Ricerca, sfida sui fondi europei: il Sud resta indietro. Appena 17 milioni agli Atenei di Puglia

Ricerca, sfida sui fondi europei: il Sud resta indietro. Appena 17 milioni agli Atenei di Puglia
di Giuseppe ANDRIANI
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Mercoledì 20 Aprile 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 14:22

Un miliardo e ottocentomila euro di finanziamenti per l’Italia: tanto l’Unione Europea ha destinato alla ricerca nel nostro Paese nel periodo 2014-2020. Ma di questa cifra monstre, appena 17 milioni sono arrivati in Puglia. Lo conferma l’analisi di Art-Er, agenzia dell'Emilia Romagna che ha elaborato i numeri dell’Ue Open Data portal pubblicati qualche giorno fa. La parte del leone l'hanno fatta i grandi atenei del Nord. Basta guardare le cifre per rendersi conto di quanti siano stati i progetti finanziati per alcune delle grandi università: se quella di Bari ha ottenuto l’okay per 32 progetti candidati, il Politecnico di Milano - tanto per citare il primo ente in classifica - si è visto riconosciuti fondi per 432 progetti e per un totale di 187 milioni, contro gli 8 di Uniba, prima Università pugliese in graduatoria. La differenza tra Nord e Sud emerge con forza. Rispetto alle “pagelle” dell’Associazione nazionale valutazione ricerca universitaria (Anvur), i dati sui finanziamenti aprono uno squarcio pesante su come hanno lavorato gli atenei dal 2014 al 2020. E se è vero - perché tanti sono i casi da prendere in esame - che ora si guarda al Pnrr per riequilibrare una disparità storica, è altrettanto vero che a oggi la situazione vede, ancora, Nord e Sud correre a velocità diverse. 

I dati 


Piangono le università pugliesi, anche prese singolarmente. Bari, tra gli atenei considerati “mega” per dimensioni e popolazione studentesca, è quello ad aver ricevuto meno fondi in assoluto. Eppure gli otto milioni di euro valgono come primato pugliese, anzi rappresentano quasi il 50% della somma destinata in totale alle università della regione. UniSalento, con 30 progetti candidati e passati, ha ricevuto cinque milioni e mezzo, ancor più in basso il Politecnico, con poco meno di tre milioni per 16 progetti, e nelle ultime otto posizioni in assoluto Foggia, che dall’Ue ha visto arrivare appena 448mila euro, per sei progetti complessivi. 
Il raffronto con le “grandi” del Nord non regge: la sola Università di Torino ha ricevuto 61 milioni di euro, mentre il complessivo delle quattro pugliesi è di 17 milioni di euro. In Lombardia sono arrivati 442 milioni, tanto per fare un esempio. Su un miliardo e 800mila euro, quasi il 50% è andato a Lombardia, Veneto e Piemonte (814 milioni), senza contare gli atenei della Capitale, con i 97 milioni de La Sapienza. 

Il Mezzogiorno


Il Sud resta il profondo Sud di un Paese, l’Italia, che è al quinto posto in Europa per finanziamenti, alle spalle di Germania (oltre 10 miliardi), Gran Bretagna, Francia e Spagna. In sintesi: Meridione del Meridione. Perché? Solo criteri storici e maggiore produttività delle realtà del Nord? C’è da specificare che in realtà la forza delle università è quella di candidare i progetti ai bandi. Ed evidentemente - numeri alla mano - dagli atenei del Sud, e da quelli pugliesi in particolare, la forza di progettazione per intercettare i fondi è stata piuttosto bassa. 
Il prossimo periodo in esame è partito dal 2021 e arriverà al 2027. Non resta, da qui, che accelerare per arrivare a una svolta vera, per quanto i fondi del Pnrr possono realmente rappresentare la sfida del futuro. Così come la terza missione e la capacità di creare un sistema di relazioni con aziende ed enti, anche pubblici. Ma la fotografia degli anni andati è un quadro desolante.

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