Rigassificatori galleggianti, rebus siti e commissari. L'appello delle imprese: «Brindisi si faccia avanti»

Rigassificatori galleggianti, rebus siti e commissari. L'appello delle imprese: «Brindisi si faccia avanti»
di Paola ANCORA
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Mercoledì 4 Maggio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 13:00

Che l’Europa intera «guardi verso il Mediterraneo e il Sud per soddisfare le sue esigenze energetiche è inevitabile» ha detto ieri al Parlamento europeo il premier Mario Draghi. E la Puglia, dunque - per collocazione geografica - resta al centro della pianificazione energetica nazionale. Come e con quale ruolo lo si vedrà nelle prossime settimane, quando l’esecutivo concluderà la valutazione dei siti candidabili a ospitare i cinque rigassificatori e navi metaniere cui si rimanda nel decreto Aiuti approvato ieri. Quel provvedimento, che ora passerà all’esame del Parlamento, prevede anche la nomina di commissari regionali per seguire l’iter di acquisto e la logistica per la messa a terra dell’investimento: nei giorni scorsi si è fatta strada la possibilità che fossero i presidenti di Regione a ricoprire questo incarico, ma all’indomani dell’approvazione del decreto è stata avanzata anche l’ipotesi di mettere la questione – politicamente molto delicata – nelle mani dei prefetti. Si vedrà.

Le localizzazioni


Taranto e Brindisi le località pugliesi che – per infrastrutturazione e densità di agglomerati industriali - sono in pole per accogliere l’ormeggio di un rigassificatore galleggiante, con la città sull’Adriatico che sopravanza di qualche lunghezza quella dei Due Mari nel borsino delle probabilità: Brindisi, infatti, è più vicina alle condotte di Snam e il porto, come ha confermato anche il presidente dell’Autorità portuale Ugo Patroni Griffi, ben si presterebbe ad accogliere un simile impianto. Non solo. Dopo le perplessità espresse, sul punto, dal sindaco Riccardo Rossi, un gruppo di nove associazioni e imprese brindisine - aderenti al comitato spontaneo “Azione per lo Sviluppo e Attività del Porto” - hanno firmato un appello perché la città si candidi apertamente a ospitare l’ormeggio della nave. 

Confindustria, Cna, Confesercenti, Confcommercio, Confimprese, Raccomar Associazione Agenti Marittimi, Ops ovvero gli operatori portuali salentini, l’impresa Fratelli Barretta e il Gruppo Ormeggiatori del Porto di Brindisi hanno infatti sottoscritto una nota nella quale ritengono «necessario e improcrastinabile intervenire rispetto all’ipotesi avanzata dal ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani di ospitare nel porto di Brindisi una nave adibita allo stoccaggio e rigassificazione di gas naturale». Per Brindisi, secondo i sottoscrittori dell’appello, l’ormeggio del rigassificatore galleggiante si tradurrebbe «in evidenti e immediate ricadute economiche per il territorio. Non è un’opera impattante né definitiva, non creerebbe interferenze con le operatività portuali né sarebbe ostativa per gli altrettanto auspicati impianti eolici offshore. Anzi, la sola presenza della nave creerebbe un enorme traffico portuale grazie alle gasiere che continuamente la rifornirebbero, un indiscutibile ritorno economico diretto per il personale da impiegare per il funzionamento dell’impianto, per la manutenzione, per tutte le attività portuali in genere e un indotto indiretto per la comunità». Indotto, in quest’ultimo caso, derivante «dalle economie diffuse che queste navi provocano in settori quali i trasporti, l’alberghiero, la ristorazione e il commercio». Brindisi, quindi, «si candidi senza ulteriori indugi a ospitare una delle navi che il governo ha deciso di posizionare in alcuni porti italiani. Decidere a priori di non farlo, per mere prese di posizioni ideologiche e rinunciando a una opportunità di sviluppo economico senza nemmeno esaminare un progetto - concludono dal comitato - sarebbe una grave responsabilità nei confronti della comunità».


Intanto proprio oggi Cingolani incontrerà il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, giacché - riferiscono fonti ministeriali - uno dei rigassificatori potrebbe trovare spazio proprio lungo la costa romagnola. L’obiettivo è «potenziare la sicurezza energetica nazionale e diversificare le fonti di approvvigionamento, le opere finalizzate all’incremento della capacità di rigassificazione nazionale e la realizzazione di nuove unità galleggianti di stoccaggio e rigassificazione», interventi ritenuti dal Governo «di pubblica utilità, indifferibili e urgenti». Motivo per cui la loro realizzazione dovrà essere celere: i commissari serviranno a questo. E nella valutazione dei potenziali ormeggi avrà un suo peso anche la disponibilità delle Giunte regionali a non opporsi ai piani governativi, disponibilità che in Puglia non è affatto scontata.

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