Rifiuti della Capitale in Puglia, no dei Cinque stelle

Rifiuti della Capitale in Puglia, no dei Cinque stelle
Coro di no al trasferimento dei rifiuti della Capitale in Puglia. Ma è scontro tra Pd e Cinque stelle sull’asse Roma-Bari. In attesa che il governatore Michele Emiliano chiarisca sul tema la posizione ufficiale dell’ente, dopo la disponibilità di massima offerta al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, dai banchi del Consiglio si solleva il dissenso rispetto a una soluzione che tanto tra i gruppi di maggioranza (come dimostrano le riserve già manifestate dai consiglieri Popolari Napoleone Cera e Giuseppe Longo, vice presidente dell’assemblea regionale) quanto dal fronte dell’opposizione ritengono improponibile. E tutti, in ogni caso, invitano Emiliano a fare luce sulla vicenda in commissione: «È assurdo pensare di accogliere rifiuti da altre regioni quando in Puglia si è fatto poco o nulla per chiudere il ciclo dei rifiuti», tuonano gli otto consiglieri regionali del M5S Puglia Rosa Barone, Gianluca Bozzetti, Cristian Casili, Mario Conca, Grazia Di Bari, Marco Galante, Antonella Laricchia e Antonio Trevisi. «Più volte - continuano i pentastellati - abbiamo denunciato la carenza di impianti pubblici per conferire la differenziata. 
Si può fare tanto per migliorare la situazione - incalzano - per questo abbiamo presentato la legge “Verso un’economia circolare a rifiuti zero”, per trasformare i rifiuti in risorse. Una proposta che da oltre un anno è ferma in Consiglio e attende di essere discussa». Sulla stessa linea anche i parlamentari pugliesi pentastellati: «Sulla possibilità che la Regione Puglia accetti i rifiuti provenienti dalla regione Lazio insistono almeno tre punti critici. Si tratta prima di tutto di una scelta politica, non è ancora chiaro se la Puglia si occuperà del solo trattamento meccanico biologico, oppure procederà anche con lo smaltimento; infine si continuerà ad ingrassare le casse dei proprietari privati delle discariche che già da tempo giovano di ingenti introiti, dato che la Puglia è notoriamente coacervo di rifiuti interregionali provenienti da tutta Italia. In un territorio che ancora non si avvale di un sistema industriale di gestione rifiuti in linea con gli obiettivi europei dell’economia circolare, dove lo smaltimento è la pratica più utilizzata piuttosto che il riciclo e il riuso, il governatore Emiliano rischia di aprire le porte all’incapacità della Regione Lazio la cui inadeguatezza nel pianificare il ciclo dei rifiuti regionale oggi rischia di mettere in seria difficoltà l’amministrazione capitolina». 
Ma proprio l’altolà dei cinque stelle è al centro della reazione del Pd romano: «I 5 stelle prima creano disastri poi protestano e impediscono ogni soluzione. L’Amministrazione cinque stelle di Roma ha chiesto ancora aiuto alla Regione Lazio per promuovere un altro accordo interregionale con la Puglia con l’obiettivo di conferirvi 300 tonnellate al giorno di rifiuti indefferenziati della capitale. Oggi però i consiglieri pugliesi 5S bocciano la possibilità di ricevere i rifiuti raccolti da Ama. I giochetti della sindaca Raggi e del M5S finiranno per impedire ogni soluzione per Roma e lasceranno che la città venga sommersa dai rifiuti», attacca Giulio Pelonzi, capogruppo comunale del Pd al Campidoglio. 
Sulla sponda pugliese, intanto, secco no anche del centrodestra. «Ho immediatamente rivolto al presidente della commissione Ambiente la richiesta urgente di convocare al più presto il presidente della Regione, Emiliano, detentore della delega sul tema, e il commissario dell’Agenzia regionale sui Rifiuti. L’arrivo e lo smaltimento in Puglia di rifiuti urbani provenienti da Roma non può essere lasciato alle indiscrezioni giornalistiche che suscitano polemiche e perplessità», afferma il consigliere regionale e coordinatore regionale di Direzione Italia-Noi con l’Italia, Francesco Ventola. 

Nulla è ancora scontato, dunque, circa il trasferimento di 10mila tonnellate che potrebbero arrivare dal Lazio, presso uno o più centri di smaltimento dell’indifferenziata attrezzati in Puglia: tre sono in Capitanata (Deliceto, Foggia e Cerignola), altri due si trovano a Bari e Conversano, nel Tarantino ci sono impianti a Manduria e Massafra, gli ultimi tre sono in Salento, a Cavallino, Poggiardo e Ugento. Se l’accordo dovesse andare in porto, spetterebbe all’Agenzia diretta dal commissario Gianfranco Grandaliano valutare dove destinare l’immondizia laziale. La scelta, qualora la Regione confermasse la disponibilità, verrebbe fatta in base ai flussi di rifiuti in quel preciso momento, in sostanza verrebbero opzionati i centri con meno carico. 
«La risposta che appare più logica e scontata sarebbe un cortese ma chiaro “No, grazie”», taglia corto anche il consigliere regionale Giannicola De Leonardis (Movimento Schittulli). «Tuttavia - chiosa - qualora fosse considerata invece un’opportunità vantaggiosa e irrinunciabile, discuterne in Consiglio sarebbe opportuno e doveroso. Per rispetto dei diretti interessati e della comunità pugliese».
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Martedì 15 Maggio 2018 - Ultimo aggiornamento: 07:31