Pc spenti per protesta: gli studenti scioperano contro la Dad. L'appoggio del ministro Azzolina

Martedì 12 Gennaio 2021 di Maria Claudia MINERVA

La scuola superiore che ieri doveva ripartire, almeno metà in presenza e l'altra da casa, non ha alzato le mani per rispondere all'appello se non in tre regioni soltanto: Toscana, Abruzzo e Valle d'Aosta. In tutto poco meno di 250mila studenti. Ma ha alzato la voce in piazza con manifestazioni, flash-mob e scioperi della Dad, da Nord a Sud. «Spenti per protesta» recita uno dei tanti slogan scritti dagli studenti, appoggiati in questa protesta anche dalla ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, che ha detto senza mezzi termini: «La Dad non funziona più. È difficile per i ragazzi comprendere perché non rientrano a scuola, capisco la loro frustazione. Nelle Regioni in fascia gialla tutto è aperto tranne la scuola superiore e questo creerà profonde cicatrici, i ragazzi sono disorientati e arrabbiati».


Hanno protestato anche le famiglie: «I nostri figli si stanno spegnendo davanti ai pc». I docenti, invece, si sono divisi, tra paura del contagio e richiamo della cattedra, reclamando coi sindacati di essere considerati una categoria prioritaria nel piano vaccinale. Ad essere contestate sono le mancate scelte che non hanno consentito di rientrare in sicurezza in aula, trasporti in primis, con piani inesistenti.


Quasi tutte le regioni italiane hanno scelto la prudenza. In Puglia il presidente Michele Emiliano, con l'ordinanza numero uno del 5 gennaio scorso, ha rinviato il ritorno in classe al 15 gennaio, in attesa anche del nuovo Dpcm, che dovrebbe arrivare il 16 gennaio. Ieri, nella Conferenza Stato-Regioni si è discusso proprio di questo. Nel nuovo testo del governo dovrebbe essere introdotta anche una zona bianca per le Regioni con Rt sotto lo 0,5, nelle quali sarebbero aperte tutte le attività e anche le scuole.


Intanto, ieri la protesta ha scompaginato le carte, richiamando tutta la politica ad un preciso impegno per il ritorno a scuola in sicurezza. Nella nostra regione non si sono state manifestazioni organizzate, gli studenti pugliesi hanno scioperato autonomamente organizzandosi per istituti. Tra le proteste più poderose, sicuramente quella del liceo Quinto Ennio di Gallipoli, dove hanno scioperato venti classi. A Brindisi, i rappresentanti di Istituto Alessio Casarano, Cosimo Lotesoriere, Maddalena Pagliara, Silvia Specchia, Giovanni Zurlo e il presidente della Consulta provinciale studentesca della Provincia di Brindisi, Giuseppe Giovanni Carlucci, hanno consegnato ad una nota le loro rivendicazioni. «Siamo a metà del percorso scolastico 2020-2021, senza avere le idee chiare sul presente e sul futuro hanno scritto gli studenti -. È ingiustificabile questo abbandono da parte degli organi politici. Il diritto allo studio di milioni di ragazzi italiani si vede contrapporre l'incapacità amministrativa di un governo che non ha fondamenta e che ha una stabilità pari a un castello di sabbia. Iniziare un anno scolastico comporta vari processi organizzativi ed è davvero deprimente constatare che a Settembre l'unico interesso della ministra Azzolina era quello di arredare le scuole con i banchi con le rotelle, erogando uscite dalle casse dello Stato che meriterebbero miglior sorte. Un inizio scolastico del tutto inadeguato, considerata la scarsa organizzazione della Dad e di una seconda e terza ondata di contagi ampiamente prevista». Quindi hanno aggiunto: «Tornare in presenza all'inizio dell'anno scolastico con questi presupposti ha dato inizio a nuovi focolai nelle scuole, docenti contagiati e nuovo format di didattica non più titolata Dad ma Ddi. Paghiamo care le conseguenze di un discrepante organizzazione ministeriale, che da marzo a settembre non è stata capace di trovare soluzioni e di garantire l'adeguato diritto allo studio agli studenti. Per la popolazione studentesca, docenti, dirigenti e personale Ata, l'unica sicurezza è l'immunità che può garantire solo il vaccino anti-covid. È arrivato il momento di dare voce a chi è vittima di scelte scellerate e che hanno portato alla deriva la pubblica istruzione. Siamo arrivati ad un punto dell'anno scolastico importante hanno concludono - e chiediamo decisioni sicure e precise in merito al futuro, soprattutto per tutte quelle migliaia di studenti che affronteranno l'esame di maturità il quale risulta solo un vago punto da definire nel futuro».


Mobilitazione anche a Bari. Davanti alla sede della Regione Puglia una sessantina di docenti ha partecipato alla manifestazione di protesta organizzata dal sindacato Uil Scuola per chiedere che venga rivista l'ordinanza con la quale è stata disposta la didattica digitale integrata per tutte le scuole, eccetto la possibilità per le famiglie degli alunni del primo ciclo di chiedere la frequenza in presenza. «Chiediamo al tavolo regionale una settimana di precauzione con tutti gli studenti in didattica a distanza - ha spiegato il segretario regionale Gianni Verga - . Se c'è pericolo di contagi, lo si dica con un provvedimento come hanno fatto altre Regioni, ma la scelta non può essere delegata alle famiglie».

Ultimo aggiornamento: 12:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA