Sanità, 176 milioni alla Puglia per assumere nuovi medici e infermieri

Sanità, 176 milioni alla Puglia per assumere nuovi medici e infermieri
di Vincenzo DAMIANI
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Giovedì 6 Ottobre 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 07:19

Sei milioni quest’anno, 10,5 nel 2023, 25,8 milioni l’anno successivo, 48 milioni e mezzo nel 2025 e 85,1 milioni nel 2026. Nei prossimi quattro anni, la Puglia riceverà 176 milioni per assumere nuovo personale in deroga rispetto ai vincoli di bilancio e riuscire così ad attivare le strutture di assistenza territoriale previsti nel Pnrr, dagli ospedali di comunità alle Case di comunità. «Una buona notizia, significa che il piano procede nei tempi previsti. Ma troveremo questo personale da assumere?» è la domanda che si pone l’assessore regionale alla Sanità, Rocco Palese, preoccupato soprattutto dalla carenza di medici. 
Facciamo un passo indietro. Ieri è stato trasmesso dal ministero della Salute alla Regione il decreto attuativo per lo stanziamento di queste risorse: i soldi ora sono disponibili, seppure a tranche, di qui sino al 2026. Nel provvedimento le risorse, che sono a valere sul Fondo sanitario nazionale e quindi non sono aggiuntive, vengono ripartite e assegnate ad ogni Regione sulla base della popolazione e, quindi, delle strutture del Pnrr da attivare nei prossimi quattro anni. La distribuzione avviene in deroga rispetto al tetto di spesa e le assunzioni serviranno principalmente per attivare Case della Comunità, Ospedali di Comunità, Unità di continuità assistenziale e Centrali operative territoriali. 

I dettagli della misura

La misura, nel complesso, prevede 90,9 milioni per il 2022, 150,1 milioni per il 2023, 328,3 milioni per il 2024, 591,5 milioni per il 2025 fino a 1,015 per il 2026 e ha proprio lo scopo «di sostenere il nuovo modello organizzativo per la rete di assistenza sanitaria territoriale». Il punto ora è capire se queste risorse basteranno, anche se le Regioni hanno già fatto intendere che non sono sufficienti. Per l’assessore Palese, tuttavia, il primo ostacolo da superare è quello del reperimento dei medici: «Ad oggi – spiega – è impossibile dire quanto personale dovremo e potremo assumere, dobbiamo fare una ricognizione totale. Ma il punto è un altro: riusciremo a trovare i medici che serviranno? Noi oggi abbiamo enormi difficoltà ad assumere, non solo specialisti ma anche medici di medicina generale. Se oggi va via un medico di famiglia, sostituirlo non è per nulla così scontato e semplice. È un problema serio che va affrontato a livello nazionale per non farci trovare impreparati nel 2026». 

L’assessore è, però, soddisfatto del decreto attuativo: «È arrivato puntuale sulle nostre scrivanie – commenta – questo significa che si sta procedendo nei tempi corretti all’attuazione del Pnrr sanità. Significa anche che la Puglia, la Lombardia e tutte le altre Regioni stanno presentando piani e progetti senza difficoltà e ritardi, un buon segnale, un ottimo gioco di squadra. Per quanto riguarda noi, abbiamo dimostrato efficienza, siamo stati tra i primi a trasmettere la documentazione». Il piano pugliese prevede l’attivazione di 34 Pta e 27 ospedali di comunità. La Puglia ha a disposizione 650 milioni del Pnrr sanità e i fondi saranno così distribuiti: 177 milioni per le Case di comunità; 7 milioni alle Centrali operative territoriali; 2,8 milioni di euro per le risorse di interconnessione aziendale; 3,8 milioni di euro per i device; 79 milioni per gli ospedali di comunità; 114 milioni per la digitalizzazione; 94 milioni per le grandi apparecchiature; per adeguamento sismico e strutturale 50 milioni; 114 per il piano nazionale complementare; 2,3 milioni per i flussi informativi e altri tre per corsi di formazione per un miglioramento dei percorsi di sanità. Saranno 34 gli ospedali di comunità da realizzare per oltre 500 posti letto e 106 le Case di comunità. Per queste ultime sono a disposizione 177 milioni, per gli ospedali invece 79 milioni. Con i fondi del Pnrr le Asl pugliesi potranno acquistare anche 48 nuove Tac a 128 strati, 16 risonanze magnetiche a 1,5 tesla, due acceleratori lineari, sei Gamma camera-Tac, 21 angiografi, quattro Pet-Tac e sei mammografi con tomosintesi, oltre a numerosi e ulteriori apparati radiografici. Una rivoluzione che dovrà correre sulle gambe di personale, già in servizio o da assumere, sempre che ve ne sia di disponibile. 

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