Sanità, liste d'attesa infinite. La proposta: «Stop alle visite private negli ospedali pubblici»

Sanità, liste d'attesa infinite. La proposta: «Stop alle visite private negli ospedali pubblici»
di Andrea TAFURO
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Venerdì 1 Luglio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 15:04

Stop alle visite a pagamento perché i medici degli ospedali pubblici possano dedicarsi esclusivamente alle migliaia di pugliesi in attesa. «Proporrò un provvedimento per il riallineamento dei tempi di esecuzione delle prestazioni sanitarie - dice il consigliere regionale dem e presidente della I Commissione, Fabiano Amati. Un provvedimento rispettoso della legge e più favorevole alle esigenze dei cittadini». Perché oggi, con liste d’attesa lunghissime, la Puglia si divide fra coloro che possono pagare e ottenere la visita specialistica nei tempi dovuti e coloro che, invece, non potendo mettere mano al portafogli, devono attendere. Garantire dunque un uguale diritto alla salute a tutti i pugliesi sarà l’obiettivo della proposta di legge di Amati, proposta che probabilmente scatenerà più di qualche malumore giacché le prestazioni in regime di intramoenia nelle strutture pubbliche costituiscono una consistente entrata per i medici specialisti. 

«Il momento di accelerare»

Le liste d’attesa, del resto, sono «un carico abnorme - interviene il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Antonio Gabellone - con un ritardo d’esecuzione dilatato nel tempo soprattutto in riferimento alle prestazioni specialistiche programmate. Non è possibile eseguire una visita diabetologica e per un intervento di cataratta la prima data utile è fine anno 2023, per una visita ortopedica almeno 120 giorni, per un eco color doppler arti inferiori e superiori giugno 2023, per un’elettromiografia settembre 2023, per un elettrocardiogramma almeno sei mesi». Ritardi che Gabellone enumera in una lettera aperta indirizzata all’assessore alla Salute Rocco Palese e nella quale mette in guardia sul fatto che «questa situazione è destinata ad aggravarsi ulteriormente con l’approssimarsi della pausa estiva e con l’aumento della popolazione turistica». Il consigliere di FdI suggerisce di «valorizzare la complementarietà tra pubblico e privato». 
Quale che sia la ricetta per accelerare lo smaltimento delle liste, i dati sono drammatici. E i 32 milioni stanziati dal Governo alle Regioni per invertire la rotta potrebbero non essere sufficienti. In base ai numeri contenuti nel report regionale sulle liste d’attesa (dati relativi alla settimana “campione” dal 24 al 28 gennaio scorso) serve un anno e otto mesi per riuscire a sottoporsi a una mammografia al Policlinico di Bari.

Oggi mesi per una visita cardiologica

E se l’impegnativa del medico ha carattere di prestazione breve (b) entro 10 giorni, l’attesa è comunque di due mesi. Per una visita cardiologica urgente (U) - che, quindi, dovrebbe essere effettuata entro tre giorni dalla prescrizione - si devono attendere otto mesi. Tre mesi e mezzo per una visita urgente dal neurologo e poco meno di tre mesi per ottenere una risonanza al cervello. Restando nella rete sanitaria barese che comprende oltre al policlinico, anche l’Asl Bari, l’Istituto tumori “Giovanni Paolo II”, il “De Bellis” e i privati accreditati, l’attesa media per una prima visita neurologica urgente è di 38 giorni rispetto ai tre previsti, oppure una prima visita di chirurgia vascolare di carattere D (entro 30 giorni) ha tempi d’attesa superiori ai 3 mesi. Criticità che si estende anche alle visite cardiologiche urgenti dove occorrono almeno 25 giorni. 
L’attesa aumenta sino ad un mese e mezzo per una tac urgente al torace o per una prima visita gastroenterologica. Il quadro si fa più complesso nella Asl Bat per le province Barletta, Andria, Trani. Anche qui si registrano consistenti ritardi nelle prestazioni urgenti per ortopedia, otorinolaringoiatria o fisiatria. Per una Tac urgente, che di norma dovrebbe essere fatta entro 3 giorni, del torace o dell’addome si devono attendere più di due settimane. Nella Asl di Lecce le prestazioni urgenti (U) e quelle “Brevi”, ovvero da smaltire entro 10 giorni dalla richiesta, vengono garantite senza ritardi. Il problema si pone invece sulle prestazioni differibili e programmate, ovvero sulle visite di controllo che i pugliesi richiedono per mantenersi in salute ed hanno tempi di programmazione entro 60 e 120 giorni. Qui i tempi si dilatano: 220 giorni per una visita cardiologica, sette mesi per una endocrinologica e quasi un anno per una visita oculistica programmata. Un anno è l’attesa anche per una risonanza magnetica della colonna vertebrale e 8 mesi il tempo per un elettrocardiogramma. 
Nella Asl di Brindisi le visite per la chirurgia vascolare ed endocrinologiche da smaltire entro 10 giorni dalla richiesta, vengono effettuate con 43 giorni di ritardo. È di due mesi l’attesa per pneumologia, di 23 giorni quella per una tac all’encefalo. Per le visite programmate, dunque non urgenti, sette mesi è il ritardo medio registrato per sottoporsi a un controllo cardiologico; dieci mesi per una ecografia del collo. Decisamente più bassi i tempi di attesa nella Asl di Foggia. La prestazione meno rapida riguarda la tac del torace o dell’addome per la quale si può attendere circa due mesi. Tempi tutto sommato nei parametri di legge per la Asl di Taranto. Enormi i ritardi, urgenti le risposte: alla politica la responsabilità di offrirle, quanto prima. 

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