Scuole chiuse in Puglia: il Tar non ascolta Emiliano e si riserva la decisione. Dossier della Regione: oltre mille casi tra studenti e personale

Mercoledì 18 Novembre 2020

Il Tar Puglia si è riservato sulla decisione relativa alla sospensione dell'ordinanza con la quale la Regione, a fine ottobre, ha sospeso la didattica in presenza in tutte le scuole pugliesi, eccetto quelle dell'infanzia. Nell'udienza dinanzi al giudici amministrativi hanno discusso per la Regione gli avvocati Rossana Lanza e Isabella Fornelli, che hanno insistito per la revoca del decreto cautelare monocratico (che nei giorni scorso ha già sospeso d'urgenza l'ordinanza), spiegando che «l'attuale situazione epidemiologica impone ancora oggi la necessità della didattica digitale integrata in tutte le scuole di ogni ordine e grado». Depositata una relazione firmata dall'assessore alla Sanità Pier Luigi Lopalco e dal direttore del dipartimento Promozione salute Vito Montanaro. I ricorrenti hanno, al contrario, chiesto la conferma del provvedimento di sospensione dell'ordinanza, ritenendo violato il diritto allo studio degli alunni. Non è stato invece ascoltato Michele Emiliano: il presidente della Regione aveva chiesto espressamente di intervenire nella discussione. La decisione del Tar - rimessa a una valutazione collegiale - è attesa nelle prossime ore. 

«Su un totale di 562 scuole, sono stati individuati ben 1.055 casi di positività fra alunni e personale scolastico, pari al 6,5% dei casi riportati in totale durante il periodo successivo alla apertura delle scuole (16.155). Questi casi di positività nella comunità scolastica, nello stesso periodo, hanno generato ben 7.180 provvedimenti di isolamento domiciliare fiduciario». È un passaggio della relazione, datata 12 novembre, a firma di Vito Montanaro, direttore del Dipartimento Salute della Regione Puglia, e dell'assessore regionale alla Sanità Pier Luigi Lopalco, sull'andamento dei contagi correlato all'apertura delle scuole. La relazione è stata depositata nel procedimento dinanzi al Tar chiamato a decidere sulla legittimità dell'ordinanza con la quale, a fine ottobre, il presidente Michele Emiliano ha sospeso la didattica in presenza in tutte le scuole. Emiliano, che aveva chiesto di sottoporsi a «interrogatorio libero», non è stato ascoltato oggi in udienza dai giudici.

Le ragioni a fondamento della sua ordinanza, però, sono contenute nella relazione che analizza l'andamento dei contagi. «Il periodo successivo alla apertura delle scuole - si legge - ha fatto registrare nella regione un netto incremento del numero assoluto dei contagi» e «la proporzione di casi nei soggetti di età 6-18 anni, rispetto al totale dei casi nello stesso periodo, è quasi raddoppiata passando dal 5,5% al 10,7%». Poi «nella prima settimana successiva alla emanazione della ordinanza - prosegue - si è osservata una riduzione» di casi tra gli under 18.

Al Tar l'avvocatura regionale ha depositato anche un'altra relazione, datata 11 novembre, contenente i dati dei casi positivi legati a contesti scolastici suddivisi per provincia, e una memoria nella quale si spiega che «consentire il ritorno in presenza di tutti gli alunni delle scuole del ciclo primario (elementari e medie) comporterebbe un pregiudizio certo in termini di incremento della diffusione del contagio e di tenuta del sistema sanitario, in un momento storico caratterizzato da interessi che vanno ben oltre le parziali e miopi visioni personali».

L'udienza era cominciata a metà mattinata davanti ai giudici  presidente Orazio Ciliberti, consigliere Carlo Dibello, relatrice Rosaria Palma -, discussione di merito per decidere sulla sospensione dell'ordinanza con la quale la Regione, da fine ottobre, a causa dell'emergenza sanitaria ha decretato lo stop alla didattica in presenza, oltre che negli istituti superiori, anche nelle scuole elementari e medie. 

Con un provvedimento monocratico del 6 novembre l'ordinanza era già stata sospesa d'urgenza dal tribunale amministrativo, in accogliento dei ricorsi presentati dal Codacons di Lecce in nome e per conto di un gruppo di genitori e dall'avvocato Pietro Quinto per conto di un altro gruppo di famiglie salentine. Recependo la decisione del Tar, il presidente Michele Emiliano ha poi emesso una seconda ordinanza con la quale, pur riaprendo le scuole,  di fatto ha lasciato alle famiglie la scelta sulla possibilità di seguire le lezioni con didattica a distanza.

Oggi si è discussa la questione cautelare nel merito. E lo stesso governatore nei giorni scorsi ha chiesto di essere sentito ed è stato ammesso a partecipare all'udienza, che si è svolta da remoto per le norme Covid.Nel procedimento è costituito anche il Ministero dell'Istruzione.

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