Scuola, ecco l'ordinanza: tutti gli istituti chiusi e didattica a distanza per 15 giorni. Si potranno fare delle eccezioni. Tutti i dettagli

Venerdì 19 Febbraio 2021 di Paola COLACI

Da lunedì in Puglia scuole chiuse per 15 giorni. E didattica digitale integrata (Ddi) per gli istituti di ogni ordine e grado. Infanzia, elementari, medie e superiori. Con alcune eccezione però: ad essere ammessi in classe saranno i ragazzi con Bes (bisogni educativi speciali). E i laboratori continueranno a restare attivi. Addio alla tanto contestata Ddi a scelta e su richieste delle famiglie, dunque. E prospettiva rovesciata: a partire da lunedì e sino al 5 marzo saranno i dirigenti scolastici a valutare la richieste dei genitori di didattica in presenza per gli studenti. E solo per comprovati e fondati motivi specifici. Un esempio per tutti: difficoltà di accesso alla connessione internet a casa oppure carenza di supporti informatici in casa, quali pc o tablet. E ancora, la presenza di studenti in classe nei casi in cui sia autorizzata dai dirigenti scolastici non potrà il limite del 50%.
«Dobbiamo vaccinare tutti nelle scuole, sino a quando non avremo finito io credo sia giusto rimanere a casa». Aveva detto ieri il governatore Michele Emiliano a margine della conferenza stampa per presentare la nuova facoltà di Medicina a Lecce. E in serata era attesa la nuova ordinanza regionale a sua firma. Il confronto serrato con i prèsidi e le organizzazioni sindacali, avviato nel tardo pomeriggio, di fatto ha costretto il governatore a rivedere i piani. La nuova ordinanza sarà firmata oggi. E come si diceva, sarà in vigore dal 22 febbraio al 5 marzo per tutte le scuole di ogni ordine e grado della Puglia. Il provvedimento attualmente in vigore - che scade oggi - stabilisce la didattica in presenza al 50% per le superiori e la didattica al 100% in presenza per il primo ciclo, mantenendo comunque per tutti la facoltà di far scegliere alle famiglie se mandare o meno i figli in classe . Da lunedì, invece, lockdown scolastico limitato nel tempo. E con un unico obiettivo: tentare di arrestare il contagio da varianti del Covid. Semaforo rosso giustificato dai numeri sui contagi nelle classi, dunque. Ma anche e soprattutto, dall'avvio della campagna vaccinale per il personale scolastico. Somministrazioni che in tutta la Puglia partiranno già questa mattina. E vedranno coinvolti docenti e operatori scolastici, a partire dalle scuole dell'infanzia e dalle materne. Ma l'obiettivo della Regione è quello di immunizzare circa 80mila insegnanti pugliesi nel giro di poche settimane. Ferma restando l'incognita che ancora permane sulla fornitura dei vaccini e sulla quantità di dosi disponibili. Ma tant'è. «Non ho mai obbligato nessuno a restare a casa - ha detto Emiliano - perché non avevo motivazione sanitaria stretta. Però, visto che dobbiamo vaccinare migliaia e migliaia di persone io credo che fare un po' di didattica a distanza sia utile per darci il tempo di fare le vaccinazioni. Sarà una ordinanza profondamente innovativa sul presupposto anche che la variante inglese è molto più pericolosa e più veloce».
In realtà, a sentire l'Associazione nazionale prèsidi e i sindacati della scuola, in prima istanza sul tavolo del confronto con l'assessore alla Scuola Sebastiano Leo era stata depositata una bozza di ordinanza che puntava a confermare la Ddi su richiesta per le famiglie. Ipotesi rispedita al mittente con fermezza dalle organizzazioni sindacali che da settimane ormai chiedono la revisione della didattica a richiesta da parte delle famiglie. Opzione, poi, stralciata dal testo definitivo dell'ordinanza in via di pubblicazione a margine di un dibattito serrato. «Siamo soddisfatti del risultato ottenuto - ha fatto sapere nella tarda serata di ieri il segretario della Cisl Scuola Puglia Roberto Calienno - Abbiamo sempre contestato il principio di demandare alle famiglia la scelta di mandare o meno i figli a scuola. E questa ordinanza mette ordine in un caos che non era più tollerabile». Punto di vista condiviso anche dalle altre organizzazioni sindacali che congiuntamente hanno stabilito di revocare lo sciopero generale già proclamato per la giornata di lunedì.
Ma i riflettori di dirigenti scolatici e organizzazioni sindacali restano puntanti anche sul piano di recupero ipotizzato dal governo di Mario Draghi per le scuole. Soprattutto quelle del Mezzogiorno. «Se di recupero di deve parlare, si pensi ai contenuti e non ai giorni. Si punti a recuperare gli studenti che sono rimasti ai margini della didattica a distanza e ce ne sono tantissimi: si stima che siano circa un terzo, incluso il lockdown dell'anno scorso» ha dichiarato Roberto Romito. «Mi sembra che l'ipotesi di prolungare il termine di scadenza delle lezioni, che comunque non potrebbe andare oltre il 30 giugno - ha aggiunto Romito - sia stata messa in secondo piano rispetto ad un'altra ipotesi che è quella di provvedere a un recupero per i ragazzi che hanno subito un deficit formativo rispetto ai tanti giorni di didattica a distanza che sono stati fatti e che magari non hanno potuto seguire». Calendario di lezioni a distanza a cui andranno aggiunte ora in Puglia altre due settimane.

LOPALCO: ORDINANZA VALIDA FINO AL 5 MARZO

Con la nuova ordinanza regionale sulla scuola che sarà pubblicata a breve «abbiamo eliminato l'opzione» della frequenza in presenza a scelta e «stiamo limitando al massimo la didattica in presenza per dare la possibilità a tutto il personale scolastico di vaccinarsi e ritornare a fare didattica in presenza più in sicurezza. Quindi stiamo parlando di portare la didattica digitale integrata (Ddi)al 100%». Lo ha spiegato l'assessore alla Salute della Regione Puglia, Pier Luigi Lopalco, a margine dell'avvio della campagna vaccinale degli operatori scolastici di Bari. L'ordinanza varrà fino al 5 marzo, quando ci sarà il nuovo Dpcm.


P.Col.
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Ultimo aggiornamento: 20 Febbraio, 11:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA