Radiofreccia, la Lega usa il monologo di Stefano Accorsi ma il pugliese Procacci e Ligabue mandano la diffida a Salvini

Domenico Procacci sul piede di guerra: «Non è stata chiesta alcuna autorizzazione e non sarebbe stata concessa: grave sprezzo della legge sul diritto d'autore»

Radiofreccia, la Lega usa il monologo di Stefano Accorsi ma Fandango e Ligabue mandano la diffida a Salvini
Radiofreccia, la Lega usa il monologo di Stefano Accorsi ma Fandango e Ligabue mandano la diffida a Salvini
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Mercoledì 21 Settembre 2022, 18:36 - Ultimo aggiornamento: 22 Settembre, 11:33

Il famoso monologo di Radiofreccia recitato da Stefano Accorsi finisce in uno spot elettorale della Lega di Salvini che prende di mira il Pd di Letta rilanciando l'audio violento dell'ex capo di gabinetto del sindaco di Roma Gualtieri, Albino Ruberti. E però, in questo modo, il segretario del Carroccio è finito nei guai visto che Domenico Procacci (produttore pugliese) per Fandango, Luciano Ligabue e Stefano Accorsi, rispettivamente produttore, autore e attore del film del 1998 non sono d'accordo sull'utilizzo che è stato fatto del "credo laico". E hanno formalmente diffidato, a mezzo dei loro legali, la «Lega per Salvini Premier» dall'utilizzo del brano audio con la voce di Accorsi, tratto da Radiofreccia «illegittimamente» - affermano in una nota - e inserito all'interno di un video elettorale attualmente diffuso su tutti i social media e ripreso dalla stampa.

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Il cortometraggio «che imbarazza il Pd, tratto da una storia vera...» - come è titolato lo spot - comincia con una giovane donna che guarda il computer e ascolta il brano di Accorsi. È il 1 giugno 2022 a Frosinone. Poco dopo si sentono le urla e la telecamera inquadra un video con lo scoop del Foglio: è Ruberti che grida «si deve inginocchiare...vi ammazzo, ve lo giuro vi ammazzo...vi sparo».

La voce fuori campo del doppiatore professionista dice "Non hanno pietà". La scena successiva è un fake del manifesto elettorale del Pd con il primo piano di Enrico Letta su campo rosso "In ginocchio o ti sparo" e su campo azzurro "Italia in piedi" con il simbolo della Lega.

«Accendiamo la luce dopo le tenebre del Pd»: Viale Mazzini, Mirafiori a Torino, Monte dei Paschi di Siena, Hotel House Porto Recanati e il porto di Lampedusa. La Lega ha usato il credo laico di Radiofreccia per la propria campagna elettorale, «senza chiedere alcuna autorizzazione (che non sarebbe stata concessa), e con grave sprezzo della legge sul diritto d'autore», si legge nella nota di Fandango.

Nella diffida Procacci, Ligabue e Accorsi «hanno contestato la gravissima violazione dei loro diritti sul film e la spregiudicata utilizzazione dello stesso in una presentazione al pubblico che lascia anche chiaramente presumere una adesione al contenuto del messaggio, da cui invece gli stessi radicalmente si dissociano».

La diffida «contiene l'invito alla immediata rimozione dal video di qualsiasi elemento tratto dal film e riserva ogni più ampia tutela legale, in sede civile e penale»

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