Regionali, Italia Viva pensa a Bellanova per la sfida a Emiliano: «Lui, il peggior notabilato»

Lunedì 3 Febbraio 2020
Italia Viva e Matteo Renzi accarezzano l'idea di candidare Teresa Bellanova alla presidenza della Regione Puglia. L'assemblea nazionale di Iv a Roma è servita, infatti, a rimarcare, una volta di più, il proprio no ad una ricandidatura di Michele Emiliano. E sebbene dietro le quinte ci sia chi racconta - si tratta, va precisato, solo di indiscrezioni - di un patto segreto fra Renzi e Salvini per indebolire la posizione del governatore uscente, di certo c'è - per il momento - la distanza fra Iv e la squadra di Emiliano: profonda e incolmabile, almeno in Puglia, dove si gioca una partita che va ben al di là dei confini regionali e che servirà, domani, a costruire assetti ed equilibri nuovi anche a livello nazionale. 

Nel corso dell'assemblea, infatti, è stata soprattutto la salentina Teresa Bellanova, attuale ministro dell'Agricoltura, a bocciare nettamente l'operatore dell'attuale governatore. «Al Sud - ha detto Bellanova - serve un cambio di classe dirigente. Quando diciamo no a Emiliano non ne facciamo una questione personale, facciamo una valutazione politica. Quando diciamo no a Emiliano diciamo no al trasformismo, no alla demagogia, no al peggiore notabilato meridionale». «Volete tornare all'acciaio di Stato? - ha continuato - Taranto è stata inquinata quando l'acciaio era prodotto dallo Stato. Quando diciamo no a Emiliano parliamo della sanità. Sui rifiuti bisogna avere il fisico di assumere le responsabilità. Quando diciamo no a Emiliano parliamo di agricoltura, parliamo dei 142 milioni rimasti nelle casse della Regione. Una domanda in pubblica piazza: cari amici del Pd, volete sostenere il buongoverno di Bonaccini che le risorse le ha consumate o volete stare con la concezione proprietaria di Emiliano? Noi contrapponiamo a Emiliano un impianto riformista perché il Mezzogiorno ha bisogno del riformismo, perché cosi non può continuare a vivere».

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Quanto al sostegno al governo, Bellanova ha aggiunto: «Noi sosteniamo Conte ma pretendere rispetto significa che non veniamo dopo gli altri, vuol dire un chiaro impianto riformista più solidi perché questo Paese ha perso 18 mesi con il Conte 1 e non ha più tempo da perdere».

«Con Emiliano si perde in Puglia, e non vogliamo solo partecipare. E non c'è solo la Puglia. Non è l'unica Regione dove ci si candida a perdere: anche le Marche. Nulla contro Ceriscioli, ma se capisci che perdi, rinunci», ha detto Ettore Rosato, coordinatore nazionale di Italia Viva. Quella delle regionali di Primavera, ha aggiunto «sarà una campagna impegnativa, sono sei regioni e non ci presenteremo per portare il nostro riformismo».

A tirare le conclusioni è stato ovviamente il leader di Italia Viva Matteo Renzi, che ha avvertito gli alleati: «I nostri voti sono decisivi», «Questo non è il mio partito, ma è la vostra casa», ha detto rivolgendosi ai presenti. A smentire il partito di plastica, il partito personale, il leader e attorno il vuoto. «Qui c'è qualcosa di vero, questa non l'ambizione di Renzi, questo non è un partito di plastica e questo è un popolo che sarà la grande sorpresa dei prossimi mesi. Più ci denigrano, più ci tengono ai margini e più detteremo l'agenda», ha detto il leader Iv. E quindi proprio perché Italia Viva vuole essere un partito, Renzi elenca una lunga serie di appuntamenti organizzativi. A partire da oggi: il primo camper per le regionali. «Il primo camper», sottolinea. «Il primo perché ne vorrei 6, uno per ogni regione dove si vota, per tornare in mezzo alla gente e in Puglia sarò nel camper con Bellanova», spiega Renzi. Il 14 febbraio Italia viva presenterà ufficialmente a Conte e al governo le proposte per il rilancio dell'economia, il piano Shock. Il 22 febbraio si svolgerà l'Assemblea statutaria su regole e raccolta fondi; il 2 marzo gli Stati generali dell'Economia in una fabbrica del Nord «per fare un selfie all'economia italiana». L'8 marzo si pianteranno 10mila alberi; il 21 marzo il Forum degli amministratori locali in Campania per arrivare al 31 marzo, dead line per la nascita di 100 sedi di Italia Viva in tutta Italia e 500mila registrazioni sulla piattaforma di Iv. In estate poi a Castrocaro si terrà la Scuola di formazione.

Anche sul fronte del centrodestra potrebbe essere una settimana decisiva: dopo la sconfitta in Emilia Romagna, il leader della Lega Matteo Salvini non ha fatto mistero di voler rivedere le candidature anche al Sud (a maggio si vota non solo in Puglia ma anche in Campania), non escludendo la possibilità di rivendicare un nome leghista. Una scelta, questa, che farebbe cadere definitivamente la possibilità di una candidatura per l'europarlamentare co-presidente del gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei Raffaele Fitto, nome ovviamente sostenuto da Fratelli d'Italia e che proprio nei giorni scorsi aveva ottenuto l'ok anche da Forza Italia. Ultimo aggiornamento: 10:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA