Il Comitato tecnico scientifico: «Chi chiude le scuole ne sarà responsabile». Ma in Puglia la Dad resta

Lunedì 18 Gennaio 2021 di Paola COLACI

«Le scuole possono riaprire, e chi le tiene chiuse se ne assume la responsabilità». La posizione del Comitato Tecnico Scientifico è netta. Ed è stata rimarcata ieri ancora una volta in sede di riunione straordinaria convocata d'urgenza dal ministro della Salute Roberto Speranza al fine di avere un'indicazione certa sul ritorno in classe degli studenti. A partire da quelli delle superiori che, come hanno certificato scienziati ed esperti, già da questa mattina potranno tornare a frequentare le lezioni in presenza nella misura del 50% e fino al 75%, come previsto dal Dpcm del 14 gennaio. Al netto di quelli pugliesi, però, che almeno per questa settimana non torneranno in classe. Ddi (Didattica digitale integrata) al 100% da oggi e sino a sabato 23 gennaio: così ha deciso il governatore di Puglia Michele Emiliano. «La scuola non è un posto sicuro» ha valutato nei giorni scorsi il presidente, firmando un'ordinanza che oltre a tenere ancora chiuse le scuole superiori, garantisce ai genitori degli alunni di elementari e medie la possibilità di optare per Ddi a richiesta quale alternativa alle lezioni in presenza. Ordinanza che nelle scorse ore ha scatenato polemiche e contestazioni proprio da parte della scuola pugliese. In testa dirigenti scolastici e sindacati che, dopo una settimana di vertici e tavoli tecnici con lo stesso governatore e con l'Ufficio scolastico regionale, puntavano sul ritorno in classe, seppure graduale, di mezzo milione di studenti. Ma tant'è.Al netto di ripensamenti e inversioni di rotta dell'ultima ora, per ora le lezioni in presenza nelle scuole superiori pugliesi sono rimandate di una settimana.


Eppure sul punto gli scienziati del Comitato ieri sono stati chiari. Se qualche governatore dovesse decidere di continuare a tenere le scuole chiuse: «Se ne assumerà la responsabilità». Concetto ripreso e rilanciato anche dal ministro della Pubblica Istruzione Lucia Azzolina. «Il Comitato Tecnico Scientifico si è riunito, su richiesta del ministero della Salute - ha sottolineato il ministro - Ne è emerso un parere molto netto. Il Cts ha ricordato che le scuole hanno un ruolo limitato nella trasmissione del virus. E ha ribadito, non è la prima volta che lo dice, che l'assenza prolungata da scuola può provocare conseguenze gravi nei ragazzi, per gli apprendimenti e per la sfera emotiva e relazionale. Queste valutazioni rappresentano una guida chiara che mi auguro possa garantire a scuole e studenti le certezze di cui hanno bisogno. Il rientro in classe è un atto di responsabilità nei confronti dei nostri giovani». Rientro in classe graduale che in Puglia l'assessore regionale alla Scuola Sebastiano Leo conta di riportare al centro del confronto con già nei prossimi giorni.

«Per metà settimana sarà riconvocato il tavolo regionale per fare il punto della situazione, valutare l'andamento della pandemia e prevedere eventuali soluzioni per la ripresa delle lezioni in sicurezza» ha garantito Leo. Ma un primo passo avanti nell'individuazione di nuove misure di prevenzione e contenimento dei rischi potrebbe passare proprio dall'istituzione di un presidio sanitario in ogni scuola della regione. Delibera di Giunta che è già sul punto di essere approvata. «E prevede personale sanitario in ogni scuola, a partire da quello infermieristico, che abbia in carico la gestione di eventuali emergenze sanitarie nelle scuole. Ma si occupi anche di tracciamento e screening e abbia il compito di tenere i contatti con le Asl» anticipa Leo. In sintesi un operatore sanitario per ognuno dei 650 istituti scolastici pugliesi, secondo le intenzioni della Regione. Un esercito di infermieri che dovrebbero essere operativi già dalle prossime settimane. A patto che siano reperibili.

«Ma meglio tardi che mai» commenta a stretto giro il segretario generale di Uil Scuola Puglia Gianni Verga, ricordando le molteplici istanze recapitate alla Regione circa l'urgenza di mettere in sicurezza le scuole. «A partire proprio dall'attivazione di un presidio anti-Covid, con il relativo personale sanitario, in ogni istituto scolastico del territorio regionale - ha rimarcato Verga - Dotare ogni scuola di una postazione sanitaria e del relativo personale medico-infermieristico significherebbe non solo trasmettere tranquillità ai dirigenti scolastici, ai docenti, al personale amministrativo e alle famiglie, ma anche schierare le competenze sanitarie che finora sono mancate, costringendo le scuole pugliesi ad arrangiarsi» conclude. Intanto ad andare in pressing sul governatore è ancora una volta il consigliere regionale del Pd Fabiano Amati: «Il presidente Emiliano modifichi la sua ordinanza e riapra le scuole in presenza, con le modalità e regole previste dal Dpcm. La decisione del Governo nazionale, supportata dal comitato tecnico scientifico, non può essere disattesa con decisioni autonome delle Regioni».

Ultimo aggiornamento: 15:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA