C'è l'accordo: sì ai reimpianti di ulivi nelle aree infette

Martedì 12 Novembre 2019 di Vincenzo DAMIANI
BARI - Il protocollo d’intesa tra Regione Puglia e i ministeri delle Politiche agricole e per i Beni culturali è stato firmato ieri pomeriggio dalla giunta Emiliano. Da oggi dovrebbe essere più facile reimpiantare gli ulivi nelle aree infette da Xylella: l’atto amministrativo, infatti, dà il via libera al reimpianto di ulivi resistenti o tolleranti nelle aree oggetto di estirpazione di piante infette da Xylella senza l’onere per l’imprenditore di dover chiedere l’autorizzazione paesaggistica.
Il provvedimento, ieri mattina, è stato presentato in IV commissione dal direttore del dipartimento regionale Agricoltura, Gianluca Nardone, e non sono mancate le polemiche per le assenze del governatore Michele Emiliano e di Maria Piccarreta, della Sovrintendenza di Lecce. «Una assenza – ha detto Donato Pentassuglia (Pd), presidente della commissione, riferendosi ad Emiliano – che denota la ormai consueta mancanza di rispetto nei confronti del lavoro degli altri, dei consiglieri in particolare, ma anche di tutti i convenuti per ragionare di un tema così importante per la nostra Regione». Lo stesso Pentassuglia ha stigmatizzato anche l’assenza della Sovrintendenza che «continua a ritenere irrituale il suo coinvolgimento nella discussione in commissione». Secondo quanto riferito da Nardone, nelle aree infette si potrà reimpiantare solamente ulivi, non altre specie arboree. Non ci sarà, quindi, nemmeno un nuovo provvedimento legislativo, come aveva chiesto la Regione Puglia, ma solo un accordo tra pubbliche amministrazioni di carattere amministrativo. Nei giorni scorsi, la Sovrintendenza di Lecce si era espressa negativamente rispetto al reimpianto della favolosa, ritenendola non compatibile con il territorio pugliese. L’unico vincolo che rimane è quello del rispetto dei manufatti agricoli: muretti a secco, lame, ad esempio.
Per tutti si tratta di «una scelta calata dall’alto che non risolve i problemi, ma soprattutto non ha un visione strategica nel medio e nel lungo termine». Nardone ha cercato di stemperare gli animi assicurando che con questo atto amministrativo «non si avranno più problemi e nessun vincolo paesaggistico».
«Il protocollo afferma ciò che è già consentito chiaramente dalla legge. È stato necessario ribadire questo concetto, perdendo anche un po’ di tempo, solo perché la Soprintendenza locale riteneva di avere competenza a esprimersi sulle decisioni colturali», attaccano i consiglieri regionali di C-entra il futuro, Fabiano Amati, Sergio Blasi, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia.
«Da tempo denunciamo le criticità dei reimpianti nelle zone colpite dalla Xylella. Occorre una seria riflessione sul perchè fino ad oggi siano stati reimpiantati solo 300 ettari e di sicuro non possiamo imputarlo ai soli vincoli paesaggistici, che peraltro riguardano prevalentemente le aree costiere e una parte delle aree interne lungo i versanti della serra salentina. La verità è che manca un vero progetto di rigenerazione del territorio, che tenga conto dei fattori strutturali e di contesto», critica il consigliere del M5S Cristian Casili.
«Come commissione Agricoltura - commenta Domenico Damascelli (Forza Italia) - ci sforziamo spesso di superare gli errori della Giunta regionale, con i pochi mezzi che abbiamo e per ciò che ci compete. Il nostro compito lo svolgiamo con responsabilità, ma è sempre più complicato se non veniamo messi nelle condizioni di farlo e se non vengono recepite le istanze del mondo agricolo. Abbiamo appreso con perplessità di un protocollo d’intesa che nessuno ha avuto la fortuna di leggere». © RIPRODUZIONE RISERVATA