Statale 275 esclusa dal Dl Semplificazione, l'ira dei sindaci: «Noi abbandonati, ma è una sconfitta per tutti»

Mercoledì 8 Luglio 2020 di Maurizio TARANTINO
Sindaci delusi e mortificati per la scarsa considerazione nei confronti della Maglie-Leuca, nel Salento. Il mancato inserimento dell’arteria tra i 130 interventi considerati prioritari da parte del premier Giuseppe Conte fa temere il peggio per il completamento della strada, i cui strascichi vanno avanti ormai da oltre 25 anni. «Si ha come l’impressione - sottolinea il sindaco di Nociglia, Massimo Martella - di essere stati abbandonati e che la 275 non sia tra le priorità di chi ci governa, sia a livello centrale che periferico. Si tratta di una sconfitta per il nostro territorio. Non sanno cosa fare o mi verrebbe da pensare che forse lo sanno troppo bene: non vogliono realizzarla. Che si abbia il coraggio di dirlo ai tanti salentini che aspettano la realizzazione di quest’opera da ormai troppi anni. E soprattutto che, ognuno per il proprio ruolo, se ne assumesse le responsabilità. Questa scelta del governo centrale sottolinea ancora una volta l’incapacità di chi ci rappresenta, soprattutto in Regione, di portare avanti le istanze di un territorio senza se e senza ma. La speranza è sempre l’ultima a morire anche se in questo caso, l’impressione dell’abbandono assume sempre più le forme di una certezza».

Concetti ribaditi dal sindaco di Botrugno, Silvano Macculi, che vede una strategia politica dietro lo stop: «Purtroppo i fatti continuano a dimostrare che le forze al Governo non considerano il progetto della 275, opera strategica per lo sviluppo del Salento. È assurdo, in quanto, si tratta di un’opera inserita nella legge Obiettivo del 2001, finanziata per 152 milioni dalla Regione con Fitto presidente nel 203 e dal Cipe fino a 288 milioni nel 2008, con Fitto ministro. L’opera è interamente finanziata da governi di centrodestra. Per la realizzazione di queste opere dovrebbe esserci continuità amministrativa: constatiamo che non è così e con i ritardi accumulati, senza il commissariamento, rischiamo il definanziamento dell’opera».

Alcune decine di chilometri più a Sud, Carlo Nesca, sindaco di Gagliano è altrettanto tranchant: «Abbiamo avuto contezza della totale incapacità della classe dirigente salentina, specie dopo gli innumerevoli incontri tra i sindaci dei territori. Se avessimo un briciolo di dignità ci vorrebbe una sommossa di tipo pacifico, una sorta di resistenza passiva. Personalmente ho esaurito tutte le mie energie e sono fortemente preoccupato perché questa Italia non farà mai passi avanti. La 275, come ho avuto modo di ribadire in più occasioni ha un’importanza strategica. Per i ritorni economici, per l’alleggerimento della mobilità su gomma visto che non abbiamo infrastrutture di altro tipo. L’esclusione fatta da Conte è il fallimento di una certa parte politica che ha abdicato il suo ruolo a favore dei movimenti. E oggi ne paghiamo le conseguenze». E nel Capo di Leuca l’amarezza si respira in maniera tangibile, come evidenzia la prima cittadina di Alessano, Francesca Torsello: «I tempi si sono allungati troppo. Auspichiamo che alla fine venga considerato l’impiego delle risorse stanziate che permetterebbero un importante rafforzamento della rete viaria locale. Per quanto si possano avere opinioni differenti, la Regione ha fatto grandi sforzi per trovare l’unità. La tutela del territorio è primaria, e quest’opera andava in buona parte verso la direzione desiderata».  © RIPRODUZIONE RISERVATA