Scuola, verso il blocco di due settimane. Emiliano: «Sarà ordinanza innovativa, un po' di Dad serve ai vaccini». Attesa per il provvedimento

Venerdì 19 Febbraio 2021 di Maria Claudia MINERVA

Un lockdown lampo, magari di una o due settimane, per tutte le scuole di ogni ordine e grado con un obiettivo chiaro e definito: fermare le varianti del Covid-19. Per la Regione Puglia la stretta potrebbe partire proprio dalla scuola, anche se, poi, un provvedimento di questa natura striderebbe con la permanenza in zona gialla. Un semaforo rosso giustificato soltanto dai numeri sui contagi nelle classi, anche in virtù della variante inglese, che a quanto pare colpisce più facilmente bambini e adolescenti. L’ipotesi è sul tavolo della discussione e il governatore Michele Emiliano è già pronto a valutare una nuova ordinanza (attesa per oggi) più restrittiva, con il ritorno alla Dad (Didattica a distanza) per tutti gli studenti.

Nel corso della mattinata, intervenendo a Lecce alla cerimonia di presentazione del nuovo corso di laurea in Medicina e chirurgia, lo stesso Emiliano ha detto che «prima del rientro a scuola dobbiamo vaccinare tutti nelle scuole, sino a quando non avremo vaccinati tutto io credo sia giusto rimanere a casa». Poi, fornendo una libera interpretazione delle sue stesse numerose ordinanze, ha aggiunto: «Non ho mai obbligato nessuno a restare a casa perché non avevo motivazione sanitaria stretta. Però, visto che dobbiamo vaccinare migliaia e migliaia di persone io credo che fare un pò di didattica a distanza sia utile per darci il tempo di fare le vaccinazioni. Sarà una ordinanza profondamente innovativa sul presupposto anche che la variante inglese è molto più pericolosa e più veloce». In video conferenza con i sindacati, l'assessore Sebastiano Leo sta trattando la nuova ordinanza che l'assessore Lopalco ha preparato e che alla fine dovrà essere firmata dallo stesso Emiliano.

Intanto, il provvedimento attualmente in vigore - che invece stabilisce la didattica in presenza al 50% per le superiori e la didattica al 100% in presenza per il primo ciclo, mantenendo comunque per tutti la facoltà di far scegliere alle famiglie se mandare o meno i figli in classe - scade domani. Motivo per cui si era pensato che la nuova disposizione potesse arrivare già ieri, ma poi così non è stato. Probabilmente il presidente ha preferito aspettare, anche per avere la possibilità di avere un quadro più completo sulla diffusione dei contagi a scuola, giacché nell’ultima settimana sono stati diversi gli istituti comprensivi chiusi con ordinanze sindacali proprio per via dei numerosi casi di Covid. E anche per poter avere la possibilità di un confronto con i sindacati della scuola (passaggio saltato invece la volta scorsa quando l’ordinanza fu prorogata) che continuano a spingere affinché la Regione abolisca la scelta delle famiglie per uniformarsi invece al Dpcm del 14 gennaio scorso, l’ultimo emanato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

In ogni caso, nell’ipotesi in cui la Regione, in base al numero dei contagi a scuola dovesse tranquillizzarsi e, di conseguenza, scartare il mini lockdown con Dad per tutti, rimarrebbero in piedi due soluzioni alternative: la prima, quella di prorogare - e sarebbe la seconda volta - pari pari l’ordinanza attuale. La seconda, che parte dalla proposta caldeggiata dai sindacati - quella di mantenere la didattica in presenza al 50%, ma senza coinvolgere più le famiglie. In questo modo il timone tornerebbe nella mani dei presidi, che così facendo avrebbero la possibilità di organizzare la didattica a seconda delle loro particolari esigenze.

Questo nel campo delle ipotesi. Nella realtà c’è, invece, che, come si è detto, molti sindaci stanno chiudendo, anche per pochi giorni, i plessi scolastici perché, purtroppo, i contagi si moltiplicano, motivo per cui si preferiscono provvedimenti più restrittivi. D’altronde, il timore delle varianti spinge alla massima prudenza, perché non è ancora perfettamente chiaro se le nuove mutazioni del virus - inglese, sudafricana e brasiliana - siano o no più trasmissibili nella fascia giovane della popolazione. Per questo, stando alle notizie trapelate ieri, la Regione potrebbe seriamente valutare - sulla scorta di quanto deciso anche in altre parti d’Italia che hanno, appunto, scelto un nuovo stop delle scuole - di fermare la didattica in presenza per innalzare le azioni di prevenzione e limitare la diffusione del virus, soprattutto alla luce del rischio di maggior circolazione della variante inglese, in attesa del vaccino che sarà la soluzione per uscire dalla pandemia. In Puglia, le vaccinazioni per il personale scolastico cominciano proprio domani, un ulteriore passo avanti nella lotta alla pandemia. Tanto più che come ha fatto sapere l’Associazione nazionale dei presidi in Puglia già l’80% del personale scolastico ha aderito alla campagna di vaccinazione, un segnale forte e importante, che lascia intendere quanto sia grande la voglia di tornare alla normalità.

Intanto, ieri è fallito il tentativo di conciliazione sullo sciopero proclamato da tutte le sigle sindacali della scuola (Cgil, Cisl, Uil, Gilda e Snals) più le associazioni Anief e Anp in programma per lunedì prossimo. Al tavolo tra organizzazioni sindacali e prefetto di Bari è mancato l’attore principale, ossia la Regione, per cui si prosegue con lo sciopero. «Allo stato attuale confermiamo un’ora di astensione di tutti i lavoratori della scuola perché la Regione non ha dato alcun segnale di apertura verso le nostre richieste - ha sottolineato il segretario della Uil Scuola Puglia, Gianni Verga -. Noi continuiamo a dire basta alla didattica on demand, dove a decidere sono le famiglie, e continuiamo a chiedere la messa in sicurezza con i presìdi sanitari, che sarebbero dovuti partire già il primo febbraio scorso».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il segretario della Cisl Scuola Puglia, Roberto Calienno: «Al momento non abbiamo conciliato, ma siamo pronti a fare un passo indietro laddove la Regione dovesse recepire almeno una parte delle nostre richieste. La principale continua ad essere l’abolizione della scuola on demand, basta far decidere alle famiglie. Quindi non più scuola a domanda e, poi, vaccinazioni e i presìdi sanitari promessi ma ancora non attivati».

«Basta alla scuola on demand, se la situazione è così grave allora si chiuda - ha aggiunto il presidente di Anp Puglia, Roberto Romito -. Sicuramente una chiusura totale sarebbe un provvedimento più razionale rispetto alla situazione sanitaria, però poi bisogna vedere se si riesce a tamponare anche sulle altre questioni che riguardano gli assembramenti, la movida, ecc. Vedremo».
 

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