Lezioni al via fra dubbi, caos e paure: «Le classi piene a metà». Ed è scontro sulla Did

Venerdì 8 Gennaio 2021 di Paola COLACI

Scuole di primo ciclo riaperte in Puglia. E classi piene a metà quasi ovunque, con percentuali di alunni in presenza nella maggior parte dei casi pari o superiori al 50%. Ieri la campanella è tornata a suonare in tutta la regione per gli alunni delle elementari e delle medie. Mattinata di lezioni da casa, davanti al pc e in Did (Didattica integrata a distanza), invece, per gli studenti delle superiori, così come previsto dall'ordinanza del governatore Michele Emiliano.


Al netto dei problemi di linea e connessione internet segnalati in alcuni istituti criticità che si trascinano senza soluzione dall'inizio dell'anno scolastico - però il sistema di gestione dei rientri messo a punto in pochi giorni dagli istituti scolastici sembra aver retto. I dirigenti nella giornata di mercoledì hanno raccolto le richieste firmate dai genitori intenzionati a far tornare i figli a scuola in presenza. E nei Comuni dove tale procedura non è stata completata sono state emesse anche ordinanze sindacali per la didattica a distanza per tutti, con la possibilità di frequenza in presenza da lunedì 11 gennaio quando riapriranno al 50% anche le scuole superiori. Ma da Bari a Lecce, passando per Brindisi, Taranto e le altre province pugliesi, la presenza nelle classi di più della metà degli alunni ha confermato il desiderio delle famiglie di far tornare i propri figli a scuola.


Seppure la macchina organizzativa sembra aver retto, però, la scuola in Puglia era e resta ancora un campo di battaglia dove il fronte del sì alla Dad e quello del no alle lezioni a distanza continuano a scontrarsi senza esclusione di colpi. E nel mezzo c'è la nuova ordinanza del governatore. Un provvedimento provvisoria e precauzionale - come lo stesso governatore lo ha definito - che lascia gli studenti delle superiori a casa in Did sino a metà gennaio. Per elementari e medie, invece, rovescia la prospettiva e introduce il sistema delle lezioni in presenza su richiesta per elementari e medie. Una scelta che nei giorni scorsi e sino alla serata di mercoledì - vigilia della ritorno a scuola - ha continuato a sollevare un vespaio di polemiche tra genitori, docenti e dirigenti scolatici. Tutti convinti che lasciare la libertà esclusiva alla famiglie di decidere se mandare o meno i figli a scuola finisca per generare solo caos e confusione. Stesso effetto che ha prodotto - almeno stando alle migliaia di commenti piovuti in poche ore sui social - il post pubblicato da Emiliano nella serata di mercoledì. Nessuno studente di ogni ordine e grado è obbligato ad andare a scuola. Tutti sono in didattica integrata da casa. Per il primo ciclo inoltre le famiglie che intendono comunque fare frequentare in presenza i loro figli a scuola devono responsabilmente farne richiesta esplicita e formale al dirigente scolastico, che verrà valutata sulla base dei criteri della alleanza scuola famiglia. Nessun automatismo Emiliano ha provato a semplificare il contenuto dell'ordinanza firmata il 5 gennaio. Ma il chiarimento non è stato gradito da genitori e docenti alle prese con un rientro difficile.


E sulla questione nelle scorse ore è intervenuta anche la politica. «Il presidente Michele Emiliano non si smentisce mai - hanno rimarcato i consiglieri regionali di Fratelli d'Italia - Esigiamo una pianificazione delle attività perché è interesse di tutti, a partire dalle famiglie alle dalle future generazioni, che il mondo scuola in Puglia funzioni in convivenza con la pandemia». Accuse all'indirizzo del governatore anche da parte dei consiglieri regionali di Forza Italia: «Emiliano fa come Ponzio Pilato: scarica su tutti gli attori interessati ogni sorta di responsabilità, provocando una tangibile e dilagante delusione». Ma da Bari a Roma il passo è breve. E sulle scuole pugliesi interviene la deputata del Movimento 5 Stelle brindisina Anna Macina: «Ormai è chiaro che contro la didattica in presenza Emiliano sta conducendo una vera e propria campagna di terrorismo psicologico. In questi mesi tutti, dalla scuola ai prefetti, sino alle famiglie, hanno fatto la loro parte. Cosa è stato fatto invece dalla Regione su tracciamento, screening di alunni e personale scolastico e potenziamento del trasporto pubblico locale? Sulla scuola in Puglia si sta consumando solo una diatriba tra posizioni preconcette che si vogliono difendere per nascondere ritardi e mancanze». Ma sul punto interviene anche il presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati. Critico il suo punto di vista: «La scuola va riaperta subito in presenza, se siamo in grado di garantire le regole di sicurezza e cioè mascherine, banchi, screening, trasporti, tracciamento e isolamento. Se invece non siamo in grado il problema è la nostra incapacità. E in tal caso basta dirlo con chiarezza per porre immediatamente rimedio, passando dalle carte al fare».

Punto di vista critico anche dal fronte dei sindacati dei dirigenti scolastici: «Manteniamo le perplessità della confermata opzione offerta alle famiglie di alunni del primo ciclo d'istruzione di mandarli comunque a scuola, rimettendosi alla loro responsabilità la valutazione di rischi - fa sapere Francesco G. Nuzzaci, presidente regionale Dirigentiscuola -Di.S.Conf.- Ovviamente, l'auspicio è che si creino le condizioni di una ragionevole sicurezza per poter ritornare quanto prima possibile all'ordinaria predominante didattica in presenza, ben consapevoli che il ricorso esclusivo a quella in remoto in tempi di ostinata emergenza pandemica costituisce l'obbligata alternativa alla didattica dell'assenza ovvero al nulla».

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