Canali oscurati, niente Rai: l'estate calda delle antenne in Puglia

Canali oscurati, niente Rai: l'estate calda delle antenne in Puglia
di Rita DE BERNART
5 Minuti di Lettura
Mercoledì 6 Luglio 2022, 05:00

Servizio pubblico? Si ma non per tutti. Da mesi i cittadini pugliesi sono alle prese con i problemi di ricezione dei canali Rai su digitale terrestre. Numerose le segnalazioni e le proteste in tutta la Puglia: «La rai non si vede». Di fatto, la difficoltà è nata, a partire da marzo, a seguito delle operazioni di switch off della regione, ovvero il passaggio al nuovo digitale terrestre ad alta definizione. Il segnale scompare in alcune particolari fasce orarie, quella serale soprattutto. Improvvisamente: spento, buio, trasmissione interrotta.

Rai, a volte è impossibile la sintonizzazione

E i canali, spesso, non solo spariscono ma risulta anche impossibile sintonizzarli nuovamente per diverso tempo. Sui social monta la protesta: in diversi gruppi di utenti fioccano lamentele e persino bizzarre teorie per giungere alla soluzione. «Sintonizzare i canali nei giorni tramontana», suggerisce qualcuno addirittura. Come se a portare il segnale tv ci pensasse il vento piuttosto che un sistema tecnologico complesso e di ultima generazione, fermo restando che lo sbalzo termico tra giorno e notte porta con sé dei problemi, da sempre. La causa principale, comunque, sarebbe un problema di sovrapposizione incontrollata di segnali che porta alla distruzione di quello utile. 

Un sistema in evoluzione

Insomma il sistema di trasmissione negli anni si è evoluto: le antenne riescono a captare imput molto lontani ma i siti dei ripetitori Rai, a quanto affermano i tecnici, sono gli stessi degli anni 60, scelti in base alla strategia e tecnologia dell’epoca. Ora è un po’ come voler far andare a regime un treno ad alta velocità su una linea ferrata non adeguata. Ciò che è certo è il livello di esasperazione dei cittadini che si sentono beffati e “traditi” proprio dalla Tv di stato, quella che ha portato gli italiani sulla luna e ha tenuto incollato allo schermo, per una notte, l’intero popolo sperando nella salvezza di Alfredino. Quella che finora aveva rappresentato una certezza, garantendo informazione e intrattenimento per tutti. E per cui, va detto, da anni si corrisponde un canone statale. Le province pugliesi più colpite dai disservizi sarebbero Bari, Lecce e Brindisi, città dalle quali sono partite diverse azioni da parte di organi ufficiali, tra cui il Comune di Noci (con una lettera scritta dall’assessore al ramo una ventina di giorni fa) e soprattutto l’associazione Adiconsum Puglia. Il sindacato ha intrapreso di fatto una vera e propria battaglia con mamma Rai chiedendo, in una missiva ufficiale, persino la sospensione immediata del pagamento del canone, il rimborso, e minacciando la denuncia al Corecom, Comitato Regionale per le Comunicazioni. 

«Segnaliamo continui malfunzionamenti di servizi Rai Dvb-T che dall’ 8 Aprile, a seguito delle operazioni di switch off della Puglia, sono visibili ad intermittenza – ha scritto Giuseppe Spagnuolo, presidente Adiconsum Bari e Bat-. I disservizi si accentuano maggiormente nelle prime ore del mattino e soprattutto nelle ore serali al punto da rendere non fruibile la visione di tutti i canali Rai». 

L'attacco degli utenti

Poi l’affondo: «Si prega – continua – di provvedere alla eliminazione di tale grave disservizio avvisando che, se non si dovesse provvedere nel più breve tempo possibile alla eliminazione di tale grave disagio, questa associazione si farà promotrice di raccolte firme dei propri iscritti con richiesta di sospensione pagamento canone Rai e rimborso di un servizio che da oltre due mesi non viene regolarmente erogato e quindi non usufruito». Pronta la risposta di mamma Rai, su carta intestata, a firma del Direttore reti e piattaforme. Nella lettera la società ammette la presenza di disservizi, dovuti, secondo quanto spiegato nelle poche righe, ad un «problema intermittente riconducibile a fenomeni di anomala propagazione che fanno intercettare il segnale di altri trasmettitori, creando sovrapposizioni non controllate di segnali che portano alla distruzione di quello utile». L’invito, nelle more della soluzione, come si legge ancora nella risposta è «quello di utilizzare la piattaforma internet o quella satellitare gratuita Tv sat2». Proprio questi suggerimenti, che comporterebbero un ulteriore esborso di denaro per molti utenti, hanno dunque scatenato l’appello di Adiconsum al Corecom. Dal canto loro i tecnici, pur riconoscendo i problemi di intermittenza, segnalano anche la mancata richiesta di un supporto tecnico qualificato da parte dei cittadini.

I professionisti a disposizione

Sul sito di Tv Sat, infatti, è presente un elenco di professionisti a disposizione. «I siti dei ripetitori Rai, scelti negli anni 60 in base alle esigenze dell’epoca - commenta Emanuele Calabrese della ditta Calabrese Elettronica di Bari - sono rimasti quasi invariati nel tempo, e sono sopravvissuti a diversi passaggi tecnologici, pur con le relative innovazioni, fino a questi di ultima generazione; sono stati fatti degli aggiornamenti ma risultava tuttavia impossibile in questa fase un completo stravolgimento. 
Quando dunque un’antenna intercetta nella sua direttrice più ripetitori, a causa del fenomeno della anomala propagazione elettromagnetica, si generano sovrapposizioni che disturbano il segnale. Ma è anche vero che è mancata, come spesso accade, la giusta comunicazione. Spesso si attribuiscono a cause esterne deficit dei propri impianti. Occorre far capire ai cittadini che è necessaria una verifica da parte di personale specializzato per analizzare la propria strumentazione domestica e capire quali possano essere le problematiche e come risolverle».
 

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