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Siccità, Puglia ultima in Italia. La terra dove non piove mai: «Serve una ricarica della falda»

Siccità, Puglia ultima in Italia. La terra dove non piove mai: «Serve una ricarica della falda»
di Giuseppe MARTELLA
4 Minuti di Lettura
Venerdì 24 Giugno 2022, 00:00 - Ultimo aggiornamento: 25 Giugno, 15:28

La Puglia indossa la maglia nera di regione meno piovosa d’Italia. Questo dicono i dati raccolti da Ispram l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, secondo i quali sull’intero territorio pugliese piovono soltanto 641.5 millimetri medi di acqua nel corso di un anno: numeri non sufficienti a garantire il sostentamento antropico e quello alle colture agricole. Che, a causa della siccità estrema abbinata alle temperature torride di queste settimane, sono in forte sofferenza. 
«Quello certificato – sottolineano da Coldiretti Puglia – è un triste primato ed è già in fase di predisposizione la dichiarazione dello stato di calamità per la siccità con l’istituzione di un coordinamento tra Protezione civile e vari ministeri». Una situazione non più sostenibile per gli imprenditori agricoli, confermata dalla rilevazione dell’Osservatorio Anbi Nazionale: mancano negli invasi naturali dai 70 agli 80 milioni di metri cubi di acqua a causa della poca pioggia. «A preoccupare - denuncia Coldiretti Puglia - è la riduzione delle rese di produzione delle coltivazioni in campo come il grano e gli altri cereali, ma anche quella dei foraggi per l’alimentazione degli animali e di ortaggi e frutta che hanno bisogno di acqua per crescere. È un 2022 rovente per tutto il comparto agricolo - prosegue l’associazione di categoria - con la frutta e la verdura in campo bruciate dal solleone e i frequenti incendi nel Salento e nel foggiano. Una situazione emergenziale che potrebbe produrre un danno stimabile in quasi 100 milioni di euro all’agricoltura pugliese». 

L'intervento di Boccardi

E mentre Coldiretti Puglia spinge per un progetto di numerosi piccoli invasi cantierabili nell’ambito del Recovery Plan, sulla questione siccità interviene anche il senatore pugliese di Forza Italia, Michele Boccardi: «La mancanza sta ulteriormente aggravando le distorsioni delle filiere agroalimentari, con evidentissimi squilibri nella catena di distribuzione che penalizzano agricoltori e consumatori. Per fare un esempio, un chilo di ciliegie viene venduto sino a 17 euro ma al produttore di Turi, Conversano, Castellana, Sammichele, Casamassima e Putignano viene pagata a 80 centesimi. Una situazione insostenibile per l’imprenditore – tuona Boccardi – che va in perdita. Serve un intervento immediato del Governo». 

L'emergenza delle falde acquifere

Accanto alla mancanza di precipitazioni piovose, la Puglia sta vivendo un’altra emergenza, quella della salinizzazione delle falde acquifere. «Rispetto alla “Grande Siccità” degli anni dal 1980 al 2001 – ricostruisce la presidentessa dell’Ordine dei Geologi di Puglia, Giovanna Amedei – siamo in controtendenza rispetto alla quantità di piogge medie, ma ci scontriamo anche con l’innalzamento delle temperature. Un connubio che produce un danno alle falde nel sottosuolo, le quali faticano ad alimentarsi. E così l’avanzamento delle acque marine con aumento della salinità degli acquiferi è la più drammatica delle conseguenze». 
Il massimo utilizzo dell’acqua in falda per le necessità dell’uomo acuisce il problema che, secondo la presidentessa dei geologi pugliesi, si potrebbe iniziare a curare attraverso un’attività di ricarica artificiale delle falde: «In tal senso – ricorda Giovanna Amedei – ci sono esempi negli Stati Uniti e in Europa, si pensi all’Olanda. Per ridare nuova spinta ai preziosi giacimenti di acqua nel sottosuolo si potrebbero usare le depurate, quella dei corsi di superficie e del mare evidentemente desalinizzata. Ma è chiaro che si dovrebbero modificare e allargare le maglie della legislatura vigente e – conclude la numero uno dell’Ordine dei geologi di Puglia – intervenire attraverso opere di ingegneria ambientale che garantiscano una ricarica senza danni e stravolgimenti».

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