Tempi lunghi per l'interim di Emiliano alla Sanità: «Delega stressante, spero di trovare la persona giusta»

Domenica 28 Novembre 2021 di Antonio BUCCI

Spera di trovare «al più presto» la persona giusta. Intanto, tiene la barra dritta e pure i galloni di assessore alla Salute, Michele Emiliano. «L’ho fatto per sei anni e mezzo, abbiamo avuto un anno di interruzione ma non ho mai smesso di occuparmi di sanità, quindi non credo che la questione dell’assessore possa incidere su quello che accade alla sanità pugliese. Può incidere su di me, perché devo fare anche altre cose», risponde il Governatore a chi gli chiede del rischio di affrontare la quarta ondata del virus e la campagna vaccinale senza un titolare della delega lasciata da Pier Luigi Lopalco. Alla fine della settimana, nessuna delle voci che si sono rincorse per il possibile avvicendamento trova concretezza: né quella che porterebbe a big dal passato illustre nell’opposizione - come l’oncologo Francesco Schittulli e l’ex capogruppo pidiellino in via Capruzzi, Rocco Palese – né quella di un jolly da pescare tra le fila della maggioranza, interno o esterno al perimetro del parlamentino.

IL GOVERNATORE

«Devo scegliere una persona che non solo abbia grande competenza, come valeva per il professore Lopalco, ma che riesca a svolgere il ruolo per tutti gli anni che abbiamo avanti perché sostituire un assessore alla Sanità non è una cosa semplice ed è stato per me un grande problema», traccia il profilo il capo della Giunta, che pure non ha nascosto la presenza di possibili aspiranti, vista la duplice reggenza di Cultura e Turismo, rimesse nelle sue mani da Massimo Bray. Difficilmente, la settimana che arriva sarà quella della rivoluzione ma sarà ugualmente quella che chiarirà il quadro. In agenda c’è un doppio consiglio regionale – nelle giornate di martedì e mercoledì, con la monotematica dedicata alla Capitanata – ma anche il passaggio in commissione del piano rifiuti. Deve essere approvato entro fine anno, per non incorrere nelle bacchettate di Bruxelles e non perdere il treno delle risorse dedicate. Il primo via libera è arrivato dalla riunione di maggioranza ma, tra i nodi da sciogliere, c’è quello della discarica di Contrada Martucci, che vede sulle barricate i sindaci di Mola, Conversano, Polignano e Rutigliano. Anna Grazia Maraschio ha provato a spegnere i fuochi: basterà l’intesa interna a blindare il documento? Se così non dovesse essere, anche lei rischierebbe di tornare in discussione, dopo l’approvazione della proroga del piano casa (senza il suo parere positivo). E toccherebbe iniziare a pensare ad un restyling, al momento escluso. Entro martedì è atteso il verdetto del Tar sulla composizione definitiva del parlamentino. Due seggi in meno al centrosinistra, due in più al centrodestra, un seggio in più ai dem, due in meno ai Popolari. Quanto basterebbe per ipotizzare una promozione sul campo di Carmelo Grassi, new entry brindisina e già alla guida del teatro pubblico pugliese. Sì, ma benedetta da chi, se il Pd non ha ancora un segretario regionale a pieni poteri? E i tempi potrebbero allungarsi oltre, se al ricorso sul regolamento per il Congresso, si dovesse aggiungere quello sulle norme per il tesseramento. Se è per questo, qualche novità potrebbe arrivare anche tra i centristi: nelle ultime ore erano salite le quotazioni di un passaggio in maggioranza del molfettese Saverio Tammacco, eletto nella lista del Pumo di “Puglia Domani” e dato ad un passo dall’accasarsi tra i Popolari, magari con il titolo di capogruppo al posto di Stellato, finito sulla graticola per il “caso Taranto”. Ipotesi smentita da ambienti vicini al consigliere, nel frattempo attivo in vista delle Comunali e riferimento della neonata associazione “Noi per la comunità” a Bitonto, nel Barese. Mercoledì, invece, l’ex sindaco di Bari riunisce i civici in un hotel del capoluogo: convention che apre le porte ad una federazione delle forze intorno al nocciolo duro di “Con” - che dovrebbe perdere lo scranno del modugnese Peppino Longo in Assemblea - e il cui futuro si lega a doppio filo con quello delle prossime Politiche. Legge elettorale permettendo, s’intende, visto che un assetto proporzionale cambierebbe non di poco le regole del gioco così come il peso specifico del rassemblement in questione. Non a caso, c’è chi scommette che, per avere un riassetto dell’esecutivo, si dovrà aspettare febbraio e l’elezione del Capo dello Stato. Poi si vedrà. 

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