Via alla zona arancione «ma niente liberi tutti». E il virus circola ancora

Via alla zona arancione «ma niente liberi tutti». E il virus circola ancora
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Lunedì 26 Aprile 2021, 09:13 - Ultimo aggiornamento: 19:16

Si allenta la stretta delle restrizioni, la Puglia vira dal rosso all'arancione a partire da oggi. Ma il dovere è sempre lo stesso: guardia alta, massima prudenza, perché il virus continua a circolare. Lo dimostrano i numeri, lo suggerisce il buon senso e lo chiedono le autorità. «Il passaggio alla zona arancione non è assolutamente un liberi tutti. E per questo stiamo rimodulando i controlli nelle strade, che non si fermeranno», dice il questore di Taranto, Giuseppe Bellassai. La provincia jonica è tra le più colpite in Puglia dalla seconda e terza ondata pandemica, e rappresenta perciò un efficace stress test.

Attesa per il prossimo monitoraggio


Sarà il monitoraggio di venerdì, a cura di ministero della Salute e Istituto superiore di sanità, a stabilire se e quanto la curva pugliese è effettivamente in discesa. Il bollettino di ieri appare intanto in linea col trend delle ultime giornate: su 9.617 test sono rilevati 1.203 casi positivi (sabato erano stati 1.255), il 12,5% dei test. Dei nuovi casi, 498 sono in provincia di Bari, 174 in provincia di Foggia, 166 in provincia di Lecce, 122 nella provincia Bat, 121 in provincia di Taranto, 117 in provincia di Brindisi, 1 caso di residente fuori regione, 4 casi di provincia di residenza non nota. Sono stati registrati 19 decessi (sabato erano stati 33): 5 in provincia di Bari, 1 in provincia di Brindisi, 4 in provincia Bat, 6 in provincia di Foggia, 1 in provincia di Lecce, 2 in provincia di Taranto. Le vittime dall'inizio della pandemia sono 5.684. Sono 49.271 i casi attualmente positivi. Sul grado delle restrizioni incide decisivamente la pressione ospedaliera: 1.973 pazienti ricoverati, l'occupazione dei reparti è al 40% nelle intensive e al 46% nei reparti d'area medica (in entrambi i casi ancora oltre la soglia critica).

Guardia alta e controlli rimodulati

La maggiore possibilità di circolazione, grazie alla zona arancione, non determinerà in ogni caso una minore attenzione. Continua il questore Bellassai: «Le verifiche saranno sempre concentrate nel tentativo di evitare assembramenti e per questo continueranno i controlli sistematici. Grande attenzione si avrà anche riguardo alle riaperture delle attività con una costante verifica del rispetto delle norme previste per evitare situazioni vietate dalle norme introdotte per prevenire il contagio. Abbiamo pianificato dei servizi mirati anche in ragione dei rientri a scuola anche se questo aspetto andrà valutato alla luce di quanti ragazzi effettivamente sceglieranno il ritorno tra i banchi».

Lopalco: liberazione da mascherine più vicina

Chi mostra timidi segnali d'ottimismo è Pier Luigi Lopalco. L'assessore regionale alla Sanità ieri su Facebook, nell'ormai consueto spazio da epidemiologo, ha spiegato: «La liberazione dalle mascherine, grazie alla vaccinazione, credo sia vicina: sia Cdc che Ecdc (ndr: i Centri di controllo delle malattie per Usa ed Europa) hanno stabilito che un incontro al chiuso fra persone vaccinate o anche in presenza di una persona non vaccinata che non abbia condizioni di rischio particolari può avvenire senza mascherine». «La campagna vaccinale non ha come obiettivo la eliminazione del virus. Ma il controllo della diffusione pandemica. Questo sarebbe bene definirlo nei documenti ufficiali (insieme al target di copertura che ancora nessuno ha stabilito...). Un'ondata pandemica si avvia quando esiste una quota di popolazione molto elevata che sia totalmente suscettibile all'infezione e quindi genera una quantità di casi gravi elevatissima bloccando sistemi sanitari ed attività economiche e sociali. Man mano che la popolazione si immunizza, le ondate si affievoliscono fino a che il virus diventa endemico, magari con dei rigurgiti epidemici stagionali». Il coronavirus sarà eliminato? «Dubito», scrive Lopalco. Ma «questo non mi preoccupa. Importante è che non crei più ondate pandemiche». «La prossima estate sarà per l'Europa (e tutto l'emisfero settentrionale) un test importante. Se riusciremo a mettere in sicurezza la popolazione fragile, la circolazione residua del virus non solo sarà accettabile, ma potrebbe persino essere benefica a sostenere una serie di booster (richiami) naturali fra i vaccinati, aiutando l'instaurarsi dell'immunità di popolazione». L'esempio, ricorda Lopalco, è sotto gli occhi di tutti: «Negli ultimi mesi il virus è entrato in diverse Rsa dove gli ospiti, tutti fragilissimi, erano vaccinati: si sono contagiati in molti, ma nessuno in forma grave. L'immunità di gregge ha funzionato, anche se il virus ha continuato a trasmettersi. Espandendo il concetto alla popolazione generale, capiamo come il virus possa continuare a circolare in maniera endemica senza fare danni, a patto che la popolazione sia almeno parzialmente immunizzata».
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