Spot sui risarcimenti, i medici insorgono: petizione anche in Puglia

Spot sui risarcimenti, i medici insorgono: petizione anche in Puglia
Da Sud a Nord, strali dei medici per una pubblicità che ha come testimonial Enrica Bonaccorti ed è bagarre. I camici bianchi pugliesi infuriati dopo che nel giorno di Santo Stefano è partita la messa in onda di uno spot dove la Bonaccorti invita chi ritiene di aver subito un danno sanitario a far valere le proprie ragioni rivolgendosi a una società di tutoring, Obiettivo risarcimento. Nello spot sotto accusa Enrica Bonaccorti afferma: «A tutti può capitare di sbagliare, anche agli ospedali. E in questi casi tutti hanno diritto a un giusto risarcimento. Se pensi di aver avuto un danno chiama Obiettivo Risarcimento». Ma ieri si è detta dispiaciuta del fatto che i medici si siano infuriati e ha ribadito la sua buona fede.
La reazione del presidente dell'Ordine nazionale dei medici, Filippo Anelli, è stata pronta: prima una petizione online lanciata l'altro giorno sulla piattaforma avaaz.org (ieri sera aveva superato le 12mila firme) indirizzata alla ministra della Salute, Giulia Grillo, per sollecitare «l'adozione di strumenti di controllo preventivo al fine di evitare che messaggi distorti, veicolati su canali pubblici, arrechino danno al Servizio sanitario nazionale che, nonostante tutte le difficoltà, assicura elevati livelli certificati di tutela della salute e di assistenza ai cittadini»; poi una lettera alla Commissione parlamentare di vigilanza Rai contro la messa in onda, anche sulle reti del servizio pubblico, dello spot. «Dovrebbe prevalere l'interesse pubblico, lo Stato dovrebbe tutelare la più grande azienda italiana, il Servizio sanitario nazionale produce salute. Il sentire dei medici verso questo spot è di pura indignazione», ha detto Filippo Anelli, presidente di Fnomceo.
E una prima vittoria i camici bianchi l'hanno ottenuta: la Rai ha sospeso in via cautelativa lo spot Obiettivo risarcimento che ha fatto infuriare i medici (sia ieri che l'altro ieri in Puglia l'argomento ha tenuto banco). Lo ha reso noto la stessa azienda con un una nota: «La Rai sottoporrà all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria (Iap) per una sua opportuna valutazione lo spot pubblicitario Obiettivo Risarcimento, in onda su canali televisivi Rai dal 26 dicembre al 5 gennaio prossimo, per un totale di 42 passaggi. In attesa dell'esito della valutazione, la Rai ha deciso di sospendere in via cautelativa la messa in onda del suddetto spot».
E Donato De Giorgi, presidente dell'Ordine dei medici di Lecce lancia l'hashtag #obiettivosalute: «Si cerca di attentare alla base del nostro Servizio sanitario nazionale: l'alleanza tra medico e paziente premessa di una buona medicina. La professione del medico è difficile, perché spesso è difficile fare una diagnosi corretta e perché è difficile anche saper comunicare bene con i pazienti. Per fare bene il medico c'è bisogno di serenità e di fiducia. Quando viene interrotto il patto di fiducia con i pazienti il medico attua la medicina difensiva che non è la migliore per i pazienti e per tutto il Sistema sanitario perché tra l'altro è anche molto più costosa, sottraendo risorse alla salute dei cittadini. Istigare a improbabili risarcimenti, istigare alla violenza dilagante contro i sanitari è un'azione di sciacallaggio nei confronti di chi soffre, approfittando della fragilità». Parole amare anche da Arturo Oliva, presidente dell'Ordine dei medici di Brindisi: «Invece di cercare l'alleanza terapeutica si instilla il dubbio che i medici sbaglino con frequenza innescando la medicina difensiva che ricade su tutti. Per il sistema sanitario è una catastrofe. I medici sono considerati un bancomat da professionisti che si aggirano tra le corsie alla caccia di clienti. Negli Stati Uniti tutto questo ha prodotto la penuria di specialisti nelle specialità mediche più a rischio di errore. Come pure le lunghe attese in pronto soccorso sono il frutto della medicina difensiva: prima che dimettano fanno tutte le consulenze possibili e immaginabili. Come difendersi da queste cose? Qualsiasi caso che non ha avuto l'esito sperato dà adito a una rivalsa, questo viene pubblicizzato, con informazioni scorrette visto che nei confronti del medico la prescrizione è dopo cinque anni. È un'istigazione ad agire contro i medici. Questa campagna dovrebbe far riflettere tutti».
E Cosimo Nume, presidente dell'Ordine dei medici di Taranto, accende il faro sui riflessi negativi che da quello spot possono ricadere sul Sistema sanitario nazionale: «Abbiamo condiviso la posizione del presidente nazionale perché non c'è solo il problema di minare la fiducia fortunatamente alta del paziente verso i medici, ma di non allontanare i cittadini dal Servizio sanitario nazionale che offre una sanità equa e solidale. È incoerente che la Rai trasmetta spot che minano un altro servizio pubblico».
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Sabato 29 Dicembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 13:04