Sanità e Pnrr, l'assessore Palese attacca il ministro Schillaci: «Non sa quel che dice, si dimetta»

Sanità e Pnrr, l'assessore Palese attacca il ministro Schillaci: «Non sa quel che dice, si dimetta»
di Andrea TAFURO
5 Minuti di Lettura
Sabato 5 Novembre 2022, 05:00

«Sono sconcertato. Il ministro Orazio Schillaci, su Pnrr e ospedali di comunità va a ruota libera e farebbe meglio a dimettersi se non ha le idee chiare». A tuonare contro il nuovo ministro della Salute del governo Meloni, è ancora una volta l’assessore alla Sanità pugliese Rocco Palese, che apre ad un nuovo scontro politico sull’utilizzo dei fondi europei del Pnrr destinati alla riqualificazione della sanità in chiave territoriale. In Puglia il gruzzoletto stanziato ammonta a 650 milioni.

La polemica

La polemica nasce dunque dalle parole di Schillaci che parlando delle difficoltà della sanità territoriale emerse nel periodo Covid aveva detto: «Ci metteremo a lavorare per trovare delle soluzioni. Dobbiamo offrire, se vogliamo essere forti sul territorio, un’alternativa al fatto che tutti i pazienti vadano al Pronto soccorso. Il Pnrr è stato pensato due anni fa e oggi le condizioni sono cambiate: basti pensare all’aumento dei costi edilizi che riguardano la costruzione delle nuove strutture. Credo sia necessario fare una riflessione attenta». Analisi per nulla gradita dall’assessore Palese che, dopo aver duellato a distanza con il Governo sull’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari, ora replica anche sul Pnrr. «Il ministro Schillaci che parla di carenza di personale sanitario – dice Palese - scopre l’acqua calda. È un problema atavico, su cui siamo tutti impegnati per trovare le soluzioni opportune a risollevare il servizio sanitario pubblico e di conseguenza alleggerire anche il carico di lavoro sui reparti di frontiera, come i pronto soccorso. E proprio per questo motivo Schillaci non può parlare di revisione del piano con spot politici che non esplicano un’idea concreta».

Altolà dunque a passi indietro. «In Puglia il Pnrr – aggiunge Palese - è in fase avanzata. I comuni hanno già individuato e attuato le procedure necessarie per la cessione in uso o comodato di immobili e aree libere alle Asl regionali per la progettazione e realizzazione delle strutture sanitarie di prossimità. Di pari passo, la Regione ha dato il via libera all’acquisto di grandi macchinari per una diagnostica avanzata che saranno consegnati alle Asl in tempi brevi, e la cui installazione negli ospedali è prevista a partire dal prossimo dicembre. Impossibile dunque tornare indietro». E neppure l’aumento dei costi delle materie prime per la realizzazione delle strutture sanitarie, così come evidenziato dal ministro Schillaci, che ne minerebbe programmi e preventivi dei costi, sembra intralciare il cammino intrapreso dall’assessorato alla salute regionale. «L’incremento dei prezzi sui materiali edilizi è un dato di fatto – sottolinea Palese - su cui si può intervenire con cognizione di causa, senza alimentare paura e confusione politica. Qualora i fondi del Pnrr non dovessero bastare per coprire l’intera spesa, in prima battuta si possono utilizzare parte dei fondi strutturali europei che solo per la Puglia, nel periodo 2021-2027, corrispondono a 7 miliardi di euro. Nessuna paura dunque: la Regione e le Asl pugliesi stanno procedendo spedite verso la meta. Non ha alcun senso paventare uno stop alle opere – conclude Palese - senza polemica alcuna ma da rivedere sono le considerazioni dei ministri del Governo Meloni, che non sanno che il Pnrr è un contratto firmato dall’Italia con l’Europa e non può essere modificato in modo unilaterale».

Le altre reazioni

Preoccupazione per le dichiarazioni del Ministro Schillaci e del Sottosegretario alla Salute, Gemmato, che “frenano” sull’apertura delle Case della Comunità e lo sviluppo dell’assistenza territoriale, condivise in una nota anche dal sindacato Spi-Cgil. «Gli investimenti e la riforma dell’assistenza territoriale sono indispensabili: riconoscono che nell’ambito di un modello di sanità pubblico e universale, i servizi sociali e sanitari integrati e di prossimità, sono i più appropriati fattori di prevenzione e di cura, essendo aperti e organizzati nei luoghi della vita quotidiana delle persone, e che agiscono anche sui determinanti di salute». Intanto in Puglia resta in ballo sempre la questione obbligo vaccinale per gli operatori sanitari con il consigliere regionale Pd, Fabiano Amati che è tornato a tuonare contro il Governo. «I medici e gli infermieri italiani devono essere vaccinati per tutte le principali malattie, compresa l’influenza. Per questo spero che il Pd nazionale promuova in tutte le regioni un programma di prevenzione vaccinale aderente alla prova scientifica e alla Carta di Pisa. Trovo non giustificabile, infatti – conclude Amati - l’Italia a velocità differenti».

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