Reddito, 51mila pugliesi convocati dai navigator

Reddito, 51mila pugliesi convocati dai navigator
Reddito di cittadinanza, parte la fase due. La selezione dei navigator è stata completata e, se si esclude la Campania, le regioni hanno firmato le intese: dal 2 settembre partiranno le convocazioni dei percettori del reddito per costruire il percorso per la ricerca di una occupazione.
Due disoccupati su tre che saranno indirizzati al patto per il lavoro risiedono nelle quattro regioni del Sud. Questi i dettagli della distribuzione geografica: in Campania 178.370 persone, in Sicilia 162.518, in Calabria 64.057 e in Puglia 50.904. In queste quattro regioni si concentra il 64,7% dei soggetti occupabili. Nel Lazio le persone da avviare a percorsi di politica attiva sono 37.939, in Lombardia 33.598. In base al nuovo accordo Anpal-Regioni, due paginette di testo - sostiene il Sole - concordato prima della pausa di Ferragosto, i centri per l'impiego, da lunedì avranno trenta giorni di tempo per convocare i soggetti interessati.
È tutto pronto, quindi, per firmare il Patto per il lavoro e se non si accetteranno le offerte che verranno fatte nel corso dei prossimi mesi, si rischia di perdere il beneficio. È questo lo snodo più delicato del meccanismo del reddito di cittadinanza, che dovrebbe traghettare chi non ha lavoro verso l'occupazione. La convocazione sarebbe dovuta arrivare nei trenta giorni successivi all'arrivo del reddito ma, come tutti gli osservatori avevano predetto, era oggettivamente impossibile che la procedura si potesse chiudere prima.
Tant'è che ad oggi non tutti gli ostacoli sono superati per la piena operatività del reddito di cittadinanza. Manca ad esempio il decreto che fissa le regole per la documentazione richiesta agli immigrati: in attesa l'Inps non ha accettato le loro domande. Poi c'è il caso Campania. È la regione che ha il maggior numero di famiglie coinvolte, oltre 170 mila, ma nella quale manca l'accordo per i 471 navigator assegnati alla regione in base al concorsone che li ha distribuiti in tutta Italia. Il governatore Vincenzo De Luca chiede prima di stabilizzare i 600 dipendenti precari che lavorano all'Anpal. A far sbloccare la situazione poteva arrivare anche il decreto su Ilva e rider, che contiene anche le norme per la proroga di 8.500 Lsu, molti dei quali proprio in Campania. Ma il decreto, approvato dal consiglio dei Ministri con la formula salvo intese, è tra quelli rimasti intrappolati dalla crisi di governo. Quanto alla Puglia i navigator sono 248 e ognuno di loro dovrà indirizzare nella ricerca di un lavoro 205 soggetti beneficiari pugliesi che, come detto, complessivamente in regione sono 50.904.
Navigator o meno, tutte le regioni si sono impegnate ad avviare le convocazioni dei percettori a partire da settembre. L'invito non riguarderà solo l'intestatario del reddito, ma tutti i maggiorenni della famiglia non occupati o che non frequentano un regolare corso di studi. Saranno invece esclusi i beneficiari delle pensioni di cittadinanza o gli over 65, nonché i disabili (per i quali può esserci però un'adesione volontaria finalizzata alla ricerca del lavoro). Esonerati sono anche i componenti della famiglia con impegno di cura per bambini sotto i 3 anni o per persone non autosufficienti. Il Patto per il lavoro servirà ad identificare le competenze e prevede che debba essere accettata almeno una delle tre offerte di lavoro congrue che verranno avanzate. La coerenza segue tre principi: la coerenza tra l'offerta di lavoro e le competenze, la distanza dal domicilio, la durata dello stato di disoccupazione.
Così nei primi 12 mesi di fruizione del reddito di cittadinanza sarà congrua la prima offerta se entro 100 chilometri di distanza dalla residenza (o comunque raggiungibile con un massimo di 100 minuti con i mezzi pubblici), la seconda entro i 250 chilometri e la terza sull'intero territorio italiano. Dopo 12 mesi anche per la prima offerta la congruità' è riconosciuta se si è entro i 250 chilometri. Non per tutti, comunque, sarà obbligatorio il patto per il lavoro. Per alcuni nuclei familiari, in particolari situazioni di disagio bisognoso di aiuti, è possibile attivare il patto per l'inclusione sociale, passando attraverso i servizi dei comuni competenti per il contrasto alla povertà. In questo caso il percorso è diverso ma spesso era già attivato per ottenere il Reddito di inclusione (REI), lo strumento utilizzato prima del Reddito di Cittadinanza per dare un supporto alle famiglie più povere.
Intanto, con la crisi di governo, si alimenta il dibattito sul reddito di cittadinanza, un punto fermo della politica del Movimento 5 Stelle. «Inevitabilmente è una delle misure che dovrà essere potenziata da una redistribuzione diversa da come è stata fatta. Sono sempre stato a favore del Rei e ho sempre detto usiamolo per aiutare i poveri», ha detto il deputato del Pd Francesco Boccia. Che ha aggiunto: «Sul lavoro si possono mettere insieme le nostre idee con quelle dei 5 Stelle». Nei giorni scorsi invece il consigliere regionale pentastellato Antonio Trevisi aveva proposto: «I beneficiari del reddito di cittadinanza potrebbero svolgere, con l'aiuto dei Comuni e della Regione, un'attività di controllo e pulizia delle aree protette e demaniali».
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Venerdì 30 Agosto 2019 - Ultimo aggiornamento: 19:48