​Cassano decade da direttore dell'Arpal: in Consiglio regionale passa la proposta del Pd, i civici di Emiliano contrari

Cassano decade da direttore dell'Arpal: in Consiglio regionale passa la proposta del Pd, i civici di Emiliano contrari
5 Minuti di Lettura
Mercoledì 19 Ottobre 2022, 18:13 - Ultimo aggiornamento: 20 Ottobre, 08:12

Alla fine il Consiglio regionale ha deciso. Con 18 voti favorevoli, 8 contrari e 14 astenuti, è passata la proposta di legge che cambia l’assetto societario dell’Agenzia per le politiche attive del lavoro (Arpal) e, di conseguenza, prevede la decadenza dell’attuale direttore generale, Massimo Cassano.

Il lungo dibattito in aula

E' stato lungo e accesso il dibattito in Consiglio regionale pugliese, con i gruppi civici che fanno riferimento al governatore Michele Emiliano che si sono opposti alla norma e, in particolare, alla decadenza del dg. E sono stati loro a votare contro, mentre il centrodestra si è astenuto. La proposta di legge era stata firmata da Amati, Tutolo, Mazzarano e Mennea del Pd.

Cosa accade ora

L’Arpal, adesso, sarà guidata da un Consiglio di amministrazione, composto da un presidente e due componenti, da un direttore e da un revisore unico. Così come per il direttore ed il Cda, anche il revisore unico sarà nominato dalla Giunta regionale che ne stabilirà il compenso e sarà scelto tra gli iscritti nel registro dei revisori legali.  Con un emendamento a firma Fabiano Amati, con l’entrata in vigore di questa legge decade il direttore generale nominato ai sensi della legge vigente in materia. Nel periodo transitorio tra la decadenza e la nomina del Consiglio d’Amministrazione, le relative funzioni saranno svolte dal direttore del Dipartimento regionale politiche del lavoro, nei limiti della gestione ordinaria e senza ulteriore compenso.

Le reazioni

«Oggi la buona amministrazione ha trovato casa nel PD e nell’azione della maggior parte dei consiglieri regionali. E questa è la nostra storia e il nostro programma. Mi spiace molto del tanto tempo e del grande contrasto registrato sull’argomento - dice il consigliere regionale del Partito Democratico Fabiano Amati - anche quello di una parte della Giunta regionale, che abbiamo dovuto superare anche con asprezza. In ogni caso, ciò che conta è il risultato, finalizzato a verificare nelle prossime settimane eventuali opacità o le ragioni di numerose coincidenze tra selezione di personale e appartenenza politica».

«Il voto di oggi rappresenta - dice la consigliera M5S Antonella Laricchia - la sfiducia al governo regionale da parte della maggioranza, vista la strenua difesa da parte del presidente Emiliano del direttore generale dell’Arpal Massimo Cassano, decaduto dopo l’approvazione della norma che va a modificare la legge istitutiva dell’Arpal. Una nomina quella di Cassano che ho sempre avversato, visto che era chiaro fin da subito che si trattasse di una nomina solo elettorale, purtroppo la prima di quella che è poi diventata una lunga serie. Nomine che causano un danno a tutti i cittadini, dal momento che producono solo inefficienza e sperpero di denaro pubblico. Dal punto di vista politico quella di oggi è una giornata importante, dal punto di vista tecnico però non posso non esprimere forti dubbi sulla legge, perché non era questo lo strumento più adatto per far decadere Massimo Cassano. Avrebbe dovuto pensarci Emiliano revocando l’incarico, ma ancora una volta ha scelto di non scegliere».

«Benvenuto a bordo PD! - si legge in una nota di Fratelli d'Italia -. Dopo qualche anno, approvando una legge che prevede la decadenza, ha capito ciò che noi da anni e anni avevamo sostenuto: Massimo Cassano non doveva essere nominato prima commissario e poi direttore generale dell’Arpal, non solo perché rispetto ad altri curricula arrivati era il più debole a titoli specifici (e qui ci sarebbe da richiamare altre responsabilità, quelle di chi si è assunto l’onere della decisione), ma perché era evidente che si trattava di una nomina che veniva data in vista delle Regionali 2020, Cassano avrebbe garantito liste civiche per far vincere il presidente Emiliano. Fratelli d’Italia in ogni dove ha denunciato l’utilizzo dell’importante agenzia del lavoro per fini elettorali, ma puntualmente lo stesso centrosinistra che oggi ha votato la decadenza, ha salvato Cassano». 

«Il voto di oggi rappresenta l'esigenza di un cambio di passo nella gestione dell’Arpal, che avevamo già manifestato nelle scorse settimane. La riforma della governance dell'Agenzia non era più rinviabile, viste anche le numerose vicende che  continuiamo a leggere da mesi sui giornali e per le quali auspichiamo venga fatta al più presto la massima chiarezza. Vogliamo rendere ancora più trasparente ed efficiente questa che è un’Agenzia strategica per la nostra Regione che si occupa di politiche attive del lavoro, centri per l’impiego, reddito di cittadinanza”.  Lo dichiarano i consiglieri del M5S Marco Galante, Cristian Casili e Grazia Di Bari
“Ora il consiglio - spiegano i pentastellati - potrà occuparsi dei pugliesi e dare risposte ai loro bisogni, come ad esempio l’abbattimento delle liste d’attesa e il caro bollette. Si è conclusa una telenovela che era durata fin troppo, di fatto paralizzando i lavori».

© RIPRODUZIONE RISERVATA