Scuola, Emiliano conferma la precedente ordinanza: per elementari e medie didattica a distanza su richiesta/ Il testo dell'ordinanza

Giovedì 3 Dicembre 2020 di Maria Claudia MINERVA

Nulla di nuovo. Chi si aspettava un cambiamento di rotta per il mondo della scuola pugliese, magari con regole più chiare e restrittive rispetto alla discrezionalità della scelta lasciata finora alle famiglie, resterà deluso. Il presidente della Regione, Michele Emiliano, su richiesta del Dipartimento Promozione della Salute della Regione Puglia, rinnoverà le disposizioni contenute nell’ordinanza numero 413, che entrerà in vigore da oggi, in concomitanza con il nuovo Dpcm (qui il testo dell'ordinanza).

Dunque, per le scuole primarie pugliesi non ci saranno cambiamenti. «Da domani (oggi per chi legge, ndr) le attività didattiche proseguiranno come avvenuto fino ad ora: le istituzioni scolastiche del ciclo primario elementari e medie devono garantire non solo le attività didattiche in presenza ma anche in “Did”, didattica digitale integrata, per tutti gli alunni le cui famiglie la richiedano espressamente - conferma una nota regionale -. L’organizzazione della didattica a distanza è prevista dalle “Linee Guida” del Piano Scuola del Miur di giugno 2020».

Quindi spetterà ancora una volta alle famiglie decidere o meno se mandare i loro figli a scuola, assumendosi di conseguenza tutti i rischi di un eventuale contagio. Il governatore pugliese nel rinnovare l’ordinanza - la 413, che ha sostituito la 407 che chiudeva tutti gli istituti pugliesi - ribadirà ancora una volta che i genitori dovranno pretendere la didattica a distanza nel caso in cui vogliano continuare a tenere i figli a casa per maggiore prudenza. Una posizione ribadita anche nella riunione convocata ieri dall’assessore regionale all’Istruzione, Sebastiano Leo, a cui hanno preso parte anche gli assessori alla Sanità Pier Luigi Lopalco e ai Trasporti Anna Maurodinoia, la dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Maria Cammalleri e lo stesso governatore Emiliano.

L’ordinanza, di certo, non tranquillizza i genitori, ancora alle prese con il dilemma della Dad “on demand”, che si aspettavano un segnale più deciso da parte del governatore, una misura in grado di rimettere ordine nel grande caos di queste settimane. Ma il presidente Emiliano ha però ribadito di non poter chiudere le scuole, e questo nonostante le indicazioni del tavolo tecnico di lunedì scorso - attorno al quale si sono seduti i vertici pugliesi, il mondo della scuola e i sindacati - fossero andate tutte nella stessa direzione, vale a dire chiusura fino a Natale, considerato il numero dei contagi oltre la soglia di sicurezza (quasi mille i casi tra studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo e più di 5mila in quarantena). «Tutto il mondo della scuola nella ultima riunione con l’ufficio scolastico regionale mi ha chiesto di chiudere totalmente, di eliminare la didattica in presenza per tutti almeno fino al 7 gennaio, rifletteremo perché questa cosa contraddice l’indirizzo governativo» aveva confermato Emiliano, scegliendo poi ieri di rinnovare l’ordinanza 413, che tecnicamente non chiude le scuole ma impone l’obbligatorietà della didattica a distanza per le famiglie che la richiedono, considerandolo un loro diritto costituzionale a tutela della salute propria, degli studenti e dei componenti della famiglia. E su questa linea elementari e medie in Puglia procederanno sino a dopo le vacanze di Natale.

Anche il nuovo Dpcm, illustrato dal premier Giuseppe Conte, non introduce alcuna novità rispetto a quanto già previsto per la scuola. Il presidente del Consiglio ha, infatti, confermato il ritorno in classe a partire dal 7 gennaio, con la garanzia di lezioni in presenza per il 75%, scartando quindi l’ipotesi, circolata prepotentemente nei giorni scorsi, di anticipare il rientro il 14 dicembre per dare un segnale ai ragazzi. «È chiaro che se la curva del contagio sale diventa tutto più complicato» ha spiegato ieri, annunciando che d’ora in poi si lavorerà con una nuova modalità che consenta collegamenti tra comparti. «Bisogna lavorare a livello territoriale, non solo regionale ma anche provinciale - ha aggiunto il premier - per questo saranno istituiti dei tavoli in prefettura, che coinvolgeranno diverse autorità, tra cui sindaci, categorie della scuola e dei trasporti. Saremo pronti per far rientrare a scuola i ragazzi dal prossimo 7 gennaio. Nelle scorse ore ho avuto un incontro proficuo con i presidente delle Regioni, proponendo un protocollo per condividere con alcuni obiettivi per garantire che tutti gli studenti tornino in sicurezza in classe».
 

Ultimo aggiornamento: 4 Dicembre, 10:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA