Saldi, è conto alla rovescia: da sabato via agli sconti in tutta la Puglia. La guida per gli acquisti in sicurezza

Giovedì 22 Luglio 2021

Tutto pronto per l'avvio dei saldi anche in Puglia, l'ultima in Italia a far partire il periodo degli sconti. Da sabato infatti si parte con i saldi estivi di fine stagione, un appuntamento quest'anno particolarmente atteso, essendo stata posticipata la data di avvio di tre settimane rispetto alle altre regioni italiane che hanno puntato sul 3 luglio. Una scelta condivisa fra regione e associazioni dei commercianti più rappresentative per tentare di dare maggiore respiro agli affari dopo mesi di chiusura delle attività causata dalla pandemia da covid.

I saldi nelle province pugliesi partiranno sabato prossimo e termineranno il 15 settembre. Molte attività commerciali resteranno aperte anche domenica 25 luglio per dar modo alla clientela di effettuare gli acquisti con calma.

 

Il fermento nei negozi e le associazioni

 


In queste ore i commercianti, in particolare quelli della filiera della moda, sono al lavoro per la scelta della merce, l'allestimento degli stand e delle vetrine, le indicazioni di sconto. Di fatto qualche attività, contravvenendo alla legge regionale 10 del 2016, già da alcuni giorni sta effettuando vendite promozionali che - come è noto - sono vietate nei 15 giorni antecedenti la data di avvio dei saldi.

Il presidente provinciale di Federmoda Taranto, Mario Raffo spiega che «l'indirizzo emerso a livello regionale di posticipare l'avvio dei saldi risponde all'esigenza di riequilibrare un mercato condizionato dai lockdown. Il comparto della moda, pesantemente pressato dalle chiusure imposte per decreto, nel bel mezzo della primavera, ha dovuto fare i conti con ordini effettuati dieci mesi prima e prodotti che, se non venduti entro la stagione, sono suscettibili a notevole deprezzamento. La Regione Puglia ed in particolare l'assessore allo Sviluppo Economico, Alessandro Delli Noci, accogliendo la nostra richiesta di spostamento della data di inizio saldi, in un momento così delicato per le imprese, ha dato un importante segnale di attenzione alla filiera della moda, uno dei più danneggiati dalla pandemia».

«Siamo prontissimi - ha detto Michele Piccirillo, presedente provinciale Confesercenti Brindisi - qualche attività ha già approfittato delle vendite di liquidazione che devono terminare 15 giorni prima dell'inizi dei saldi. In generale ci sono grandi aspettative per questa stagione , i commercianti sperano di poter recuperare gli introiti persi con lo stop della pandemia e rigenerare il magazzino. Una cosa è certa, con la mancanza delle vendite, il cliente troverà grande assortimento perché si arriva ai saldi con la collezione integra».
«I saldi sono una boccata di ossigeno- dice Luca Di Giulio, presidente della Confcommercio di Brindisi- E' un momento particolare , dopo la chiusura forzata, c'è bisogno di movimentare la cassa. Non dobbiamo dimenticare che in questi mesi tanti commercianti pur non lavorando hanno continuato a sostenere i costi di gestione».

 

Il vademecum

 

Federazione Moda Italia e Confcommercio hanno fornito un decalogo aggiornato, una serie di indicazioni fondamentali, sia per gli esercenti che per i clienti, per effettuare gli acquisti in saldo seguendo norme di sicurezza e trasparenza. Occorre distinguere, inoltre, tra vendite di fine stagione, i cosiddetti saldi, vendite promozionali e vendite di liquidazione. Queste ultime si differenziano dalle prime due perché possono essere effettuate solamente se sussistono determinate condizioni, quali: cessione dell'azienda; chiusura dell'attività commerciale; ristrutturazione o rinnovo dei locali; trasferimento dell'azienda in altro locale. Occorre, inoltre, informare il Comune di competenza prima di svolgere una vendita di liquidazione. È il Comune stesso, infatti, che dovrà verificare se l'attività che ha avanzato richiesta di liquidazione si trova nelle condizioni sopra elencate per poter procedere alla vendita correttamente. Le vendite promozionali, invece, a differenza dei saldi che hanno carattere stagionale e riguardano i prodotti invenduti, non sono vincolate a particolari mesi dell'anno, seppur il loro svolgimento deve avvenire per un periodo di tempo limitato. Le direttive che riguardano le vendite promozionali sono dettate dalle Regioni, che ne disciplinano lo svolgimento con lo scopo di distinguerle dai saldi. Sono le Regioni, infatti che, in accordo con le organizzazioni locali delle imprese del commercio e dei consumatori, possono eventualmente porre il divieto di effettuare le vendite promozionali tra i 15 e i 40 giorni prima dei saldi. Nel caso della Puglia i saldi estivi cominceranno il 24 luglio e si concluderanno il 15 settembre. Dichiarato anche il divieto di vendite promozionali nei 40 giorni precedenti. La decisione è stata presa a seguito delle richieste avanzate dalle organizzazioni di categoria, tra cui Confcommercio Puglia. Uno slittamento che può trasformarsi in un'occasione per far ripartire le attività commerciali, fortemente colpite dall'emergenza Covid-19.

  1. Punto primo, il distanziamento sociale: va mantenuta la distanza di almeno un metro tra i clienti in attesa di entrata ed all'interno del negozio, salvo eventuali ulteriori prescrizioni regionali.
  2. Quindi la disinfezione delle mani: prima di toccare i prodotti è obbligatoria la pulizia delle mani attraverso le soluzioni igienizzanti messe a disposizione degli acquirenti.
  3. Le mascherine: i clienti devono obbligatoriamente indossare la mascherina, così come i lavoratori in tutte le occasioni di interazione con i clienti stessi.
  4. I cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso scatta l'obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
  5. La prova dei capi: non c'è obbligo. È rimessa alla discrezionalità del negoziante. Prima di effettuare la prova vanno disinfettate le mani e, durante la prova dei prodotti, va sempre indossata la mascherina anche nei camerini.
  6. I pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e, in ogni caso, vanno favorite modalità di pagamento elettroniche.
  7. I prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.
  8. L'indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.
  9. Le riparazioni: qualora il prodotto acquistato in saldo debba prevedere modifiche o adattamenti sartoriali alle esigenze della clientela (orli, maniche, asole), il costo è a carico del cliente, salvo diversa pattuizione. L'operatore commerciale dovrà darne preventiva informazione al cliente.
  10. La permanenza nei negozi in tempi di Covid-19: sostare all'interno dei locali solo per il tempo necessario all'acquisto di beni ed evitare abbracci e strette di mano.

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