Regione, maggioranza ancora sotto: avviso dei franchi tiratori a Emiliano

Regione, maggioranza ancora sotto: avviso dei franchi tiratori a Emiliano
La maggioranza salva Massimo Cassano ma non il governatore Michele Emiliano. Il centrosinistra in Consiglio regionale si sfalda davanti alla mozione di sfiducia presentata dal centrodestra nei confronti del commissario dell'Arpal, l'Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro: approfittando del voto segreto, sette consiglieri di maggioranza votano a favore e due si astengono, a dispetto degli accordi presi qualche ora prima. Alla fine, sul filo del rasoio, la mozione viene respinta grazie ad un pari merito (22 voti a favore e altrettanti contro), ma a pesare è il dato politico.

Un gruppo nutrito ha colto l'occasione per lanciare l'ennesimo messaggio al governatore Emiliano, l'esito della votazione rispecchia la guerra intestina che è in atto in questo momento tra le diverse fazioni del centrosinistra regionale.
Sembra essere la conseguenza di mesi di tensioni tra il presidente e una fetta, neanche troppo ristretta, della sua maggioranza che non condivide alcune scelte più politiche che amministrative: a scoperchiare il vaso sono state le nomine di Simeone di Cagno Abbrescia all'Aqp e di Massimo Cassano all'Arpal, ma poi le frizioni e i mal di pancia sono proseguiti con il caso dell'assessore Leonardo Di Gioia, inviso ormai a quasi tutta la coalizione (alle Europee ha sostenuto la Lega).

Senza trascurare il continuo quanto aspro confronto con la Sinistra e il gruppo renziano. Tra i sette franchi tiratori di ieri non è escluso che possa esserci persino più di un assessore della giunta Emiliano, qualcuno che ha mal digerito la gestione del caso Di Gioia e che ha approfittato dell'occasione per vendicarsi di sgambetti elettorali.

Il centrosinistra pugliese, in questo momento, sembra essere una polveriera, pronta ad esplodere in qualsiasi momento: è di qualche giorno fa l'attacco al segretario regionale del Pd, Marco Lacarra, da parte dei candidati pugliesi del Pd rimasti fuori dall'europarlamento. Non un clima ideale per prepararsi al meglio in vista delle Regionali dell'anno prossimo, lo sa anche Emiliano che prepara le contromosse. Intanto, il 17 giugno ci sarà un confronto all'interno della maggioranza: il vertice è stato convocato via sms qualche minuto prima del voto sulla mozione di sfiducia, che qualcuno già sapesse dell'esito?

In aula, Emiliano ieri ha tentato di compattare la sua maggioranza, intervenendo prima della votazione per difendere Cassano. Ha prima ricordato «le ragioni di particolare urgenza» che hanno portato alla nomina di un commissario, poi, entrando nel merito della scelta della nomina dell'ex sottosegretario, ha sottolineato che «si tratta di un dottore commercialista, di un revisore dei conti, che quindi sarebbe in grado di assumere ruoli importantissimi nella pubblica amministrazione» e «con specifico riferimento all'esperienza nel mondo del lavoro, ha fatto per tre anni il sottosegretario al lavoro di un Governo nazionale».

Il presidente, fiutando evidentemente una imboscata, ha anche evidenziato la necessità «di non farsi tirare dentro la bagarre politica»: «Credo ha detto - che in questo momento il senatore Cassano abbia un incarico di grandissima complessità. Non è scritto da nessuna parte che questa sia un'agevolazione di altra natura. Anzi, come dimostrano anche i risultati delle ultime elezioni, i partiti che hanno in mano la funzione del lavoro si sono dimezzati nel loro risultato elettorale». Parole cadute nel vuoto. E come se non bastasse, qualche minuto dopo, con 22 voti a favore e 21 contrati è stata approvata la mozione a firma dei consiglieri di Forza Italia, Francesca Franzoso e Nino Marmo, con cui si chiede al commissario dell'Arpal di revocare l'avviso pubblico per la formazione di una short list di esperti qualificati per incarichi di supporto all'Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro. Un altro colpo. «Una arrampicata sugli specchi» è stata definita dalle opposizioni la posizione di Emiliano sulla mozione.

«Emiliano ha fatto una cassanata» e «lo hanno capito anche alcuni suoi consiglieri di maggioranza», dichiarano i consiglieri di Direzione Italia. Per il Movimento 5 Stelle questo tipo di nomine sono «sicuramente utili per la prossima campagna elettorale, meno per i pugliesi che vorrebbero agenzie utili e non contenitori vuoti utili solo a distribuire poltrone». «Il voto dell'Aula, che ha approvato la mozione su Arpal è un monito al delirio di onnipotenza di Emiliano e un richiamo al rispetto delle regole», dichiarano Franzoso e Marmo.
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Giovedì 6 Giugno 2019 - Ultimo aggiornamento: 10:50