mercato con allegate richiesta di preventivi, preventivi ricevuti». Viene chiesto inoltre il sequestro di «documentazione attestante l'iscrizione degli operatori selezionati alle white list delle Prefetture», «verbale di somma urgenza e ogni altro documento attestante la verifica delle criticità ed il fabbisogno delle attività da eseguire» e «tutte le relazioni/verbali di riunione/atti prodotti dai dirigenti/articolazioni/commissioni della Regione Puglia inerenti agli appalti gestiti dalle Sezioni Provveditorato ed Economato e Protezione Civile negli ultimi 5 anni».

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La decisione della Procura di Bari

Il decreto di perquisizione negli uffici della Regione Puglia, nell'ambito dell'indagine sugli appalti della Protezione civile, si è reso necessario perché l'ordine di esibizione della documentazione relativa agli appalti, il 29 dicembre scorso e di nuovo il 10 gennaio, è «rimasto in parte ineseguito». Lo scrive la Procura di Bari motivando il decreto di perquisizione degli uffici di via Gentile a Bari, con conseguente sequestro dei documenti relativi agli appalti affidati dalla Protezione civile, prevalentemente legati all'emergenza Covid, a dodici società. «Dall'esame dell'informativa della Gdf del 22 dicembre 2021 - si legge nel decreto di perquisizione a firma del procuratore aggiunto Alessio Coccioli - emerge che vari appalti gestiti dalla Protezione civile regionale e Provveditorato Economato della Regione Puglia presentano profili di penale rilevanza, sicché è necessario acquisire la documentazione che segue per i necessari approfondimenti in ordine alle ipotesi delittuose per cui si procede».

Agli ordini di esibizione il funzionario della Regione Nicola Lopane, subentrato a Lerario dopo l'arresto, ha risposto che «considerato che l'ingegner Mercurio (altro funzionario regionale co-indagato, ndr) ha rappresentato che l'istruttoria di verifica delle offerte è stata seguita da altro personale e dal dirigente della sezione protezione civile, non escludo che esista ulteriore documentazione pertinente l'ordine di esibizione in possesso dei citati soggetti, mi riservo di effettuare ulteriori approfondimenti al fine di identificare il personale citato dall'ingegner Mercurio». «A tali dichiarazioni - rileva la Procura - non ha fatto seguito alcuna altra informazione da parte degli uffici della Regione, sicché è necessario acquisire la documentazione al fine di svolgere tutte le indagini del caso».

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