Salento, a 12 anni cerca di lanciarsi dal balcone: salvata da una insegnante. Caso simile in un liceo. Sos della Procura dei minori

Salento, a 12 anni cerca di lanciarsi dal balcone: salvata da una insegnante. Caso simile in un liceo. Sos della Procura dei minori
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Martedì 22 Novembre 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 23 Novembre, 09:35

Una ragazza di 12 anni afferrata per i capelli dall’insegnante mentre cercava di lanciarsi nel vuoto dalla finestra della sua classe di una scuola media. È accaduto nella provincia di Lecce: ne ha fatto cenno il capo della Procura per i minorenni, Simona Filoni, nel corso dell’incontro, tenutosi nella chiesa di San Massimiliano Kolbe del quartiere Stadio di Lecce, che ha affrontato il tema “Il disagio giovanile fra devianza illegalità e baby gang. Prospettive e strumenti di intervento” .
Una citazione, quella del procuratore, per fornire un esempio concreto ed estremo ad una platea di studenti del disagio manifestato oggi dagli adolescenti. Anche perché non si tratta di un caso isolato: qualche giorno fa un episodio analogo si è verificato in una scuola superiore del Basso Salento. Emblematica viene poi considerata la telefonata di una ragazzina al 112 dei carabinieri per segnalare che a casa si spacciasse droga: non era vero, era vero invece che aveva solo bisogno di parlare con qualcuno.


L'analisi

Isolati nel loro mondo, i ragazzi. Una tendenza accentuata dall’isolamento a cui sono stati costretti dalle limitazioni imposte nel 2020 e nel 2021 per contenere la diffusione del Covid-19. Ed ulteriormente esasperato dal considerare la vita virtuale che si materializza nelle ore trascorse davanti agli schermi degli smartphone e delle play station, alla stregua della vita reale.

«C’è una forbice composta, da un lato, dai ragazzi più fragili che non riescono a reagire alle difficoltà della vita, fossero anche le prime delusioni amorose, amicali, scolastiche o semplicemente la non accettazione da parte del gruppo, attraverso il compimento di gesti lesivi della loro integrità psicofisica, a partire dagli atti autolesionistici fino ai gesti estremi», l’analisi del capo della Procura per i minorennni. «Dall’altro, da ragazzi che vivono il loro quotidiano senza emozioni ed affettività, travolti dal vortice dei mass media e seguaci di modelli antisociali, che vivono cercando di sopraffare con tutti i mezzi il prossimo, senza avere il benché minimo rispetto per i diritti altrui e per le diversità», sostiene ancora il procuratore Filoni. «Le fragilità esistenziali si manifestano attraverso atti di autolesionismo, oltre all’aumento di vittime di disturbi alimentari (bulimia e anoressia) e di gravi conflittualità intrafamiliari; tutte situazioni connesse alla non accettazione di sé, all’assenza di un dialogo all’interno della famiglia, all’assenza di reti amicali solide e costruttive e di adulti di riferimento significativi e di una formazione educativa solida; alla sfiducia nel prossimo e nel futuro ma, soprattutto, alla necessità per questi giovani di dover primeggiare ad ogni costo secondo i modelli sociali dominanti, in cui non vi è posto per i diversi, per i perdenti, per i ragazzi non omologati alle mode e alle masse». 


Da qui il non sapersi accettare, il vivere questa condizione come un dramma con conseguente isolamento, senso di frustrazione, di inadeguatezza ed esclusione. I dati a disposizione della Procura per i minorenni indicano comportamenti devianti e violenti attuati da altrettanti minori, soprattutto in danno dei coetanei, consumati con così tanta freddezza, cattiveria, amoralità e spesso ferocia, da sembrare la riproduzione di realtà virtuali traslate nel mondo reale, così virtuali e meccaniche da non poter avere spazio per i sentimenti- sia pure di pietà, compassione, dispiacere, ravvedimento, nei confronti delle vittime.
«Occorre necessariamente intervenire non solo sul rafforzamento delle agenzie educative (prime fra tutte famiglia e scuola) e sulle strategie di rete che possano ricondurre i ragazzi alla socialità ed ai valori sani», le indicazioni del procuratore per i minorenni. «Ma anche sull’utilizzo intelligente e corretto dei sistemi informatici da parte dei minori per i quali invece, ad oggi, manca una dimensione sui social, con conseguente scollamento tra mondo virtuale e mondo reale, tra azione e coscienza». 

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