Scuola, mobilitazione degli studenti: «Vogliamo tornare tra i banchi, ma in sicurezza». E a Bari sit-in dei docenti: «Non si deleghi alle famiglie»

Lunedì 11 Gennaio 2021 di Maria Claudia MINERVA

Oggi sono tornati in classe  220mila studenti delle scuole superiori, ma solo in tre Regioni (Valle d'Aosta, Toscana e Abruzzo), a differenza di quanto stabilito dal governo. Tutte le altre, invece, hanno deciso di rinviare l'inizio delle lezioni, in attesa di conoscere l'evoluzione della curva epidemiologica nei prossimi giorni, o addirittura settimane, come stabilito dai singoli governatori.

In Puglia il presidente Michele Emiliano, con l'ordinanza numero uno del 5 gennaio scorso, ha rinviato il ritorno in classe al 15 gennaio, in attesa anche del nuovo Dpcm, che dovrebbe arrivare il 16 gennaio. Oggi, nella Conferenza Stato-Regioni si è discusso proprio di questo. Nel nuovo testo del governo dovrebbe essere introdotta anche una “zona bianca” per le Regioni con “Rt” sotto lo 0,5, nelle quali sarebbero aperte tutte le attività e anche le scuole.


Gli scioperi. Intanto, stamattina in tutta Italia, da Nord a Sud, sono scesi in piazza gli studenti per rivendicare il ritorno tra i banchi ma in sicurezza. Anche molti docenti hanno manifestato con loro, sottolineando come i ragazzi “si stiano spegnendo seguendo le lezioni in Dad”. A Bari sessanta professori hanno partecipato alla manifestazione di protesta organizzata dalla Uil Scuola Puglia davanti alla sede  della Regione per chiedere che venga rivista l'ordinanza con la quale è stata disposta la didattica digitale integrata per tutte le scuole. “Chiediamo al tavolo regionale una settimana di precauzione con tutti gli studenti in didattica a distanza -  ha spiegato il segretario regionale Gianni Verga - . Se c'è pericolo di contagi, lo si dica con un provvedimento come hanno fatto altre Regioni, ma la scelta non può essere delegata alle famiglie". 

 


In Puglia. Molte, si diceva, le manifestazioni, gli scioperi, i flash-mob. In Puglia non c'è stata una vera e propria protesta organizzata, gli studenti in diversi comuni delle province pugliesi hanno improvvisato mobilitazioni ad horas. Al Liceo Quinto Ennio di Gallipoli, in provincia di Lecce, hanno scioperato 20 classi. A Brindisi, i rappresentanti di Istituto e il presidente della Consulta provinciale studentesca della Provincia di Brindisi, Giuseppe Giovanni Carlucci, hanno consegnato a una nota le loro rivendicazioni. “Siamo a metà del percorso scolastico 2020-2021, senza avere le idee chiare sul presente e sul futuro – scrivono gli studenti -. È ingiustificabile questo abbandono da parte degli organi politici. Il diritto allo studio di milioni di ragazzi italiani si vede contrapporre l’incapacità amministrativa di un governo che non ha fondamenta e che ha una stabilità pari a un castello di sabbia. Iniziare un anno scolastico comporta vari processi organizzativi ed è davvero deprimente constatare che a Settembre l’unico interesso della ministra Azzolina era quello di “arredare” le scuole con i banchi con le rotelle, erogando uscite dalle casse dello Stato che meriterebbero miglior sorte. Un inizio scolastico del tutto inadeguato, considerata la scarsa organizzazione della Dad e di una seconda e terza ondata di contagi ampiamente prevista”. E aggiungono: “Tornare in presenza all’inizio dell’anno scolastico con questi presupposti ha dato inizio a nuovi focolai nelle scuole, docenti contagiati e nuovo format di didattica non più titolata Dad ma Ddi. Paghiamo care le conseguenze di un discrepante organizzazione ministeriale, che da marzo a settembre non è stata capace di trovare soluzioni e di garantire l’adeguato diritto allo studio agli studenti. Per la popolazione studentesca, docenti, dirigenti e personale Ata, l’unica sicurezza è l’immunità che può garantire solo il vaccino anti-covid. È arrivato il momento di dare voce a chi è vittima di scelte scellerate e che hanno portato alla deriva la pubblica istruzione.Siamo arrivati ad un punto dell’anno scolastico importante – concludono - e chiediamo decisioni sicure e precise in merito al futuro, soprattutto per tutte quelle migliaia di studenti che affronteranno l’esame di maturità il quale risulta solo un vago punto da definire nel futuro”.

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