Due scuole su tre escluse dai fondi Pnrr contro la dispersione. La Cgil: «Intervenga la Regione»

Due scuole su tre escluse dai fondi Pnrr contro la dispersione. La Cgil: «Intervenga la Regione»
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Mercoledì 20 Luglio 2022, 11:02

Due scuole su tre in Puglia sono state escluse dalla prima ripartizione dei fondi Pnrr per combattere la dispersione scolastica. La denuncia arriva dalla Flc Cgil Puglia. «È molto grave - dice il sindacato in una nota - il comportamento assunto dal Ministero dell'Istruzione che, nell'assegnare a 3.198 scuole sul territorio nazionale la prima tranche di risorse del Pnrr finalizzate alla riduzione della dispersione scolastica, ha adottato criteri di ripartizione a dir poco discutibili sia nel merito che nel metodo ispirati, molto probabilmente, da un malcelato proposito di disintermediazione sindacale. In Puglia sono 212 le scuole individuate (34% del totale) (68 in provincia di Bari, 24 a Brindisi, 49 a Foggia, 36 a Lecce e 35 a Taranto) per un ammontare di 43 milioni di euro».

«Intervenga la Regione»

«Certamente la Flc Cgil - continua la nota - considera prioritario l'obiettivo del contrasto della dispersione e di superamento dei divari territoriali ma non può non denunciare la pericolosità di procedere utilizzando come criterio i risultati delle prove Invalsi». Secondo il sindacato «per il contrasto della dispersione e il superamento dei divari territoriali servono interventi strutturali e non occasionali per migliorare complessivamente il sistema nazionale di istruzione. A tal fine, sono indispensabili la formazione del personale, la possibilità di intervenire su gruppi classe meno numerosi, stabilità degli organici, la predisposizione di ambienti didattici di apprendimento e assistenti di laboratorio per una pedagogia dell'inclusione e dell'operatività». La Cgil ritiene «opportuno, a questo punto, che il progetto regionale 'Puglia scuola +' in cantiere per il prossimo anno scolastico, intervenga prioritariamente a riequilibrare la situazione destinando le risorse (25 milioni di euro) in via prioritaria alle scuole del I ciclo, di fatto escluse dal provvedimento ministeriale».

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