Reddito di cittadinanza, in Puglia appena 12mila richieste

La tessera per avere il reddito
Il reddito di cittadinanza non sfonda, e curiosamente molte aree del Paese in particolare difficoltà fanno registrare percentuali tutto sommato basse, almeno rispetto alle stime di qualche settimana fa. La Puglia non fa eccezione, come confermano i numeri relativi alle richieste presso Poste Italiane: 12.049 domande, poco meno della Sardegna, la metà della Campania, il quadruplo rispetto all’Abruzzo. Pensato come strumento per contrastare la povertà, il reddito di cittadinanza affronta il periodo dei primi bilanci, visto che c’è ancora tempo fino al 31 marzo per farne richiesta, ottenendo una risposta a partire dalla metà di aprile, per ricevere poi eventualmente la card dagli inizi di maggio. Era stato soprattutto il Movimento Cinque Stelle a fare di questo strumento una bandiera per la campagna elettorale, e la misura di sostegno è effettivamente divenuta realtà nel giro di pochi mesi. Ma la risposta dei cittadini è stata piuttosto fredda, o comunque non all’altezza delle aspettative. I primi dati ufficiali riguardano le domande presentate alle Poste, ossia una delle tre soluzioni possibili per fare richiesta: in alternativa, infatti, ci si può recare presso i Caf o ancora si può compilare il modulo on line. Non senza sorpresa, rifacendosi ai dati provenienti dalle Poste, la regione che ha fatto registrare il maggior numero di domande è la Lombardia, con 25.212. Segue la Campania con 24.551, completa il podio la Sicilia (20.315). La Puglia è settima con 12.049 domande, preceduta da Piemonte, Lazio e Sardegna. Naturalmente bisogna tenere conto di due aspetti: uno, il più ovvio, è che in questi calcoli c’è da considerare la grandezza delle singole regioni; l’altro aspetto si riferisce al dato limitato alle Poste, quindi privo delle cifre provenienti dal Caf. Ma se le proporzioni dovessero essere confermate, non si potrà certamente parlare di successo per lo strumento introdotto dal governo. Se la Puglia è settima, colpisce come diverse regioni del Sud occupino le parti basse della classifica: l’Abruzzo è 13esimo, la Basilicata 17esima. Piuttosto diverso è invece il discorso per quota 100, il nuovo calcolo della pensione anticipata. In questo caso è il Sud a farla da padrone, con l’Abruzzo a 9.979 domande, poi Basilicata (7.892) e Calabria (7.363). La Puglia è 13esima con 2.995 richieste. La misura era stata pensata soprattutto per i dipendenti private delle aziende del Nord Italia. Invece, a chiedere di andare in pensione in anticipo sarebbero soprattutto i dipendenti pubblici del Mezzogiorno. Intanto, la Regione Puglia fa sapere di essere al lavoro per individuare gli strumenti più idonei per la proroga delle attività degli operatori della formazione che sono attualmente in servizio presso i Centri per l’Impiego pugliesi. In una nota l’assessore regionale al Lavoro, alla Formazione e all’Istruzione Sebastiano Leo afferma: “Questi professionisti della formazione, il cui utilizzo dovrebbe aver termine a giugno prossimo, svolgono un ruolo importante nel rafforzamento e nel potenziamento dei servizi pubblici per l’impiego, in un momento delicato di transizione all’Arpal, in un contesto di carenza di organico e di obsolescenza delle infrastrutture”. “Pertanto – continua Leo – la nostra intenzione è di continuare ad avvalerci del prezioso contributo di questi lavoratori e stiamo lavorando, di concerto con la struttura dell’Arpal con le organizzazioni sindacali che abbiamo incontrato più volte e con le associazioni datoriali degli enti di formazione che incontreremo a stretto giro, ad una soluzione ottimale per il proseguo delle attività oltre giugno 2019”. “Inoltre - conclude l’assessore -, in Giunta Regionale abbiamo approvato gli atti, dal bilancio alla dotazione organica, per rendere pienamente operativa l’Agenzia e abbiamo approvato anche lo schema di Convenzione per la realizzazione dell’intervento di rafforzamento dei servizi per l’impiego. Il Piano di rafforzamento, che ha carattere straordinario, prevede per la Puglia una dotazione finanziaria di circa 13,4 milioni di euro utili all’immissione di 128 risorse aggiuntive nei nostri centri per l’impiego. Questo personale dovrà occuparsi di orientamento, di ausilio alla ricerca di occupazione, di attività formative e della gestione della promozione delle esperienze lavorative”.
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Mercoledì 27 Marzo 2019 - Ultimo aggiornamento: 22:11