Salento senza alta velocità, la conferma di Rfi: «Poco utile e troppi costi»

Salento senza alta velocità, la conferma di Rfi: «Poco utile e troppi costi»
di Giuseppe ANDRIANI
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Venerdì 24 Giugno 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 25 Giugno, 15:28

Il Sud tagliato fuori dalla linea alta velocità. La rete Av-Ac non raggiungerà Lecce, che invece si affiderà a un sistema diverso per velocizzare il collegamento con Bari. Ma l’alta velocità in senso stretto, quella che consente ai convogli di viaggiare fino a 300 chilometri orari non toccherà il Salento

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La conferma di Rfi

Non è una novità, ma la conferma è arrivata dall’amministratrice delegata e direttrice generale di Rete Ferroviaria Italiana, Vera Fiorani, nel corso della cerimonia per l’abbattimento dell’ultimo diaframma sulla Napoli-Bari. «Abbiamo studiato la Bari-Lecce - ha spiegato la manager -, l’investimento avrebbe un costo esagerato per un recupero di percorrenza veramente minimo. Lo studio è stato fatto, fa parte della linea adriatica. Bisogna avere però dei benefici in termini di vantaggi che qui non ci sarebbero. Vedrete come l’alta velocità tra Napoli e Bari influenzerà molto positivamente anche i collegamenti diretti a Brindisi o a Lecce». 
Lo stesso concetto era stato espresso sulle colonne di questo giornale dalla viceministra ai Trasporti, Teresa Bellanova, a inizio marzo di quest’anno, quando spiegava che «quello che Rfi si era impegnata a redigere era uno studio di pre-fattibilità per una analisi costi-benefici su un’eventuale nuova linea AV Bologna-Lecce - lo stesso studio di cui parla Vera Fiorani -. Nel frattempo, essere riusciti ad inserire nella Legge di Bilancio 5 miliardi per la velocizzazione dell’Adriatica fino a Lecce e Taranto ha totalmente modificato lo stato dell’arte perché ha impresso un’accelerazione virtuosa allo scenario e ha consentito un salto di qualità importante al lavoro in corso».

Un altro sistema per la Bologna-Lecce

Insomma, studio di fattibilità fatto e bocciato: da Rfi arriva la conferma che l’alta velocità non raggiungerà Brindisi, Lecce e Taranto. Ci sarà la velocizzazione della tratta, che porterà dei benefici, ma la parte meridionale della Puglia resta - evidentemente - esclusa dall’infrastruttura ad alta velocità e ad alta capacità (la possibilità, cioè, che sulla stessa tratta vi siano convogli più frequenti, quindi più persone che quotidianamente possano utilizzare i trasporti per quelle destinazioni). 
Si è chiuso il dibattito pubblico anche per la linea ad Av che collegherà Salerno a Reggio Calabria, ricalcando di fatto l’autostrada. Al di là di alcuni pareri negativi dati dai Comuni (ne è un esempio lampante la protesta di Battipaglia), anche questa linea, che raggiungerà quindi l’estrema propagine della Calabria, taglierà fuori la Puglia, con Taranto che in questo caso resta al palo e deve sperare nella velocizzazione del proprio percorso fino a Bari (anche questo previsto). 

A due velocità

Un’Italia divisa in due per due volte: tra Nord e Sud, viste le infrastrutture già in uso per l’alta velocità tra Torino-Milano-Bologna-Firenze-Roma e infine Napoli; e tra lato adriatico, dove linee per l’Av non sono previste da Otranto a Venezia, senza alcuna eccezione, con tanto di esclusione della Bologna-Lecce, e tirrenico, dove invece il collegamento raggiunge vette di 300 km orari piuttosto spesso. La Napoli-Bari, per cui è stato abbattuto l’ultimo diaframma della galleria del Monte Aglio, vedrà la luce entro il 2027 con l’Av, e sarà un’eccezione in un Meridione tagliato fuori. E se da Rete Ferroviaria Italiana fanno sapere come è una questione di opportunità, costi alti e benefici bassi, oltre che di “decisioni politiche”, l’amarezza per un’Italia che viaggia a due velocità resta. E c’è chi protesta e alza la voce, al di là del progetto di velocizzare i collegamenti già esistenti per renderli migliori di così. Il dubbio è: basterà per essere parte dell’Italia che viaggia veloce?

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