Stretta per 400mila "no vax" pugliesi: da gennaio off limits bar, ristoranti, palestre e calcetto

Stretta per 400mila "no vax" pugliesi: da gennaio off limits bar, ristoranti, palestre e calcetto
di Paola COLACI
4 Minuti di Lettura
Venerdì 31 Dicembre 2021, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 1 Gennaio, 16:21

Vita dura per quasi 400mila pugliesi "no vax" che a oggi non hanno ancora ricevuto neppure una dose di vaccino. A partire dal 10 gennaio - con l’entrata in vigore del decreto legge approvato lo scorso mercoledì - il super green pass che si ottiene con il vaccino o la guarigione è stato esteso di fatto a tutte le attività. E per prendere un treno o anche autobus ma anche per un caffè al bar o un pranzo o una cena al ristorante sarà necessario esibire la certificazione verde. Stesso obbligo previsto anche per partecipare alle feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose, per sagre e fiere e per congressi. E ancora, per piscine e sport di squadra anche all’aperto come il calcetto. In tutti questi casi il tampone non sarà più sufficiente ma servirà necessariamente dimostrare di essere vaccinati o guariti dal Covid. Tampone che resta valido solo per i lavoratori e gli studenti universitari. Ma tant’è.

Giovani e giovanissimi: ecco chi sono i no vax pugliesi

A essere tagliati fuori dalla maggior parte delle attività e dai luoghi simbolo della vita sociale (bar e ristoranti, innanzitutto) al momento sono 397.741 pugliesi a fronte di una popolazione di 4 milioni di residenti. Circa il 10% dei cittadini, dunque. Soprattutto giovani e adulti di età compresa tra 20 e 59 anni, i quali risultano ancora assenti dagli elenchi di vaccinazione delle Asl pugliesi. A fornire il numero dettagliato dei “no vax” per fascia di età è il report del governo aggiornato a ieri. E ancora una volta la sacca maggiore di resistenza al vaccino si riscontra tra i residenti in fascia 30-39: se l’82% degli aventi diritto è già stato immunizzato con doppia dose, all’appello mancano ancora circa 78.500 giovani. A questi si sommano altri 77.500 pugliesi di età compresa tra 40 e 49 anni e 70.100 residenti in fascia 50-59 anni. Ma a partire dal 10 gennaio dovranno rinunciare alla pizza o alla partita di calcetto anche quei 67mila giovani di età compresa tra 20 e 29 anni che al momento non hanno ricevuto neppure una dose di vaccino. E lo stesso vale per i 60.200 giovanissimi pugliesi tra 12 e 19 anni. Di contro, resta valido l’isolamento domiciliare della durata di 10 giorni in caso di contatto stretto con un positivo. Restrizioni che non si applicano invece a chi è in possesso del super green pass. Accogliendo la richiesta avanzata dalle Regioni, il Governo ha infatti deciso che la quarantena precauzionale “non si applica a coloro che hanno avuto contatti stretti con soggetti confermati positivi al Covid-19 nei 120 giorni dal completamento del ciclo vaccinale primario o dalla guarigione nonché dopo la somministrazione della dose di richiamo”. Fino al decimo giorno successivo all’ultima esposizione al caso, “ai suddetti soggetti è fatto obbligo di indossare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo Ffp2 e di effettuare - solo qualora sintomatici - un test antigenico rapido o molecolare al quinto giorno successivo all’ultima esposizione al caso”.

Medici non vaccinati: altri 63 sospesi senza stipendio

Intanto nelle Asl pugliesi i riflettori restano puntati sui medici e sanitari che si sono sottratti all’obbligo di vaccinazione previsto per decreto. E nelle scorse l’ordine della provincia di Foggia ha sospeso 63 medici che non si sono vaccinati contro il Covid. La decisione è stata assunta dopo aver, “preso atto dell’adozione da parte del dipartimento di Prevenzione della Asl Foggia di 63 accertamenti indirizzati a medici inadempienti rispetto all’obbligo vaccinale”. L’accertamento da parte dell’Asl determina, “la sospensione dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio”. Prima del provvedimento di sospensione i responsabili dell’azienda sanitaria foggiana hanno, comunque, provveduto a contattato i 63 medici inadempienti per cercare di convincerli a sottoporsi all’inoculazione. Appello che è almeno per il momento è rimasto inascoltato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA