Rinnovabili, verso un commissario per la Puglia. La viceministro: «Costretti a intervenire, troppi no dai territori»

Domenica 17 Aprile 2022 di Oronzo MARTUCCI

«È necessario sbloccare le procedure relative alla realizzazione degli impianti di energia da fonti rinnovabili, il governo lo sta già facendo ed è necessario l’allineamento in questa direzione della intera filiera istituzionale»: è quanto sostiene la senatrice Teresa Bellanova, viceministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile, a proposito della necessità di rafforzare le procedure di semplificazione anche nel settore delle rinnovabili. La senatrice Bellanova non conferma l’anticipazione del Sole 24 Ore, secondo la quale il governo sta valutando la possibilità di nominare commissari regionali per accelerare il percorso di Transizione ecologica e la produzione di energia da fonti alternative, utilizzando il modello Genova che ha permesso la ricostruzione del ponte in breve tempo. Ma, certo, il governo si sta facendo carico dei ritardi ed è necessario che la intera filiera istituzionale marci in questa direzione. A tal proposito la viceministro ribadisce che «questo Paese paga alle infrastrutture e all’energia i troppi ritardi e i tanti, troppi no accumulati nel tempo: è tempo di voltare radicalmente pagina ed è quello che il Governo sta facendo, agendo sulla semplificazione e velocizzazione delle procedure, che sono due parole chiave della Legge delega sui contratti pubblici».

 

Gli impianti sbloccati

Bellanova ricorda che «vanno in questa direzione i quattro nuovi progetti di impianti eolici sbloccati recentemente dal Governo in provincia di Foggia, il potenziamento del Parco eolico “Nulvi Ploaghe” a Sassari, la proroga del parco eolico di Tricarico, che si sommano agli altri due sbloccati in provincia di Potenza lo scorso 18 febbraio; diversi bandi già pubblicati nell’ambito del Pnrr; il sostegno ai contratti di sviluppo per investimenti nei settori produttivi connessi alle tecnologie per la generazione di energia da fonti rinnovabili».
Dunque, a parere della viceministro Bellanova, «la direttrice di marcia entro cui ci si sta muovendo è chiara, e lo conferma il fatto che a partire dalla fine del 2021 sono stati sbloccati impianti di energia per una potenza totale di 1.407,3 MW (1,407 GigaWatt) da fonti rinnovabili. Ecco perché è necessario l’allineamento in questa direzione dell’intera filiera istituzionale». 

La Puglia


L’allineamento della filiera istituzionale non può che riguardare anche la Puglia, dove sono ferme negli uffici regionali oltre 400 pratiche relative a progetti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. «In Puglia manca ancora il Piano energetico regionale: c’è un lavoro in atto e auspico che si concluda quanto prima per garantire trasparenza, correttezza delle procedure, velocizzazione dei processi, nell’ambito di una strategia a regia nazionale, che non significa solo Pnrr ma impegno del Governo in atto nella diversificazione delle fonti», aggiunge. E ancora: «Quando dico allineamento dico proprio questo: se i Comuni devono tipizzare le aree con l’adeguamento degli strumenti urbanistici è bene che questo accada quanto prima. E se le Regioni, come la Puglia, devono dotarsi di strumenti strategici è bene che accada. Se gli stock infrastrutturali sono stati fino a oggi il prodotto di processi “a lento divenire”, non dobbiamo e non possiamo più permetterci il lusso della faticosa lentezza degli iter e dell’esecuzione delle opere: il rispetto temporale degli impegni è condizione essenziale, come lo è la qualità integrata ed il ruolo di una pubblica amministrazione consapevole di essere motore e protagonista del rilancio».

Il nodo dei progetti bloccati


Una ulteriore precisazione riguarda la Puglia e alle aree da tipizzare, con l’obiettivo di non utilizzare terreno agricolo: «La Puglia energetica è un mix di questioni complesse, come indicano le 400 istanze presentate per realizzare impianti da energie rinnovabili. Una strategia di sistema è urgente soprattutto se, come leggo, si registra uno stato di conflitto tra diverse sezioni della stessa Regione e tra la Regione e le Province e se, come personalmente ritengo, non è assolutamente il caso, né in Puglia né dovunque, che i nuovi impianti consumino suolo agricolo. Tipizzare le aree deve andare in questa direzione. Autonomia energetica e autonomia agroalimentare vanno di pari passo».

Ultimo aggiornamento: 21:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA