Sette pugliesi su dieci non hanno letto nemmeno un libro nell'ultimo anno. La classifica dei lettori per regione

Sette pugliesi su dieci non hanno letto nemmeno un libro nell'ultimo anno. La classifica dei lettori per regione
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Sabato 10 Dicembre 2022, 05:00

In Puglia oltre sette persone su dieci non hanno letto neppure un libro nell’ultimo anno. E in Italia nel 2021 sono stati pubblicati più libri rispetto agli anni passati ma non sono aumentati i lettori. Il report sulla produzione libraria e sul numero di lettori di Istat fa emergere due aspetti sostanziali, in parte contraddittori: aumenta la produzione, non la gente che legge. E poi tra le pieghe del rapporto si può notare con facilità un divario culturale tra Nord e Sud che resta preoccupante. Se in Italia ha letto almeno un libro il 40,1% dei residenti con un’età di almeno sei anni (c’è un calo di un punto percentuale rispetto al 2020, che era stato però un’eccezione in positivo, anche per via del covid), in Puglia lo stesso dato si attesta al 28,9% e al Sud è fermo al 29,5%. Nel Mezzogiorno e nelle due isole si legge meno che altrove. 

E tra i lettori pugliesi, altro dato che fa riflettere, soltanto il 9,8% ha “divorato” almeno 12 libri nell’anno, quindi uno al mese. Oltre uno su due, invece, ha letto non più di tre opere. Si legge poco e fin troppo spesso a essere determinante è il fattore socio-culturale del territorio. Il potere d’acquisto, per capirsi, incide, eccome. Non è un caso se nelle regioni più ricche i lettori siano praticamente il doppio: in Trentino Alto Adige ha letto almeno un libro una persona su due. Numeri diversi, di tutt’altro tenore per tutte le regioni del Nord. La ricchezza produce cultura o viceversa? In ogni caso, lo scenario culturale del Mezzogiorno è questo. 

E il gap - l’ennesimo - con il Nord è tutt’altro che da prendere alla leggera. Nel Nord-Ovest legge il 48% dei residenti nel Nord-Est il 46,3%. Ma a far la differenza è anche la tipologia di città o paese nel quale si vive: in centro nelle grandi città leggono la metà dei residenti, la soglia scende leggermente nelle periferie ma il dato più basso lo si trova nei paesini: in quelli fino ai 2.000 abitanti ha preso in mano almeno un libro il 35% del totale. Nei paesini si legge di meno rispetto alle grandi città ma anche qui sembra non vi sia chissà quanto da stupirsi.
Differenze anche interne ai singoli settori: tra i laureati legge il 71,5% del totale, tra i diplomati il 46,8%, tra coloro che hanno la licenza media o elementare il 26%. 

Le abitudini di chi legge

Istat rileva anche le abitudini di chi legge: «analizzando l’utilizzo esclusivo o combinato dei diversi dispositivi per la lettura, si osserva che circa sette lettori su dieci (69,2%) hanno letto solo libri cartacei, il 12,1% solo e-book/libri on line, lo 0,5% ha ascoltato solo audiolibri mentre la quota di chi ha utilizzato diverse tipologie di supporto si attesta al 18,2%, dal 16,6% del 2020. I dati confermano dunque il persistere di “abitudini forti” tra i lettori, ancora prevalentemente polarizzati sull’utilizzo esclusivo del cartaceo, ma anche la diffusione, seppur lenta, dell’utilizzo combinato di diversi dispositivi per la lettura».
A livello nazionale, per altro, il quadro è un po’ più complesso. Una contrazione sul numero di lettori c’è stato e non può che suonare come l’ennesimo campanello d’allarme di anni difficili per chi legge. Eppure c’è anche qualche spiraglio positivo che si intravede, per quanto con non poca fatica. Diminuisce il numero degli editori attivi rispetto al periodo pre-pandemia: -10%. Aumentano, invece, sia i titoli pubblicati (+11,1% nel 2021 rispetto al 2020) sia la tiratura (+11,7%). Resta stabile - assicura Istat - il prezzo medio di copertina. Tra gli aspetti positivi c’è anche l’aumento del fatturato per le aziende editoriali: un imprenditore su tre dichiara di aver guadagnato di più nell’ultimo anno. E nonostante l’aumento delle opere, si riduce anche l’invenduto. 
Il numero dei lettori in Italia, a conti fatti, è calato di pochissimo rispetto al 2020, si legge perlopiù sulla carta e nelle grandi città. Ma non al Sud. Qui i libri sono per una minoranza. 

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