Strade da incubo: domenica di fuoco tra caldo e lunghe file

Strade da incubo: domenica di fuoco tra caldo e lunghe file
di Giuseppe ANDRIANI
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Lunedì 6 Giugno 2022, 05:00

Altro che bollino rosso, nero e giallo, per chi ha dovuto attraversare ieri una delle arterie principali verso il mare è stato un dramma. Il test della prima vera domenica di fuoco da passare in auto vede la viabilità pugliese uscire con le ossa rotte. È andata malissimo, con traffico intenso in tutte le province, anche per via dei frequenti lavori. Un esempio: di rientro, ieri verso le 20.30, per raggiungere Bari da Lecce servivano - secondo i calcoli di google maps - 105 minuti per percorrere 150 km. Di fatto sulla strada principale sull’Adriatico si viaggiava a una media di non più di 70-75 km con notevoli rallentamenti in alcuni tratti che diventavano imbuti. 
La giornata è stata complicata un po’ su tutte le arterie importanti pugliesi, con un occhio particolare alla Statale 16, dove i tanti interventi per i lavori hanno creato una situazione di vero disagio. E polemiche. E se la Regione, per bocca dell’assessore ai Trasporti, Anna Maurodinoia, ha alzato la voce, la situazione ha sollevato un caso politico, ma non ha comunque risolto il problema.

L'appello dell'assessore

«L’Anas intervenga subito per porre rimedio ai disagi creati sulla Statale 16 Bari-Brindisi a causa dei cantieri ancora aperti», l’appello dell’assessore regionale. «Sarebbe stato proficuo coinvolgere la Regione nei tavoli attivati presso la Prefettura - dichiara l’assessore - al fine di coordinare le azioni e ridurre il più possibile i disagi per il traffico. Ma così non è stato. Ciò nonostante già dal mese di aprile, dopo le prime preoccupanti segnalazioni dei cittadini a Pasqua e il 25 aprile, abbiamo chiesto ad Anas di adottare un piano di gestione della viabilità atto a garantire idonee condizioni di deflusso rispetto alla crescente domanda di trasporto di tipo pendolare e turistico. Era più che prevedibile infatti l’aumento del traffico con il passare delle settimane, per questo avevamo richiesto per tempo alla società di intensificare il ricorso alla viabilità alternativa anche secondaria, adattare le attività di cantiere in funzione delle ore o delle giornate giornate di massimo afflusso e deflusso, fornire adeguata informativa agli automobilisti e ai Comuni territorialmente interessati, impiegare proprie unità nell’attività di regolazione del traffico in aggiunta alla segnaletica orizzontale e verticale». E più passa il tempo, più la Statale 16 diventa una priorità per il governo regionale: «Molte richieste sono state disattese ed è per questo che oggi torniamo a chiedere pubblicamente ad Anas di intervenire subito per ripristinare le condizioni di vivibilità e sicurezza di un’arteria fondamentale come la Statale 16. I danni che stiamo subendo come regione sono elevatissimi, in termini di disagio dei cittadini, di ricadute economiche e turistiche e di immagine». 
Ma al di là delle polemiche e di chi, come D’Attis, ha invitato il ministro dei Trasporti, Enrico Giovannini a raggiungere Brindisi in auto, il disagio ieri è stato pesante un po’ per tutti ed è coinciso con una delle prime domeniche di grande caldo, con una temperatura record, che ha sfiorato i 40 gradi in diverse città. 

Problemi per chi ha percorso la Statale 16: intasamento nei pressi di Bari, soprattutto dal tardo pomeriggio in poi, mentre per tutta la durata della giornata è stato lento il tratto tra Fasano e Torre Canne. Ingorghi in serata sulla strada del rientro dalle località marine, in particolare da Monopoli e Polignano a Mare: lunghe code all’altezza di Cozze o nel tratto tra San Giorgio e Torre a Mare. Chiaramente, per i baresi, anche l’ingresso in città è stato traumatico. 
La giornata di ieri era un crash test per una serie di fattori: era domenica ma era anche l’ultimo giorno di un ponte, quello del 2 giugno, che ha visto in molti partire per le vacanze. I riflessi, dal pomeriggio in poi, si sono visti anche sulla parte della Statale 16 tra Bari e Foggia, per quanto non abbia cantieri aperti per il momento. Il traffico di chi doveva rientrare al Nord si è sovrapposto ai tanti che avevano deciso di passare una giornata sul litorale Nord barese o tra Trani e Bisceglie. 

In Salento

E in Salento? Non è andata poi tanto meglio per la viabilità. Ordinarie le lunghe code sull’Adriatico, a risalire da Otranto al pomeriggio, e a scendere al mattino, da San Foca in poi. Problemi meno ordinari sulla Lecce-Gallipoli, con due cantieri ancora aperti che rendono difficile la percorrenza di appena 40 km, nei quali gli automobilisti devono sospendere la propria corsa per immettersi in una carreggiata a unica corsia. In serata la situazione è migliorata, ma le proteste per lo stato della “101” riguardano un po’ la quotidianità del periodo: è un’altra strada trafficata interrotta dai lavori. Per i residenti della zona il traffico incontrollato, soprattutto nei pressi dell’uscita di Lequile, è diventato un problema serio. Al di là della domenica e del test di ieri, che ha evidentemente acuito una serie di disagi che gli automobilisti che circolano con frequenza su queste strade conoscono bene ormai da tempo. Una regione, la Puglia, con un paio di arterie principali interrotte da lavori, con lunghe code sotto il primo vero sole dell’estate, quando andare al mare non sempre diventa una fonte di relax. Anzi, rischia di diventare una disavventura, tra caldo e traffico. E il primo test è andato malissimo.

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