Rincari, allerta sui listini. Frutta e verdura alle stelle: «Noi sentinelle dei prezzi»

Giovedì 21 Maggio 2020 di Valeria BLANCO
Il caso più eclatante, segnalato ad Adoc da un cittadino leccese, è quello di un caffè in ghiaccio da asporto venduto a 2 euro, quando il suo omologo in vetro, in tempi normali, costa tra 1,30 e 1,50. Le associazioni dei consumatori - da Codacons alla stessa Adoc, passando per lo Sportello dei diritti - stanno monitorando con attenzione la situazione dell'aumento dei prezzi nella Fase 2 per individuare impennate anomale da segnalare, eventualmente, all'Antitrust. E per il momento, sebbene qualcuno abbia alzato il prezzo del caffè di 10 centesimi, o abbia aggiunto un paio di euro al costo di taglio e messa in piega, in città non si segnalano gli aumenti spropositati di altre zone d'Italia.

Questo non vuol dire che la città sia immune da rincari, tutt'altro. Aumenti di prezzo hanno subito tutti i generi alimentari, soprattutto frutta e verdura (Coldiretti Puglia ha parlato di rincari fino al 600%) , ma anche detergenti, disinfettanti e guanti. Tant'è che l'Autorità Antitrust ha avviato un'indagine per verificare eventuali fenomeni di sfruttamento dell'emergenza sanitaria e ha chiesto informazioni a molti operatori della Grande distribuzione per acquisire dati sull'andamento dei prezzi di vendita al dettaglio e dei prezzi di acquisto all'ingrosso di generi di prima necessità. E informazioni sono state richieste a supermercati presenti con i loro marchi anche nel Salento come Carrefour, Lidl, Md, Eurospin, Coop Alleanza 3.0, alcune cooperative Conad, alcuni degli aderenti ai marchi Sisa, Sigma e Crai.

Pochi, finora, i listini ritoccati segnalati in città: un po' anche perché molte attività commerciali stanno ritardando la ripartenza, oppure perché - come nel caso di parrucchieri ed estetiste, che hanno aperto da tre giorni - è ancora difficile desumere una casistica. L'invito delle associazioni dei consumatori, tuttavia, è a segnalare ogni variazione anomala.
«Con i nostri volontari monitoriamo costantemente vetrine ed esercizi commerciali - spiega l'avvocato Cristian Marchello del Codacons - soprattutto quelli che operano nei settori delicati come ristorazione e bellezza. Per il momento, nel Salento la Fase 2 non sembra aver portato grandi aumenti, se non qualche piccolo, comprensibile arrotondamento. Ma bisognerà aspettare le prossime settimane, quando saranno aperti tutti i ristoranti e i lidi, e quando ripartirà la movida, per trarre le conclusioni. Piuttosto, la nostra preoccupazione è che gli aumenti esagerati e ingiustificati che avevamo riscontrato in pieno lockdown su frutta e verdura, ora non rientrino. Intanto, invitiamo i cittadini a segnalarci ogni anomalia inviando un messaggio sulla nostra pagina Facebook».

Anche per Adoc, la sensazione è la stessa. «Stiamo raccogliendo segnalazioni - conferma l'avvocato Alessandro Presicce - ma a parte quella di un caffè in ghiaccio da asporto a 2 euro, per il momento non è arrivato nulla di eclatante. Monitoriamo le speculazioni farmaceutiche, controllando che in tutti i settori gli aumenti che abbiamo tollerato durante il lockdown non diventino una condizione permanente».
Secondo le previsioni del Codacons, però, quest'anno non andrà meglio nemmeno sotto l'ombrellone: tra turisti in calo e numero di ombrelloni drasticamente ridotto, il timore generalizzato è che quella in arrivo sarà l'estate più salata di sempre anche nel Salento. Ultimo aggiornamento: 09:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA