Sanità, bollette di luce e gas al +300%: stangata sugli ospedali

Sanità, bollette di luce e gas al +300%: stangata sugli ospedali
di Andrea TAFURO
4 Minuti di Lettura
Giovedì 25 Agosto 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 07:29

Oltre il 300 per cento di aumento in bolletta per le Asl pugliesi costrette a fare i conti con l’impennata dei costi dell’energia. Nell’ultimo mese sono stati registrati picchi del 500% in più sul prezzo in euro dei kilowattora rispetto allo scorso anno. Rincari su gas e utenze da contabilizzare nei bilanci e cui far fronte per mandare avanti la rete ospedaliera e burocratica del sistema sanitario regionale.

L’obiettivo è scongiurare ripercussioni sui livelli assistenziali alla popolazione. Secondo un primo report su scala regionale, il balzo in avanti dei costi in bolletta ha visto una progressione costante da aprile/maggio 2021 complice il perdurare della guerra fra Russia e Ucraina e le difficoltà di approvvigionamento: il prezzo è schizzato a 0,485 KWh. Numeri ben più elevati di quanto preventivato nei mesi scorsi e che destano ancor più preoccupazione in vista del prossimo autunno.

I rincari per la sanità

Di fatto il caro bollette potrebbe costare alle Asl e agli ospedali pugliesi molto più dei 20 milioni di aumento previsti su una base di partenza da 60 milioni annui. Una cifra importante dunque e che necessiterà di una copertura finanziaria. Ridurre e razionalizzare i consumi di energia per contrastare gli effetti del caro-bolletta, è dunque la mission in cui si è già impegnata la Direzione Generale della Asl Bari, costretta dallo scenario nazionale e internazionale a fare i conti con i forti aumenti della spesa legata ai costi dell’energia, in particolare nel secondo trimestre del 2022. Nel complesso la spesa per consumi energetici della Asl Bari è scesa leggermente nel primo trimestre 2022, con un - 1,5% ed un costo pari a 3.514.330,06 contro 3.570.189,23 dell’anno prima, ma è salita in modo marcato tra aprile e giugno 2022: 6.149.953,83 euro, più 130% rispetto allo stesso periodo del 2021, quando la spesa per l’energia è risultata di 2.671.514,17 euro, con un aumento medio sull’intero semestre del 54,8%. Secondo il direttore amministrativo della Asl Bari, Luigi Fruscio, «i dati confermano le tendenze in atto a livello globale. Come amministrazione pubblica siamo già tenuti ad adottare alcuni provvedimenti per contenere i consumi, basti pensare ai sistemi di raffrescamento che in questo periodo sono stati razionalizzati e, nella prossima stagione autunnale, al riscaldamento di ospedali, distretti e delle centinaia di strutture che erogano servizi e prestazioni sanitarie. Siamo già impegnati nello studiare piani di contenimento e razionalizzazione dei consumi che possano incidere sui costi. Non solo buone pratiche e piccoli accorgimenti, così come ognuno di noi farebbe a casa propria, ma anche iniziative pianificate e programmate che mirano alla sostenibilità energetica».

Di stime economiche molto preoccupanti aveva parlato nelle scorse settimane anche Giovanni Migliore, presidente di Fiaso e direttore generale del Policlinico di Bari, allarmato per «i bilanci di fine anno gravati da questa quota di incremento di costo legata all’aumento della bolletta energetica, da ritenersi un costo aggiuntivo per tutti i servizi erogati dallo Stato e quindi, alla fine, a carico di tutti i contribuenti». Difficoltà condivise dall’intera rete sanitaria pugliese, e su cui anche le Asl di Taranto, Brindisi e Lecce hanno acceso i riflettori per un attento monitoraggio delle spese per luce, gas e riscaldamento. «Gli aumenti in bolletta riguardano indistintamente tutte le aziende sanitarie pugliesi – spiega il commissario dell’Asl Lecce, Stefano Rossi - anche perché l’energia per ospedali e strutture si acquista alle stesse tariffe tramite convenzione Consip. I rincari delle spese ci impongono una maggiore attenzione verso l’efficientamento energetico e la riduzione degli sprechi, ma nulla chiaramente verrà tolto dall’erogazione dei servizi e nell’assistenza sanitaria».

© RIPRODUZIONE RISERVATA