Rinnovabili, scontro in Regione: in Aula manca mezza Giunta. E sull'eolico offshore a Otranto, Delli Noci firma la mozione di Pagliaro

Mercoledì 27 Aprile 2022 di Paola ANCORA

Rinnovabili, la Regione come Giano Bifronte. Il Consiglio regionale, infatti, vota sì alla realizzazione di nuovi impianti per la produzione di energia pulita, chiedendo al Governo un maggior coinvolgimento nelle scelte delle localizzazioni. Ma al momento del voto in Aula mancano tutti gli assessori salentini, parte dei quali - secondo i bene informati - persino pronti a votare la mozione dell'opposizione per fermare la realizzazione di un impianto eolico offshore al largo di Otranto. La giornata di ieri a Bari ha confermato come una delle più profonde linee di faglia della politica regionale di Michele Emiliano sia quella alla voce rinnovabili: sulla carta non c'è partito che non le voglia, ma non appena si profila all'orizzonte un nuovo progetto - complici anche iter autorizzativi finora complessi, un dialogo a singhiozzo con il Governo e l'assenza di una chiara pianificazione regionale - si spinge sul pedale del freno. Oltre 400 i progetti per la produzione di energia da fonte rinnovabile bloccati da anni negli uffici regionali, che si sono guadagnati persino il biasimo di Legambiente.

Il nodo


Dopo il varo del Beleolico a Taranto - 10 pale da 40 metri l'una per il primo offshore italiano, capace di produrre energia dal vento per servire una platea di 60mila pugliesi - e dopo l'accelerata che il Governo Draghi ha inteso dare al settore, gli occhi sono ora tutti puntati fra Brindisi e Otranto. Due luoghi per i quali esistono già altrettante proposte di realizzazione di un eolico offshore. Nel Salento a guidare la battaglia contro è il consigliere regionale di minoranza, Paolo Pagliaro, eletto con La Puglia domani. Sua la mozione numero 3 che avrebbe dovuto essere emendata e poi discussa dall'Assemblea ieri. In calce, anche la firma dell'assessore allo Sviluppo economico Alessandro Delli Noci, con il quale il testo del provvedimento - chiarisce Pagliaro - «era stato concordato». In quella mozione, si metteva nero su bianco la netta contrarietà alla realizzazione di impianti in aree ritenute «paesaggisticamente rilevanti» e, in particolare, all'offshore al largo di Otranto-Santa Cesarea Terme, che con le sue 90 pale da trecento metri di altezza ha raccolto il no di 72 Comuni salentini, della Provincia e dell'ente Parco regionale Costa d'Otranto.

Il blitz dei dem


La mozione, tuttavia, è stata superata e assorbita dalla mozione 127, approvata all'unanimità e presentata dai dem - primo firmatario il capogruppo Filippo Caracciolo che, pur evidenziando come il territorio pugliese, da Statuto, sia «un bene da proteggere e valorizzare in ogni sua componente ambientale, paesaggistica, architettonica, storico culturale e rurale», ha impegnato la Giunta ad accelerare la stesura del Piano energetico regionale e «tutta la pianificazione strategica in tema di rinnovabili». Un testo «generico» lo ha definito Pagliaro, che ha squalificato a «scempio istituzionale» i lavori del Consiglio sul punto. «Sono state calpestate le prerogative dei consiglieri di opposizione di vedere discusse le proprie mozioni. È uno sgambetto vergognoso - ha detto - che schiaccia la libertà di azione politica delle minoranze. La maggioranza ha imposto i suoi numeri, impedendo che venisse votata in Aula la mia mozione contro la realizzazione di un mega parco eolico nel Canale d'Otranto, già rinviata per sette volte». Per il consigliere «un pugno in pieno volto al Salento» che, evidentemente, gli assessori del Leccese non si sono sentiti di assestare: al momento del voto in Aula erano, infatti, tutti assenti. Rocco Palese - unico giustificato - era impegnato a Roma nella Conferenza Stato-Regioni, ma mancava anche Sebastiano Leo e, soprattutto, mancavano l'assessore all'Ambiente Anna Grazia Maraschio e Delli Noci, questi ultimi direttamente coinvolti nelle politiche energetiche per la Puglia del futuro. Un'assenza rimarcata a stretto giro proprio dal gruppo dem. «Sulla mozione in favore delle rinnovabili e quindi dello sviluppo energetico e sicurezza ambientale - hanno sottolineato Fabiano Amati, Paolo Campo, Michele Mazzarano e Ruggiero Mennea - ci spiace osservare l'assenza nel momento del voto degli assessori con maggiore competenza funzionale sull'argomento e di tutti gli assessori eletti in provincia di Lecce. I componenti della Giunta regionale non possono limitare il loro mandato al territorio di residenza o disertare gli appuntamenti quando le scelte rischiano di generare contrasti. Non ci pare giusto, in buona sostanza, che il peso delle scelte debba pesare solo sui Consiglieri regionali».

Fratelli d'Italia e Movimento cinque stelle


Per il consigliere di Fratelli d'Italia, Antonio Gabellone, «in Consiglio Regionale è emerso lo stato confusionale, la mancanza di approfondimento, la mancanza di una strategia complessiva per il territorio pugliese in campo energetico, da parte della maggioranza. E così anche la discussione, la mozione, le varie mozioni presentate sull'offshore hanno palesato le difficoltà della maggioranza a tenere in piedi diverse anime». Soddisfatto, invece, il vice presidente del Consiglio, Cristian Casili, del Movimento Cinque Stelle. «Il momento storico e la crisi energetica nazionale ci impongono un cambio di passo in materia energetica per attuare la transizione ecologica e ridurre progressivamente il ricorso a fonti fossili. È per questo che la nostra Regione deve pianificare la realizzazione di questi impianti, senza dire no a tutto, ma con la piena consapevolezza delle necessità di coniugare gli investimenti con la tutela del paesaggio». Si vedrà.

 

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Ultimo aggiornamento: 11:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA