Rigassificatori galleggianti, il Governo accelera: i porti di Brindisi e Taranto in pole. La decisione lunedì

Venerdì 29 Aprile 2022 di Oronzo MARTUCCI

Saranno messi in funzione due rigassificatori galleggianti nel più breve tempo possibile per garantire all’Italia 10 miliardi di metri cubi di gas, così da limitare la dipendenza del Paese dalla Russia. Il primo impianto sarà realizzato entro il primo semestre 2023, secondo quanto dichiarato dal ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani, e i porti che sembrano i più adatti allo scopo sono Piombino, in Toscana, e Brindisi o Taranto, in Puglia. Di più: lunedì prossimo il Consiglio dei ministri si prepara ad approvare un decreto legge nel quale si farà riferimento alla messa in funzione di due rigassificatori galleggianti e alla nomina dei presidenti delle Regioni interessate quali commissari straordinari per la realizzazione delle opere necessarie a garantirne il funzionamento. Ad annunciare l’arrivo di «una poderosa svolta» sul fronte dei rigassificatori, «per i quali abbrevieremo e semplificheremo le procedure, nominando i presidenti di Regione commissari straordinari per l’autorizzazione delle opere», è stata giovedì la ministra per gli Affari Regionali e le Autonomie, Maria Stella Gelmini, durante l’assemblea generale di Unindustria.

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Le opere necessarie a garantire il funzionamento dei rigassificatori galleggianti saranno definite «di pubblica utilità, indifferibili e urgenti». E neppure eventuali titubanze nella fase decisoria da parte dei presidenti delle Regioni interessate riuscirebbero a bloccarne la realizzazione. Perché, sarà evidenziato chiaramente nel decreto legge, «se si dovesse manifestare l’impossibilità di giungere tempestivamente alla conclusione del procedimento di autorizzazione del rigassificatore, il commissario straordinario potrà essere revocato con Dpcm, su proposta del ministro della Transizione ecologica, di concerto con quello delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili. In caso di revoca, il procedimento di autorizzazione sarà seguito direttamente dal ministero della Transizione ecologica».

I tempi

Nel decreto legge saranno definiti anche i tempi dei procedimenti semplificati. Sicché, «entro il termine perentorio di trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legge, i soggetti interessati alla realizzazione degli interventi presentano la relativa istanza di autorizzazione al presidente della Regione interessata». Entro 120 giorni dalla data di ricezione dell’istanza, il commissario rilascerà l’autorizzazione necessaria. Dunque, il percorso autorizzativo dovrebbe chiudersi nel giro di sette mesi, cioè entro i primi giorni di dicembre 2022: 2 mesi per arrivare all’approvazione del decreto legge atteso per la prossima settimana, un mese per la presentazione delle istanze relative alla collocazione dei rigassificatori galleggianti, 4 mesi per il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio dell’impianto.
Per quanto riguarda la realizzazione delle opere necessarie per collegare il rigassificatore galleggiante (in gergo tecnico Fsru) nel porto di Brindisi esisterebbe già una condotta che veniva utilizzata dal gruppo Versalis per portare il gas nello stabilimento che si trova nella zona industriale della città e che attraversa l’intera area portuale di Capobianco. Stando ai bene informati sarebbe facile recuperare e rendere efficiente in tempi brevissimi quell’opera. Tra l’altro la rete di Snam, cioè la condotta attraverso la quale passa il gas sulla terraferma, è molto vicina alla zona portuale. 
Con il decreto in approvazione lunedì, potrebbero essere definite anche ulteriori semplificazioni per le installazioni di nuovi impianti eolici e fotovoltaici. E, anche in questo caso, la Regione Puglia è fortemente interessata, visto che ci sono almeno 400 richieste di autorizzazione ferme a causa di valutazioni differenti da parte degli uffici Urbanistica e Ambiente regionali. 

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Anche per semplificare le procedure relative alle autorizzazioni degli impianti per la produzione energetica da fonti alternative si è parlato della possibile nomina di commissari governativi. 
L’Italia, del resto, ha bisogno di energia e di liberarsi il prima possibile dalla dipendenza da altri Paesi, utilizzando navi rigassificatore, impianti eolici on e offshore e impianti fotovoltaici, più produttivi là dove la natura ha garantito vento e sole tutto l’anno, o quasi. La Puglia, dunque, si conferma regione cruciale per il futuro energetico del Paese.
 

 

Ultimo aggiornamento: 30 Aprile, 21:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA